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Domenicali: “È necessario che Drive To Survive sia meno drammatico”

Il Ceo della Formula 1 Stefano Domeicali ha evidenziato come la nuova stagione di Drive To Survive sia stata troppo drammatica e poco reale

25 Marzo 2022
3 min read
drive to survive

Alla vigilia del GP dell’Arabia Saudita sul circuito di Jeddah, secondo appuntamento del mondiale di Formula 1, il CEO del Circus Stefano Domenicali ha affrontato la questione relativa alle critiche della popolare serie Netflix davanti ai microfoni di Motorsport.com.

La famigerata Docu-serie del gigante di streaming americano oramai arrivata al quarto anno, o se preferite alla quarta stagione, ha generato malumori sia in alcuni addetti ai lavori che in alcuni piloti. Nonostante l’incredibile successo ottenuto specialmente oltreoceano, la poca aderenza dei fatti alla realtà ha fatto storcere il naso a più persone. Domenicali ha detto di essere ben conscio del problema generato e della contrapposizione tra opportunità da cogliere, successo della serie e rappresentazione della realtà: “Non c’è dubbio che il progetto Netflix abbia avuto un effetto di grande successo. Per accendere l’interesse di un nuovo pubblico, è stato utilizzato un tono che in qualche modo si è concentrato sulla drammatizzazione della storia.”

drive to survive

Un problema, quello della poca adiacenza del racconto alla realtà, che è stato evidenziato a più riprese da Toto Wolf, da Max Verstappen e, più recentemente da Lando Norris. Il CEO della F1 ha commentato: “Parleremo anche con Netflix, perché è necessario che la storia non si allontani dalla realtà, altrimenti è difficile proseguire in questo modo”. Domenicali ha aggiunto poi come in Bahrain ci sia stato un incontro con i team per cercare di trovare una soluzione a queste criticità: “È un’opportunità, ma penso che debba essere compresa. Ne abbiamo parlato questo fine settimana anche in un incontro con le squadre. Un pilota che si rifiuta di partecipare perché sente di non essere rappresentato nel modo giusto non è costruttivo. È necessario un dialogo tra tutte le parti in causa per capire come può essere incluso in un format che ritiene corretto.”

Stefano Domenicali, dopo averne trattato le criticità, ha poi anche elogiato la serie per l’incredibile successo ottenuto, dicendosi però d’accordo sul fatto che debba essere trovato un modo migliore per sfruttare questa opportunità: È un argomento che affronteremo insieme ai piloti. Dobbiamo assicurarci che un progetto che ha generato un seguito così incredibile abbia un’esposizione dei fatti che continui sullo stesso appeal, ma senza distorcere l’immagine e il significato dello sport con cui conviviamo ogni giorno”. Un successo di cui l’ex Team Principal della Ferrari è pienamente consapevole: “Non c’è dubbio che il progetto Netflix abbia avuto un effetto di grande successo. Per accendere l’interesse di un nuovo pubblico, è stato utilizzato un tono che in qualche modo si è concentrato sulla drammatizzazione della storia.” Un successo già ampiamente riconosciuto e festeggiato – peraltro da Domenicali stesso – solamente qualche settimana fa: in occasione del lancio della quarta stagione di Drive To Survive i toni erano stati completamente diversi, e lo stesso CEO della F1 era raggiante di fronte ai numeri fatti registrare. “Non c’è dubbio che Drive to Survive abbia avuto un effetto incredibile, principalmente sul nuovo pubblico e sicuramente anche in altri nuovi mercati come gli Stati Uniti – spiega Domenicali – “Di sicuro questa piattaforma è stata una parte vitale per la crescita della consapevolezza, principalmente con le giovani generazioni e con i nuovi arrivati ​​della F1. E per questo dobbiamo ringraziare quella visione, il processo e la qualità, che sono stati davvero molto, molto buoni”. Un successo che però, dopo la messa in onda della serie, ha generato qualche malumore di troppo nel suo essere più “Hollywoodiana” che Docu-serie. Al punto da far che questo matrimonio tra Liberty Media, il mondo della Formula 1 e Netflix non sia proprio idilliaco per tutti.

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Marco Perziani

Dal 1991 ossessionato dai motori. Vi parlo di nuove uscite, e narro storie. Tutto esclusivamente a base di cilindri, passione, odor di carburante possibilmente sulle note di un V10 aspirato.

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