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Budget Cap: cos’è, come funziona e quali sono le sanzioni

Negli ultimi giorni è scoppiato il caso Budget Cap. Ma quanti sanno con precisione cos’è? Abbiamo cercato di riassumerlo per voi.

1 Ottobre 2022
5 min read

Negli ultimi giorni è scoppiato il caso Budget Cap, con alcuni team, tra cui la Red Bull, che sarebbero indagati per averlo sforato nel corso della stagione 2021. Ma quanti sanno con precisione cos’è e come funziona? Abbiamo cercato di riassumerlo per voi.

Budget Cap
Getty Images / Red Bull Content Pool

Partiamo dall’inizio: cos’è il Budget Cap (da con confondere con il Budget Cup, il trofeo che viene dato a chi spende meno)? Il Budget Cap (o Cost Cap) è un insieme di regole finanziarie entrate in vigore il 1 gennaio 2021, con l’intento di introdurre un tetto massimo di spesa per i team di Formula 1. L’intento di tali regole è quello di favorire lo spettacolo e la competitività all’interno del campionato, impedendo così ai grandi team (Ferrari, Mercedes e Red Bull) di poter disporre di una potenza di fuoco superiore di gran lunga rispetto a quella delle piccole squadre. Anche se in realtà, come dichiarato più volte dal team principal della Haas Guenther Steiner, loro e altri piccoli team comunque arrivano a circa due terzi della cifra stabilita. Il documento che lo regola è il Formula 1 Financial Regulation (d’ora in avanti F1FR), nella sua seconda versione del 18 febbraio 2022, un agile libretto di 56 pagine composto da 11 articoli e un’appendice finale per definizioni e interpretazioni.

Innanzitutto, la cifra. L’articolo 2.3 del F1FR stabilisce per il 2021 un limite di 145 milioni di dollari; per il 2022 il limite viene abbassato a 140, mentre per il 2023 scenderà ancora a 135. Tuttavia, il limite è fissato per 21 gare: nel caso vengano disputate più di 21 gare verranno aggiunti 1.2 milioni (sempre di dollari, che d’ora in poi sarà sottinteso) per ogni gara, mentre nel caso ne vengano disputate meno di 21 verrà tolta la stessa cifra per ogni gara in meno. Per far fronte all’inflazione causata dalla guerra russo-ucraina, è prevista un’indicizzazione del 3%. Da questa cifra sono però escluse: le attività di marketing; i piloti (gli stipendi e le spese di viaggio e di alloggio, sia per i titolari, sia per le riserve e sia per qualunque altro pilota e per le persone a lui collegate, come i parenti ecc); i tre membri più importanti del team; la parte della squadra che si occupa della cura, manutenzione e dei test delle vetture degli anni precedenti (Heritage Asset Personnel), nonché per le attività che ne seguono (Heritage Asset Activity); i costi finanziari (interessi su prestiti, transazioni, fondi, obbligazioni, ecc); le tasse; i costi non inerenti alla F1; i costi delle risorse umane, del reparto finanziario e le spese legali; i Property Costs (affitti, tasse sugli immobili, ecc); i bonus economici dei dipendenti, purché non superiori al 20% del totale del monte ingaggi; i diritti commerciali da pagare a chi li detiene; ironicamente, le penalità finanziarie comminate per aver infranto il Budget Cap; la manutenzione delle tre Power Unit da usare in un anno; la svalutazione monetaria e i cambi di valuta; per i fornitori di Power Unit, tutti i costi di sviluppo delle stesse; i dipendenti assunti momentaneamente per coprirne altri in ferie, malattia, maternità; i TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Vengono infine aggiunti 200mila dollari per ogni giorno di test (anche i test Pirelli) e 150mila per ogni weekend in cui è prevista la Sprint Race. Come potete vedere, la situazione è molto più complessa di quello che sembra (e qui abbiamo semplificato al massimo).

Una volta fatti tutti i calcoli per il periodo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre, viene stilata la Full Year Reporting Documentation, che deve essere inviata alla FIA entro le 19.00 CET del 31 marzo dell’anno successivo (art 5.1); per il periodo che va dall’1 gennaio al 30 aprile deve essere inviato entro le 19.00 del 30 giugno dello stesso anno l’Interim Reporting Documentation, ossia il rapporto intermedio (art 5.2). L’organo che riceve questi documenti e che si occupa di controllarli, di fornire chiarimenti ai team e di investigare sulla regolarità delle relazioni è il Cost Cap Administration (artt 1.4 e 6); se un team ritiene che un altro non abbia rispettato il Budget Cap, può presentare un reclamo formale a questo stesso organo.

Nel caso il Cost Cap Administration rinvenga un’irregolarità lieve (ci torneremo tra un attimo) o un’irregolarità di forma (ad esempio il report viene consegnato in ritardo), deve far firmare al team in questione un Accepted Breach Agreement (ABA, artt 6.28 ss), un accordo con cui la squadra si impegna a sottoscrivere alcune condizioni, come un controllo maggiore della Federazione o una penalità finanziaria o sportiva.

Nel caso però il team non si sottoponga all’ABA, o che questo sia inadeguato, o che l’infrazione sia molto grave, il Cost Cap Administration si rivolge però al Cost Cap Adjudication Panel (art 7), ossia l’organo giudicante indipendente le cui decisioni sono appellabili all’International Court of Appeal, la corte d’appello FIA a Parigi. Il Cost Cap Adjudication Panel è composto da un minimo di sei e un massimo di dodici giudici eletti nella FIA General Assembly, con un presidente e un vicepresidente che restano in carica per due anni; per ogni caso si riunisce un collegio di tre giudici. Questo collegio, al termine del giudizio, emette una decisione con le eventuali sanzioni del caso.

E arriviamo quindi al punto che interessa a tutti: quali sono le sanzioni? All’articolo 8 sono elencate sia i diversi tipi di infrazioni che le pene: le violazioni sono tre, ossia le Procedural Breaches (i vizi formali, potremmo dire), le Minor Overspend Breaches (le infrazioni lievi) e le Material Overspend Breaches (le infrazioni gravi). Le infrazioni lievi si verificano quando un team supera di meno del 5% la somma fissata (quindi 140 milioni per il 2022 + 1.2 per la ventiduesima gara + 150mila per le Sprint Race + 200mila per i test per un totale di circa 155/160 milioni con anche l’inflazione, al netto delle esclusioni), e sono punite con una o più sanzioni a discrezione della FIA, quali:

  • Una penalità economica;
  • Una reprimenda;
  • Riduzione dei punti nel campionato costruttori e/o in quello piloti per la stagione in cui è stato violato il Budget Cap;
  • Sospensione da una o più sessioni di uno o più GP (eccetto la gara);
  • Limitazioni nei test (di qualunque tipo);
  • Riduzione del Cost Cap.

Le infrazioni gravi si verificano invece quando un team supera di più del 5% il limite, e comportano:

  • Riduzione dei punti nel campionato costruttori e/o in quello piloti per la stagione in cui è stato violato il Budget Cap;
  • Sospensione da una o più gare;
  • Limitazioni nei test (di qualunque tipo);
  • Sospensione da una o più sessioni di uno o più GP (compresa la gara);
  • Esclusione dal campionato;
  • Riduzione del Cost Cap.

Sono poi previste una serie di aggravanti e di attenuanti, quali ad esempio da un lato la cattiva fede, il numero di infrazioni e la non cooperazione con la Federazione, e dall’altro la cooperazione.

Questa spiegazione in realtà è soltanto un riassunto di tutto il F1FR, che, come ho detto, potete trovare in allegato sopra. Fa capire comunque come il regolamento sia intricato e complesso, e come da un lato per i team dev’essere stato difficile rimanervi dentro, ma dall’altro anche com’è difficile per la FIA riuscire a controllare tutte le variabili.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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