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In una tappa accorciata per pioggia cambia poco o nulla: a vincere sono Peterhansel e Brabec

Dopo l’annullamento della sesta Tappa per problemi di allagamento legati al forte maltempo, in molti avevano dubitato dell’effettiva praticabilità delle strade che avrebbero ospitato questo Day 7, essendo la situazione rimasta invariata durante il giorno di riposo di ieri. Tuttavia, con un comunicato ufficiale, la direzione di gara ha deciso di far prendere regolarmente il…

9 Gennaio 2017
5 min read

Dopo l’annullamento della sesta Tappa per problemi di allagamento legati al forte maltempo, in molti avevano dubitato dell’effettiva praticabilità delle strade che avrebbero ospitato questo Day 7, essendo la situazione rimasta invariata durante il giorno di riposo di ieri.

Tuttavia, con un comunicato ufficiale, la direzione di gara ha deciso di far prendere regolarmente il via alla corsa, pur modificandone struttura e durata, con il tracciato che si è allungato da 622 km a 801 km per evitare il tratto colpito dall’alluvione e con la prova cronometrata che è stata invece accorciata da 322 km a 161 km rendendo questa, al momento, la terza più breve della competizione.

Un paradosso questo, considerato che si tratta della terribile prova “Marathon” della quale tuttavia rimangono in vigore le regole extra: è tassativamente proibito, pena l’esclusione dalla corsa, ogni tipo di intervento sui veicoli da parte dei camion di assistenza ed in generale da parte di chiunque, fatta eccezione per i piloti, per tutta la durata della tappa ed anche durante il bivacco notturno alla caserma di Uyuni (posta a 3669 m s.l.m), in cui i camion saranno forzatamente, ed anche un po’ sadicamente, separati dal resto del convoglio fino alla ripartenza di domattina con destinazione Salta.

Auto (aggiornata alle 23:09):

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La speciale automobilistica vede nel corso di questa prova pochissime variazioni rilevanti per quanto riguarda la classifica, la più importante delle quali è sicuramente la perdita del podio da parte di Despres, autore di una prova non pienamente all’altezza dei diretti rivali, scavalcato dal mai domo Roma, ancora in grado di stupire a bordo della sua lievemente inferiore Toyota.

I primi due classificati corrispondono esattamente ai primi due della classifica: a vincere è infatti Stephane Peterhansel, Peugeot, con il velocissimo tempo di 1:54’08” a precedere di soli 48” il connazionale e compagno di squadra Sebastien Loeb, dimostratosi ancora una volta alla pari con un pilota che di Dakar ne conosce molto più di lui.

Poco seguenti si collocano la prima Toyota, di Giniel De Villiers che ha accumulato un ritardo di 3’33”, e la Mini di Mikko Hirvonen (+5’03”), che si dimostra ancora una volta nettamente superiore agli altri piloti della vettura inglese mantenendo con solidità la quinta posizione in classifica , il massimo a cui può ambire, con oltre 20′ di vantaggio proprio sul sudafricano.

Subito dopo viene la seconda Toyota di Nani Roma (+5’32”), che agguanta così il podio nella generale interrompendo, almeno per il momento, la dittatura Peugeot, piazzandosi appena davanti all’esordiente Sheikh Khalid Al-Qassimi (+7’09”), a bordo di un mezzo della casa francese appena citata.

In settima posizione il terzo pilota ufficiale della casa del leone Cyril Despres, con un deludente ritardo di 9’07 dalla vetta che lo costringe, almeno al momento, ad abbandonare la terza posizione di classifica.

Chiude la Top-10 un terzetto di Mini composto da Yazeed Al-Rajhi (+9’07”), Boris Garafulic (+10’40”) e l’argentino Orlando Terranova (+11’17”), con gli ultimi due che detengono anche un posto tra i primi 10 della generale, essendo questi rispettivamente in nona e settima posizione.

Sono giunte proprio adesso all’ arrivo la PanDAKAR e Gianluca Tassi, che hanno concluso la tappa rispettivamente in ultima e penultima posizione provvisoria ma ormai si sa, l’importante per questi equipaggi è arrivare e al momento stanno riuscendo nel loro intento.

Di seguito la Top-10 della classifica al termine della 7a Tappa:

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Moto:

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I coraggiosi centauri, partiti per primi come di consueto, possono tutto sommato affermare che si è trattata di una giornata piuttosto tranquilla: difatti, così come nelle quattro ruote, non vi sono state cadute o problemi tecnici di sorta a mettere concorrenti fuori gara come ci si poteva aspettare da questo genere di percorso, almeno per quanto riguarda l’alta classifica. Tuttavia alcuni valori in campo sono lievemente cambiati, soprattutto per quanto riguarda i distacchi tra i top.

L’eroe di giornata è stato l’outsider statunitense Ricky Brabec (Honda), che con il tempo di 2:02’05” ha conquistato la prima tappa alla Dakar della sua carriera grazie ad una prova magistrale che gli consentirà sicuramente di guadagnare posizioni (era 29esimo prima del Rest Day).

Poco dietro si è classificato il portoricano e compagno di team del vincitore Paulo Gonclaves (+1’44”), che ha a sua volta preceduto il leader della classifica Sam Sunderland (+4’43) su KTM che, nonostante detenga ormai da qualche giorno la testa della classifica, non pare intenzionato a mutare il suo atteggiamento tutt’altro che rinunciatario, dando il massimo ad ogni tappa: speriamo che quelli che si sta prendendo il britannico si rivelino essere rischi calcolati e non eccessivi.

Ai piedi del podio si colloca un rider che di incostanza e occasioni buttate ne ricorda tante, ovvero Joan Barreda Bort (Honda, +6’51”), che approfitta del buon risultato per rientrare nei primi 10 della classifica generale che ha comandato durante le prime fasi della competizione.

Lo spagnolo è seguito, con poco distacco da due francesi, che sottolineano ancora una volta la massiccia presenza transalpina nella parte più alta della classifica: si tratta di Xavier De Soultrait (+7’10”) su Yamaha, e di Michael Metge (+8’21”) su Honda, che grazie alla buona prestazione sono in grado di risalire rispettivamente in sesta ed in 17a posizione di classifica.

Sempre a distanza ravvicinata si sono piazzati, a bordo di due KTM, Todd Smith (+9’39”) ed il vincitore della quinta Tappa Mathias Walkner (+9’59) con quest’ultimo che, nonostante 5′ di penalità accumulati ad inizio corsa, resiste agli attacchi di De Soultrait per la quinta posizione generale.

Chiudono la Top-10 il cileno e secondo nella generale Pablo Quintanilla (Husqvarna, +10’28”), che si vede assestare dal leader un colpo da oltre 5′, e l’esordiente boliviano Walter Nosiglia Jager (Honda, +10’39”), che ha molto di cui ritenersi soddisfatto avendo ottenuto il proprio miglior risultato in carriera proprio nella Madrepatria.

Da menzionare anche l’11a posizione ottenuta dal terzo della classifica Adrian Van Beveren (Yamaha, +10’52”), autore di una prova leggermente sotto le aspettative che tuttavia gli consente ampiamente di difendere la propria posizione sul podio virtuale da Gerard Farres Guell (KTM, +12’22), arrivato appena dietro al belga su moto nipponica.

Di seguito la Top-10 della classifica al termine della 7a Tappa:

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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