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Nell’ultima incursione andina i vincitori sono Barreda Bort e Peterhansel, mentre Sunderland ipoteca il titolo

L’ormai usuale annuncio serale, quello che negli ultimi giorni ha regolarmente comunicato l’annullamento o la modifica della prova della giornata successiva, questa volta non si è fatto vivo lasciando finalmente il passo ad un via libera, non senza qualche riserva, per il regolare svolgimento della tappa odierna. Una sfida durissima, l’ultima che vede protagoniste le…

12 Gennaio 2017
5 min read

L’ormai usuale annuncio serale, quello che negli ultimi giorni ha regolarmente comunicato l’annullamento o la modifica della prova della giornata successiva, questa volta non si è fatto vivo lasciando finalmente il passo ad un via libera, non senza qualche riserva, per il regolare svolgimento della tappa odierna.

Una sfida durissima, l’ultima che vede protagoniste le alture andine (l’ultimo valico, posto nella prima parte della tappa, è stata nuovamente oltre i 3000 m) che sono poi state seguite da una lunga discesa verso il livello del mare, al termine della quale una neutralizzazione di circa 250 km ha portato i corridori alla partenza della seconda parte della speciale con destinazione San Juan.

Inoltre, questa decima tappa è sicuramente quella che ha causato i maggiori problemi ai Big, alcuni dei quali sono addirittura fermi sul percorso mentre altri hanno distacchi stratosferici da coloro che, osando moltissimo, sono riusciti a mettere minuti preziosissimi tra sé e gli inseguitori.

Moto:

d3

Sulle due ruote il più veloce è Joan Barreda Bort su Honda, che conclude con il tempone di 5:49’45”, conquistando così la speciale cronometricamente più lunga della corsa. L’incostante iberico riesce così a bissare il successo dell’ultima tappa disputatasi, arrivando a quota 3 per quanto riguarda questa Dakar ed aumentando ancora una volta le proprie recriminazioni, poiché sottraendo la penalità di squadra attribuita alle Honda lo spagnolo comanderebbe la classifica con un discreto margine di vantaggio sugli immediati inseguitori a sole 2 tappe dalla conclusione.

Segue, finalmente a podio, il rider KTM Stefan Svitko (+24”) al primo acuto in questa competizione che troppo spesso lo ha visto andare incontro a prestazioni largamente insufficienti: sarà assolutamente impossibile per lui ripetere il grandissimo risultato dell’anno scorso, quando chiuse dietro soltanto all’infortunato Toby Price.

Non molto dietro la seconda Honda, domata da Franco Caimi (+3’48”), che conclude in terza piazza seguito con pochi secondi di distacco dal “quasi Rookie of the Year”. E poco importa che non sia effettivamente un esordiente (corse 3 tappe l’anno scorso N.d.R.), perché Pierre Alexandre Renet (+4’21”) sta portando la propria Husqvarna a risultati assolutamente inattesi, rivelandosi in grado di duellare degnamente contro avversari con mezzi più performanti.

Quinta la prima Yamaha, pilotata dall’espertissimo Helder Rodrigues (+6’41”) che precede la KTM dell’iberico Ivan Cervantes Montero (7’15”): entrambi i piloti sono lontani dalle posizioni che contano e sicuramente non in grado di lottare per la vittoria.

Non troppo distante dalla moto austriaca Adrien Metge (+9’13”), fratello del ben più quotato Michael, autore di una brillante prestazione considerando che si trova a bordo di una Sherco TVS abituata a posizioni ben peggiori, davanti alla terza Honda condotta dal portoricano Paulo Gonclaves (+8’43”).

A chiudere la Top-10, mai come oggi così priva di elementi di alta classifica, l’Husqvarna di Ondrej Klymciv (+9’22”) alla migliore posizione in carriera, che precede la KTM di un Mathias Walkner (+12’53”) che, nonostante una prova non eccezionale, guadagna terreno sul leader della classifica e, dal quarto posto dal quale partiva stamane, conquista la seconda posizione.

Tutto ciò avviene principalmente per un motivo: il fatto che il precedente secondo della classifica Pablo Quintanilla, che pagava più di 1h di ritardo dal leader già dopo il WP2, si è ritirato a causa di un fortissimo colpo di calore poco dopo la metà della speciale (in cui si è passati da circa +5°C a oltre +30°C. Da notare inoltre la penalità di 1h comminata a Michael Metge (24esimo +59’05”), inizialmente vincitore della tappa, per motivi egualmente da chiarire.

Infine, per quanto riguarda la crème della classifica, il leader Sam Sunderland si prende finalmente una giornata tranquilla chiudendo 12esimo a 17’06” ma raggiungendo la mezz’ora di vantaggio sugli inseguitori, Gerard Farres Guell mantiene il proprio terzo posto chiudendo una posizione dietro a 21’25” mentre precipita Adrian Van Beveren, secondo stamattina alla partenza, che a causa del 17esimo posto a 30’14” scende ai piedi del podio.

Di seguito la Top-10 della classifica al termine della Tappa 10:

tab-moto1

Auto:

d2

Vi erano molti ragionamenti interessanti riguardo chi potesse conquistare questa ardua prova, anche alla luce dei notevoli exploit avvenuti nella categoria con la metà delle ruote. Tuttavia, a smentire queste perplessità sono bastati Sebastien Loeb ed una Peugeot 3008 DKR: il francese è riuscito nell’impresa di vincere ancora, chiudendo con il tempo di 4:54’28”, immediatamente davanti al compagno di team Cyril Despres (+2’33”).

Terza l’altro compagno di squadra e primo rivale di Loeb, ovvero Stephane Peterhansel (+6’45”), che a causa del distacco subito oggi e del fatto che la maggior parte del terreno rimanente è si stampo rallistico, rischia oggi di veder andare in fumo il sogno, a lungo coccolato, della tredicesima vittoria. Tuttavia, poiché buona parte del suo ritardo deriva dall’essersi fermato per soccorrere un altro pilota, è altamente probabile che la direzione di gara decida di abbuonargli del tempo, rimettendo così il transalpino seriamente in lotta per il successo.

A seguire si pongono due Mini, pilotate da Yazeed Al-Rajhi (+11’35”) e Orlando Terranova (+12’44”) che dimostrano, specialmente il primo, di aver trovato la confidenza con la propria vettura solo in queste ultime fasi della competizione.

in sesta ed in settima vi sono due Toyota, tra le quali però non vi è quella di Roma: si tratta infatti del quinto della generale Giniel De Villiers (+15’20”) e di Conrad Rautenbach (+26’55”), che per il secondo giorno consecutivo riesce a migliorare il proprio miglior piazzamento di tappa, rimanendo in decima piazza in classifica.

A chiudere la Top-10 si piazzano il pilota WRC Nicholas Fuchs (+26’55”), bravissimo a chiudere ottavo alla guida di un mezzo della HRX ed anch’egli alla miglior prestazione personale, il collega di questi Martin Prokop (Ford, +31’27”) e, sorprendentemente lontano, il corridore della Toyota Nani Roma (+31’29”), che nonostante una prova non all’altezza riesce a difendere la propria quarta posizione in classifica.

Ora sorgerà spontanea una domanda: dove si trova colui che, nell’ultima settimana, ho in più occasioni definito come il migliore pilota Mini, ovvero Mikko Hirvonen? Beh, a quanto pare i miei complimenti non gli hanno particolarmente giovato, essendo il finlandese caduto vittima di un incidente che l’ha costretto al ritiro, facendogli così buttare via l’ottimo quinto posto conquistato con tanta fatica.

Infine, come di consueto, lo spazio dedicato alla PanDAKAR e a Gianluca Tassiancora lungo il percorso: la prima è appena transitata, in gravissima difficoltà (5:28′ di ritardo) al primo WP a causa della rottura del cambio che ha necessitato di un bel po’ di tempo per essere sostituito, mentre il secondo al momento si trova al quinto Way Point.

 

[EDIT]

Al termine della prova, i giudici hanno deciso di modificare la classifica abbuonando, come previsto sopra, 14 minuti a Peterhansel il quale, grazie a ciò, diventa il vincitore della tappa e leader della classifica, stravolgendo radicalmente la situazione in cima alla generale.

La classifica di tappa definitiva:
etape

La classifica generale aggiornata:

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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