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“Non è un Paese per giovani”: Ogier e Loeb in testa al Rallye Montecarlo

  Due prove da antologia del Motorsport. Sfido chiunque tra i lettori a sbattere le palpebre ed a rendersi conto di quello che abbiamo appena visto, perché chi vi scrive fatica a credere ai propri occhi: la 90esima edizione del Rallye Montecarlo si apre nel segno di due piloti appartenenti ad una generazione ormai passata, ai quali…

20 Gennaio 2022
4 min read

 

Due prove da antologia del Motorsport. Sfido chiunque tra i lettori a sbattere le palpebre ed a rendersi conto di quello che abbiamo appena visto, perché chi vi scrive fatica a credere ai propri occhi: la 90esima edizione del Rallye Montecarlo si apre nel segno di due piloti appartenenti ad una generazione ormai passata, ai quali non sembra essere chiaro il concetto di obsolescenza.

"Non è un Paese per giovani": Loeb ed Ogier in testa al Rallye Montecarlo

Vincitore di entrambe le PS ed in testa alla corsa al termine della prima serata, Sebastien Ogier si è ufficialmente ritirato al termine di quel Rally di Monza 2021 che gli aveva consegnato l’ottavo Titolo Iridato. Iscrittosi alla corsa da pilota part-time e senza la compagnia del navigatore di sempre Julien Ingrassia, il transalpino si è permesso di impartire una lezione al resto del mondo: “non corro più per il Mondiale, ma il più forte sono sempre io.”

Quello dell’8 volte vincitore della corsa non è però, paradossalmente, il risultato più ecclatante della giornata. Il 47enne Sebastien Loeb (+6.7), appena tornato dalla Dakar e con solo una manciata di km alle spalle su questa nuova generazione di vetture, si trova al secondo posto dopo aver chiuso dietro all’omonimo rivale nelle due speciali disputate. Nel primo Rally disputato dai tempi del Sardegna 2020 il Cannibale ha dimostrato di non aver ancora perso il potere, quasi magico, di spostare indietro le lancette, facendo tornare il mondo al periodo in cui era il numero 1 indiscusso del Motorsport su strada.

La corsa si trova dunque in un momento surreale, con due wild card davanti ai piloti che disputeranno il resto del Mondiale. E se questo fatto può essere giustificabile considerando che i leader sono due tra i rallisti più forti della storia, sarà inevitabile riaprire le discussioni riguardo l’inevitabile livellamento verso il basso che avverrà quando la carovana giungerà in Svezia senza nessuno dei due fenomeni.

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Il primo degli umani, comunque vicino al tandem di testa, è ancora una volta Elfyn Evans (+11.2), reduce da 2 podi consecutivi nell’evento monegasco. Il gallese ha dimostrato grande velocità specialmente lungo la seconda speciale, e, sventure a parte, al momento sembra l’unico con qualche possibilità di spezzare il tandem dei Séb. La sua gran prestazione rimarca ancora una volta la bontà del progetto Toyota, già evidenziata in fase di test, che conferma la qualità vista negli scorsi anni.

Chi invece ha fatto un salto in avanti è senza dubbio Ford. Qualcuno potrebbe insinuare che il secondo posto momentaneo è più merito di Loeb che della macchina: a costoro, che almeno in parte hanno ragione, consigliamo di scorrere la classifica. Al quarto ed al quinto posto, dopo due prove solidissime, troviamo infatti gli inattesi Adrien Fourmaux (+17.9) e Gus Greensmith (+21.9). Il francese aveva già fatto vedere belle cose su asfalto, e ci auguriamo che la gara possa proseguire lungo questi binari per regalargli il miglior risultato della carriera. Il britannico, invece, era sempre stato considerato un pay-driver senza le qualità per competere in un Mondiale Rally: chissà che la gara di questo weekend non possa rappresentare un’incredibile svolta per la sua carriera.

I più attenti tra voi, a questo punto, si staranno chiedendo: “dove diamine sono finite le Hyundai?”. La risposta, tristemente, è nel piazzamento del suo miglior pilota. Il sesto posto provvisorio di Thierry Neuville, già distante 28.5 dalla testa, rappresenta già un disastro su tutta la linea per il team coreano, per il quale sembra già preclusa la possibilità di replicare la storica vittoria del 2020. Sia chiaro, il “Monte” è sempre stato una corsa atipica e spesso non rispecchia i valori del resto della stagione, tuttavia le prestazioni messe in scena durante questa serata di apertura sono tutt’altro che incoraggianti.

Craig Breen

Segue un cauto Craig Breen (+29.2), che ha preferito cominciare con calma il primo Montecarlo dal 2018. Problemi idraulici hanno invece rallentato Ott Tanak (+41.1), che ha perso una vita in entrambe le speciali.

Takamoto Katsuta (+48.2) ed Oliver Solberg (+58.8) chiudono la top 10, mentre si registra la dodicesima posizione assoluta di un confuso Kalle Rovanpera (+1:08.8) : il finlandese sembra non aver ancora capito la della macchina, lamentando un forte sottosterzo nell’intervista al termine della PS 2. Davanti a lui anche il leader delle Rally2 Eric Camilli (+1:06.2), che conduce la propria classe davanti ad Andreas Mikkelsen (+1:15.3) e Stephane Lefebvre (+1:30.7).

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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