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Rivoluzione NASCAR: gare spezzate e punteggi intermedi. Ed è polemica

La NASCAR è impazzita. O almeno, questo sarebbe il giudizio di qualsiasi appassionato europeo di automobilismo. Già la passione tutta americana per le cautions rende le serie a stelle e strisce poco simpatiche al grande pubblico del Vecchio Continente: adesso gli ultimi cambiamenti regolamentari faranno scandalo. E lo stanno già facendo. A cambiare, questa volta,…

31 Gennaio 2017
3 min read

Rivoluzione NASCAR: gare spezzate e punteggi intermedi. Ed è polemica

La NASCAR è impazzita. O almeno, questo sarebbe il giudizio di qualsiasi appassionato europeo di automobilismo. Già la passione tutta americana per le cautions rende le serie a stelle e strisce poco simpatiche al grande pubblico del Vecchio Continente: adesso gli ultimi cambiamenti regolamentari faranno scandalo. E lo stanno già facendo.

A cambiare, questa volta, è il format delle gare. Sì, avete capito bene: non il format del campionato (che pure, da quando esiste la Chase for the Cup, non è mai stato stabile), ma proprio quello della gara singola. Che verrà spezzata in tre.

Oltreoceano c’è un detto: «tutti meritano un premio». Devono averlo interpretato alla lettera quando hanno pensato a trasformare ogni singola gara della serie in tre tappe, con tanto di pioggia di punti intermedia e bandiere a scacchi multiple. In buona sostanza, ogni corsa della categoria americana assegnerà punti ai primi 10 a ogni terzo di gara. Dopodiché – tanto per cambiare – caution: bandiera gialla, safety car, ricompattamento del gruppo e via per il nuovo terzo di gara.

La top 10 di ogni segmento di corsa sarà premiata con un punteggio che rispetterà una scaletta molto semplice: dai 10 punti del primo provvisorio all’1 punto del 10° provvisorio. Alla fine della corsa, il vincitore guadagnerà 40 punti, e i piloti dal secondo al 35° ne riceveranno, a scalare, da 35 a 2. Dal 36° in poi, invece, tutti gli altri avranno diritto a un punticino. Più, ovviamente, i bonus guadagnati segmento per segmento.

Ma la rivoluzione non finisce mica qui. Continua, e ha effetti anche sul playoff di fine campionati. Per chi non lo sapesse, dal 2004 la NASCAR ha trovato un sistema molto efficiente per garantirsi una conclusione del campionato all’ultima gara. E con tanti protagonisti.

La NASCAR divide le gare in tre tappe

Si chiamava Chase for the Cup. Letteralmente: caccia alla coppa. Dopo due terzi di stagione, con l’inizio dell’autunno e del finale di stagione, la classifica muta radicalmente. La NASCAR è stata schizofrenica nel modificare i regolamenti, quindi è piuttosto difficile riassumere qui tutte le riforme degli ultimi anni. Ma il principio è questo: i punti dei primi piloti in classifica vengono pareggiati d’ufficio, e alzati a un livello irraggiungibile dagli altri. E questi drivers si giocano il titolo nell’ultimo terzo di stagione.

Si chiamava Chase for the Cup. Adesso non più: dal 2017 ci si riferirà all’ultima parte della stagione semplicemente come «i playoff». Anche perché nel 2014 il finale di stagione è diventato il più pazzo del panorama automobilistico mondiale. Con 16 piloti ammessi alla fase finale, ogni tre gare vengono eliminati gli ultimi 4. Fino all’ultimissimo atto della stagione, in cui a giocarsi la coppa in una gara secca rimane soltanto la Top 4.

Cosa c’entra la Chase con il nuovo meccanismo delle gare NASCAR? Facile: i punti bonus. I piloti avranno da adesso punti ulteriori nel playoff a seconda delle prestazioni nella stagione regolare: 5 punti bonus per ogni gara vinta, 1 punto bonus per ogni segmento vinto. Il primo pilota in classifica provvisoria riceverà 15 punti ulteriori, e l’intera Top 10 sbloccherà ulteriori lunghezze. Provvisorie però. Dopo il Round of 8, la semifinale che precede l’ultimo weekend della stagione, i primi quattro avranno zero bonus: il primo sarà il primo. Un sistema complicato che però, a quanto pare, piace moltissimo oltreoceano.

Adesso bisogna vedere se spezzare la gara in tre sarà una buona mossa o meno. Le gare della NASCAR avranno un vantaggio che prima cercavano senza riuscire a trovare. Avranno azione tra la partenza e il traguardo.

Sembra assurdo, per un telespettatore europeo, dire una cosa del genere. Eppure è così: gli americani credono che le corse NASCAR siano troppo lunghe e non abbastanza vivaci. Soprattutto, che premino poco i veri gladiatori della griglia, che animano le splendide dirette dai circuiti ovali degli States. Be’, adesso saranno accontentati: non ci saranno corse più dense d’azione. Dotate di vere e proprie cascate di punti. Perché tutti meritano un premio.


Qui un link a un video che spiega il funzionamento del nuovo format: CLICCA.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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