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Dopo Montecarlo volano stracci tra Neuville e Solberg: “Oliver avrebbe potuto continuare”

Due vetture su tre ritirate. L’unico pilota giunto al traguardo, Thierry Neuville, che sostiene di non avere mai provato una paura simile al volante di un’auto da rally. 13 punti conquistati, 29 in meno di quelli accumulati dalle Ford Puma di M-Sport. 3° posto in classifica costruttori, ultima tra le Case iscritte alla stagione 2022…

29 Gennaio 2022
5 min read
neuville

Due vetture su tre ritirate. L’unico pilota giunto al traguardo, Thierry Neuville, che sostiene di non avere mai provato una paura simile al volante di un’auto da rally. 13 punti conquistati, 29 in meno di quelli accumulati dalle Ford Puma di M-Sport. 3° posto in classifica costruttori, ultima tra le Case iscritte alla stagione 2022 del World Rally Championship.

© Joerg Mitter
© Joerg Mitter

Numeri alla mano, non è necessario essere dei fini analisti per intuire che, per Hyundai, il Rallye di Monte-Carlo abbia sostanzialmente assunto le fattezze di un incubo. Non credo esista infatti termine migliore per descrivere il difficilissimo esordio delle creature di Alzenau nella nuova era ibrida del WRC: dopo diverse stagioni trascorse a contendersi con Toyota lo scettro di vettura migliore del lotto, ritrovarsi a dovere inseguire tutti gli avversari su un numero pericolosamente imprecisato di fronti deve essere stato un risveglio assai brusco per la Casa coreana.

La i20 Rally1, stando almeno a quanto visto tra le stradine non troppo innevate del Rallye di Monte-Carlo, allo stato attuale delle cose non sembrano affatto essere veloci come le GR Yaris e le Puma. Meno bilanciate, più bizzose, alle prese con problemi di gioventù che nella Francia meridionale non è stato possibile risolvere, le ultime nate dello squadrone di Alzenau sono parse parecchio indietro nello sviluppo rispetto alle dirette concorrenti. L’idea che le i20 potessero non essere allo stesso livello delle creazioni di Toyota e Ford si era pian piano fatta strada nelle menti degli appassionati sin da quando, nelle primissime uscite ufficiali e mentre Loeb, Ogier e compagni si lasciavano andare a giudizi positivi sulle rispettive vetture, Thierry Neuville definiva la sua auto “una Formula E su strada”. L’uscita di scena improvvisa e inaspettata di Andrea Adamo a poche settimane dal primo round di questa stagione aveva ulteriormente amplificato i dubbi circa la competitività – e lo stato di salute – del progetto i20, e il Rallye di Monte-Carlo non ha fatto altro che confermare le peggiori paure dei tifosi del marchio coreano.

La sensazione è che tra le fila di Hyundai la confusione regni sovrana. Sono moltissime le posizioni lavorative diventate improvvisamente “vacanti” in quel di Alzenau a seguito della fallimentare trasferta monegasca, e non è poi così assurdo pensare che sia andata in scena una sorta di epurazione. La i20 non è nata bene, e a fare iniziare a correre un progetto che ora cammina lentamente dovranno essere persone diverse da quelle che l’hanno reso claudicante.

Gli effetti nefasti del Rallye di Monte-Carlo, tuttavia, per Hyundai non sembrano essere finiti qui. A gettare ulteriore benzina sul fuoco della confusione, infatti, ha provveduto Thierry Neuville. Spaventato, sfiduciato, nervoso e soprattutto polemico nei confronti del compagno di squadra Oliver Solberg al termine della prima gara dell’anno.

A non andare giù al pilota belga è stato il ritiro – a detta sua eccessivo – del giovanissimo pilota svedese. Solberg, finito tra gli alberi al sabato mattina ma comunque in grado di riprendere la corsa, ha infatti alzato bandiera bianca dopo la prima PS della giornata di domenica per via di un malessere (suo e del navigatore) causato dall’inalazione continua di fumi che dal motore della sua i20 Rally1 finivano all’interno dell’abitacolo. Il problema sulla vettura di Solberg si è palesato sin dalle primissime fasi della corsa, aggravandosi poi in maniera importante a seguito dell’uscita di strada che ha condotto il figlio d’arte tra i rami degli alberi della Francia meridionale: sia lo svedese che Elliott Edmondson hanno stretto i denti, ma in presenza di condizioni fisiche tutt’altro che perfette i due hanno preferito concludere anticipatamente la propria gara per non correre rischi. Tra coloro che non hanno apprezzato in modo particolare questa scelta figura, come anticipato poco più sopra, Thierry Neuville. Che – volendo usare un eufemismo – non ha nascosto con particolare impegno il proprio disappunto.

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“Sia io che Oliver avremmo potuto premiare il lavoro svolto dalla squadra portando due auto al traguardo” – ha dichiarato il belga a DirtFish – “C’è stato moltissimo impegno da parte di tutti per preparare al meglio le nostre auto in vista di questo rally, e non essere stati in grado di ottenere un buon risultato è molto fastidioso”. “Vedere che Oliver non sia riuscito a tagliare il traguardo e a portare a casa punti per via di alcuni piccoli problemi è stato deludente – ha proseguito Neuville – “Credo avesse un modo per continuare la gara, sarebbe stato importante dal punto di vista della Classifica Costruttori. Non mi piace vedere che siamo disposti a gettare la spugna così facilmente. Io ho combattuto in ogni modo, anche lo scorso anno se penso a tutti i problemi in cui siamo incappati, e siamo riusciti a lottare per il Campionato nonostante dovessimo vedercela con degli intoppi quasi ogni volta”. “Io ho iniziato questa stagione con la stessa attitudine del 2021, e vedere però che non tutti si stanno impegnando come me mi delude un po’. A volte però è così che vanno le cose”, ha concluso infine il belga di Hyundai.

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Com’era lecito aspettarsi, la risposta di Oliver Solberg non si è fatta attendere. Lo svedese, accusato non dal solo Neuville di essersi ritirato ben prima del tempo, ha difeso la propria scelta spiegando come per lui fosse diventato pressoché impossibile proseguire il Rallye di Monte-Carlo. “Domenica siamo saliti in macchina sperando di concludere una buona giornata, avremmo voluto percorrere il maggior numero di km possibile in macchina” – ha spiegato il giovanissimo alfiere di Hyundai – “Nella PS14 ho chiuso 7°, ma è stato in quel momento che, d’accordo con il team, abbiamo deciso di ritirarci per via dei problemi con i fumi che avevamo avuto nei due giorni passati”. L’equipaggio della i20 Rally1 #2 ha infatti lamentato sin dalle prime PS mal di testa, occhi doloranti e difficoltà di respirazione per via di un non meglio precisato reflusso di fumi all’interno dell’abitacolo. “Il fine settimana è stato lungo e difficile – ha aggiunto Solberg – “Ma sono contento di quello che ho fatto. Anche se è stato tutto molto complicato siamo riusciti a portare a casa alcuni buoni tempi in diverse Stage, e credo che quindi in questa trasferta ci siano stati anche degli aspetti positivi”. “Voglio comunque ringraziare la squadra, perché la loro dedizione alla causa è stata fantastica. Insieme continueremo a spingere e a migliorarci in vista della prossima gara”, ha infine concluso Solberg. Che il mese prossimo, nella sua Svezia, avrà l’occasione di dimostrare a Neuville la sua dedizione alla causa di Hyundai.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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