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Terranova conquista la Stage 6, Sanders 1° con il percorso mutilato per motivi di sicurezza

Altro giro, altro anello. È il secondo loop attorno al bivacco di Riyadh a fare da scenario alla Stage 6 della Dakar 2022, l’ultima Speciale a essere disputata prima del meritato rest day che fa da spartiacque alla gara. Sono stati 421 i km cronometrati affrontati quest’oggi dalle auto, mentre per le moto la giornata…

7 Gennaio 2022
5 min read
stage 6

Altro giro, altro anello. È il secondo loop attorno al bivacco di Riyadh a fare da scenario alla Stage 6 della Dakar 2022, l’ultima Speciale a essere disputata prima del meritato rest day che fa da spartiacque alla gara. Sono stati 421 i km cronometrati affrontati quest’oggi dalle auto, mentre per le moto la giornata è stata tutt’altro che lineare.

© Florent Gooden / DPPI
© Florent Gooden / DPPI

AUTO

Per quanto riguarda le auto, nella Stage 6 arriva il primo squillo di Orlando Terranova in questa edizione della Dakar. L’argentino e il suo buggy Hunter hanno completato il percorso della Speciale in 3H 06’45”, riuscendo a mettersi dietro l’Audi RS Q e-tron del redivivo Mattias Ekström e l’Hilux del sempre costante Yazeed Al Rajhi. Si ripresenta in top five Brian Baragwanath, 4° a 3’06” di ritardo dalla vetta, mentre chiude 5° Nani Roma. Shameer Variawa si prende la 6^ piazza davanti a Bernhard Ten Brinke, mentre Martin Prokop e Wei Han sono abili a tenere a bada Nasser Al-Attiyah. Il qatariota, ancora prima che si entri nella seconda e ultima settimana di gara, pare essere già in gestione: il pilota dell’Hilux #201, che in questa Dakar sta facendo tutta la differenza del mondo nel momento in cui è chiamato a fare da apripista, pur non correndo particolari rischi è riuscito ad allungare ulteriormente in classifica generale, ritrovandosi ora a poter amministrare un vantaggio davvero consistente.

Guarda gli highlights della Stage 5 della Dakar 2022

A favorire la fuga di Al-Attiyah è stata la giornata grigia in cui è incappato Sebastien Loeb. L’alsaziano, a differenza del qatariota, fa ancora fatica nel momento in cui deve vestire i panni del battistrada: il nove volte Campione del Mondo del WRC quest’oggi ha perso oltre 20’ dalla vetta della classifica, chiudendo la Stage 6 con una 30^ posizione che non fa bene alle sue speranze di vittoria. Nuovamente difficoltà ha poi incontrato Carlos Sainz: lo spagnolo di Audi, già ieri costretto ad attendere il provvidenziale arrivo di Peterhansel per poter proseguire prendendo in prestito alcune componenti della RS Q e-tron del compagno di squadra, anche nel corso della Speciale odierna ha dovuto aspettare che “Mr. Dakar” lo aiutasse. I due sono poi giunti al traguardo appaiati, con Sainz a inseguire Peterhansel (42° al traguardo), ma il ritardo accumulato da Terranova è ancora una volta importante: sono infatti oltre 40’ i minuti di distacco accusati dai due veterani della Dakar.

stage 6
© Flavien Duhamel

Nella classifica generale, come già accennato poco più sopra, Nasser Al-Attiyah cambia ulteriormente passo e inizia le prove generali di fuga. Il pilota dell’Hilux ha ora oltre 50’ di vantaggio su Yazeed Al Rajhi, 2° dopo avere sopravanzato Loeb, mentre Lucio Alvarez continua a tenersi stretto la propria 4^ posizione davanti alla Mini di Jakub Przygonski.

Ecco la top ten della classifica assoluta dopo la Stage 6:

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MOTO

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© Marcelo Maragni

Come scrivevo in apertura d’articolo, per i protagonisti delle due ruote quella di oggi è stata una giornata non semplice. Parte del loro percorso di gara odierno, infatti, si sovrapponeva a quello seguito durante la Stage 5 da auto e camion. Che, come comprensibile, hanno letteralmente arato le piste sollevando sassi, radici, detriti e chi più ne ha più ne metta.

Attraversare tracce così profonde e incocciare ostacoli così subdoli a bordo di una moto non è affatto un’esperienza piacevole, e a scoprirlo sono stati – loro malgrado – molti dei protagonisti di questa Dakar. Danilo Petrucci, ad esempio. Chiamato a svolgere l’impegnativo ruolo di apripista in questa Speciale, il ternano è rovinosamente volato a terra dopo essere decollato su un sasso ricoperto di sabbia – e dunque invisibile – mentre viaggiava a circa 100 km/h. Petrux, che è tornato in sella nonostante il colpo subito, se l’è cavata con una forte botta e dei punti sul gomito, mentre peggio è andata a Ross Branch: il pilota originario del Botswana ha infatti riportato ferite a una gamba dopo essere caduto nello stesso punto di Petrucci, ed è stato costretto ad abbandonare la Stage e a tornare anzitempo al bivacco. La frequenza con cui incidenti simili sono occorsi ai piloti delle due ruote nei primissimi km della sezione cronometrata ha spinto la Direzione Gara a neutralizzare la Speciale odierna, che dunque si è conclusa ampiamente prima del previsto per preservare l’incolumità dei piloti.

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A sorridere, in termini di classifica, è dunque Daniel Sanders. L’australiano di GasGas ha chiuso davanti al compagno di squadra Sam Sunderland e all’austriaco Matthias Walkner, 3° in sella alla prima delle KTM. Pablo Quintanilla e Ricky Brabec tengono alto l’onore di Honda completando la top five, mentre il rookie Mason Klein e Stefan Svitko occupano rispettivamente la 6^ e 7^ piazza. 8^ è la Yamaha di Adrien Van Beveren, mentre Toby Price chiude 9° davanti al portoghese Joaquim Rodrigues e alla sua Hero. Stoicamente 14° è Joan Barreda, presente anche oggi in gara nonostante la brutta botta rimediata ieri a seguito di una caduta, mentre Kevin Benavides termina 15° davanti ad Andrew Short. 40° – ma con soli 12’44” di ritardo dalla vetta – è infine Danilo Petrucci, che può dirsi decisamente fortunato per avere subito ferite nel complesso lievi a seguito di un incidente che avrebbe potuto portare a delle conseguenze ben più gravi.

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© Flavien Duhamel

Nella classifica assoluta c’è ancora Sam Sunderland al comando, con Matthias Walkner a inseguire staccato di 2’39”. 3° si conferma Daniel Sanders, mentre la Yamaha di Adrien Van Beveren precede la prima delle Honda, affidata alla new entry della Casa Alata Pablo Quintanilla.

Ecco la top ten della classifica assoluta dopo la Stage 6:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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