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Petrucci, direzione MotoAmerica: “Con KTM non ci capiamo, manca dialogo. Ma la Dakar 2023…”

Quella tra KTM e Danilo Petrucci è una storia d’amore decisamente tormentata. Dopo l’annata particolarmente difficile vissuta dal ternano in sella alla RC16 del team Tech3 nel 2021 della MotoGP e una Dakar 2022 che più di una soddisfazione ha regalato tanto a Petrux quanto alla Casa di Mattighofen, le strade dei due – dopo…

27 Gennaio 2022
3 min read
petrucci

Quella tra KTM e Danilo Petrucci è una storia d’amore decisamente tormentata. Dopo l’annata particolarmente difficile vissuta dal ternano in sella alla RC16 del team Tech3 nel 2021 della MotoGP e una Dakar 2022 che più di una soddisfazione ha regalato tanto a Petrux quanto alla Casa di Mattighofen, le strade dei due – dopo il riavvicinamento saudita – sembrano di nuovo essere destinate a separarsi.

petrucci
© Julien Delfosse / DPPI

La notizia, dati i risultati ottenuti da Petrucci in quella che è stata la sua Dakar d’esordio, lascia un po’ sbigottiti. Che il rapporto tra il #9 e il marchio austriaco si fosse incrinato su pista a seguito di una fallimentare campagna nel Motomondiale era chiaro a chiunque, ma che le capacità messe in mostra da Petrux tra sterrati e dune potessero non avere convinto KTM a puntare sul ternano per il prosieguo della stagione è un fatto che coglie tutti abbastanza di sorpresa. Danilo, lo ricordo a chi non avesse avuto modo di seguire assiduamente l’edizione 2022 del rally raid più famoso del mondo, è entrato nella Storia nel corso di questa Dakar: mai nessuno prima di lui è infatti riuscito, nell’arco della propria carriera, a vincere tanto un Gran Premio di MotoGP quanto una Stage della Dakar. Come se non bastasse, al netto di una flessione – comprensibile e forse anche fisiologica – avvenuta nella seconda settimana di gara, l’intera gara di Petrux è stata di altissimo livello: veloce, costante, stoico e in grado di sopperire a una forma fisica non perfetta, a una conoscenza del mezzo limitata e a un’esperienza minima sul fronte della navigazione, il #90 della Dakar ha davvero impressionato positivamente tutti tra appassionati, colleghi e addetti ai lavori.

La partecipazione all’edizione 2023 del rally raid per eccellenza, alla luce di quanto fatto vedere quest’anno, sembrava essere quasi una formalità. E invece, per motivi che lo stesso Danilo Petrucci ha accennato a Motorsport.com, il sentiero della sua carriera potrebbe condurlo molto distante sia dalla strada per Mattighofen quanto dalle tracce sabbiose della prossima Dakar.

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“Il mio piano era di correre la Dakar 2022 e poi disputare l’intero Mondiale Rally Raid – ha spiegato il ternano – “Tuttavia, già prima del via in Arabia abbiamo avuto dei problemi con KTM: non riuscivamo a capirci bene. E così, forse per la prima volta in tutta la mia carriera, ho avuto bisogno di pensare prima al mio lato umano”. “Mi sono detto: ‘Ok, ho voglia di fare un’altra esperienza e voglio provare a vivere in un altro posto’” – ha detto Petrux – “Soffro in modo particolare la mancanza di dialogo con KTM, con il marchio, e non me lo aspettavo. Perciò mi sono detto che forse posso andare negli USA e divertirmi, perché il mio obiettivo principale è recuperare quella felicità in sella che non ho avuto modo di provare nel corso della mia ultima annata in MotoGP”.

La carriera di Danilo Petrucci potrebbe infatti tingersi di stelle e strisce. Il ternano molto probabilmente sbarcherà Oltreoceano in veste di portacolori di Ducati nel MotoAmerica, abbandonando così una strada che sembrava ormai averlo portato lontano da asfalto e cordoli. “Con l’obiettivo di ritrovare piacere nel guidare avevo scelto di andare nei rally, dopodiché però ho capito che continuare con KTM in questa categoria non era un’opzione – ha aggiunto Petrux – “Ho avuto bisogno di guardarmi intorno, e sono stato contento che i miei ex capi della Ducati abbiano spinto per riavermi”. “Negli Stati Uniti vorrò curare il lato umano, vivere in un altro posto, fare un’esperienza, divertirmi con poca pressione e godermi quello che amo di più, che è guidare la moto – ha spiegato il ternano – “Quest’ultimo è sicuramente il mio obiettivo principale, perché nella Dakar la chiave di tutto è stata il fatto che mi stessi davvero divertendo, sia sulla moto che fuori. Il programma con Ducati non è ancora ufficiale, ma credo che sistemeremo tutto nelle prossime settimane. Sicuramente sarà un’esperienza molto buona, che mi porterà in un posto diverso da quello in cui sarei andato a vivere se avessi continuato con i rally: in quest’ultimo caso infatti avrei scelto un posto che potesse permettermi di allenarmi di più con la moto della Dakar”. La partecipazione alla prossima edizione della grande classica dei rally raid è dunque definitivamente sfumata? Parrebbe di no, stando almeno alle parole dello stesso Petrucci. “Non ho dubbi: voglio tornare alla Dakar. Forse a fine 2022 disputerò il Rally del Marocco, in modo tale da avere una preparazione più adeguata alla Dakar del prossimo anno”, ha infatti concluso Petrux.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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