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MCL36: quante soluzioni nascoste in casa McLaren!

Dopo aver dimostrato di avere la monoposto più efficiente di tutti nel 2021, McLaren è chiamata a fare il grande salto per tornare a lottare per la vittoria in ogni gara e non solo nei GP più favorevoli. La squadra inglese ha nascosto quante più soluzioni possibili nella sua nuova MCL36 ma, nonostante questo, ha…

13 Febbraio 2022
5 min read
MCL36

Dopo aver dimostrato di avere la monoposto più efficiente di tutti nel 2021, McLaren è chiamata a fare il grande salto per tornare a lottare per la vittoria in ogni gara e non solo nei GP più favorevoli. La squadra inglese ha nascosto quante più soluzioni possibili nella sua nuova MCL36 ma, nonostante questo, ha mostrato comunque qualche spunto interessante.

mcl36
Un ringraziamento speciale a Karun Chandhok che ha postato le fotografie dettagliate della vettura reale e non i render diffusi dalla McLaren |
© McLaren / Karun Chandhok

Alettone anteriore McLaren MCL36

Paragonando la vettura reale con i render si nota subito come i primi due profili abbiano una corda più grande di quelli successivi, specialmente nella zona laterale della vettura. Il primo elemento non è collegato direttamente al muso come sulle altre due monoposto presentate finora, Aston Martin e Haas, ma è appeso al profilo principale attraverso sei supporti. Ciò permette di avere un flusso più pulito verso il fondo e consente di generare carico per tutta l’estensione dell’elemento frontale. La connessione con gli endplate presenta le soluzioni più interessanti: si vede come il primo profilo presenti una corda molto ampia, ad occupare più della metà dell’estensione longitudinale dell’alettone anteriore, mentre gli altri 3 elementi convergono nello stesso punto. Il modo esatto con il quale questi ultimi vengono collegati all’endplate viene nascosto con del nastro adesivo nero, ma l’obiettivo sembra quello di aumentare l’outwash energizzando il flusso alla base dell’endplate.

I flap regolabili sono molto meno estesi rispetto ad Aston Martin e questo permette di collocare il meccanismo di regolazione più lontano dal muso. Con un vortice in questa posizione sarà verosimilmente più facile controllare la scia proveniente dalle ruote anteriori. Nella parte centrale McLaren ha optato per una filosofia costruttiva diversa da Aston Martin, mantenendo l’ala molto bassa per generare carico all’anteriore, mentre la squadra di Lawrence Stroll ha preferito privilegiare il flusso diretto sotto la monoposto. Per alimentare il fondo il team di Woking ha però spinto di più sul downwash generato dai vari elementi delle sospensioni.

Spostandosi nella zona inferiore, sappiamo che da quest’anno non sarà più possibile avere i footplate sul fianco dell’alettone anteriore. I footplate erano molto utili per sigillare i lati dell’alettone anteriore perché creavano dei vortici che impedivano l’ulteriore afflusso di aria dai lati. McLaren sembra voler ricreare questo effetto, anche se in misura minore, abbassando la sezione laterale dell’alettone anteriore (foto superiore, profilo rosso).

Sospensioni: pull anteriore e push posteriore

mcl36
© McLaren / Karun Chandhok

Il team inglese ha ribaltato lo schema sospensivo utilizzato fino allo scorso anno. Alcuni indizi, come il pozzetto nella parte davanti del telaio usato per raggiungere le molle, avevano fatto capire che all’anteriore si sarebbe montato un schema pull-rod che permette di abbassare il baricentro della monoposto. Il baricentro basso aiuta la vettura nei cambi di direzione. Un braccio aggiuntivo nella zona inferiore del muso potrebbe essere anche utile per aumentare il downwash verso l’ingresso del fondo.

Con i nuovi regolamenti il diffusore è molto più voluminoso, quindi al posteriore si è optato per uno schema push-rod in grado di liberare spazio nella parte sottostante della vettura e avere un flusso più pulito verso le beam wing.

Corpo vettura: MCL36 più simile alla Haas che alla Aston

© McLaren

L’ingresso del fondo presenta un profilo che scende molto nella parte centrale (linea rossa), probabilmente per avere un flusso più energetico vicino al corpo vettura, ma per capire l’esatto funzionamento sarebbe necessario avere le immagini del T-Tray a monte. Nella zona d’ingresso dei radiatori la McLaren segue una filosofia simile alla Haas, con le pance che scendono fino al fondo per creare una zona di alta pressione in grado di favorire il downwash del flusso diretto sotto la vettura. A differenza della monoposto italo-americana però McLaren ha deciso di non utilizzare tutto lo spazio laterale per posizionare le masse radiali, ma di usare anche la parte posteriore della vettura. Si ottiene così un corpo più stretto al centro, ma leggermente più largo dietro. Nell’immagine superiore, cerchiati in giallo, si possono notare anche due elementi utili ad indirizzare il flusso verso il retrotreno che però non sono presenti sulla vettura reale. Da notare come, da tradizione McLaren nelle presentazioni, manchino tutti gli elementi verticali sotto al fondo.

© McLaren / Haas

Analisi del fondo della MCL36

© McLaren / Karun Chandhok

Il fondo è stato coperto, quindi non si può fare nessuna analisi.

Alettone posteriore: ala a cucchiaio e mono pilone

© McLaren / Karun Chandhok

L’alettone posteriore presenta nella sezione centrale un profilo con un camber maggiore rispetto alle sezioni laterali. L’elemento principale è retto da un pilone unico sul quale è stato montato il meccanismo di azionamento del DRS. Il flap sembra inoltre avere una corda maggiore di quello della Aston, ma questi dettagli sono destinati a cambiare nel corso delle gare a seconda delle caratteristiche dei singoli circuiti.

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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