WEC: Ferrari in pole alla 1000 Miles of Sebring, davanti alle Toyota

Dopo 50 anni grandioso ritorno nella classe regina dell’endurance per Ferrari. A sorpresa Antonio Fuoco conquista la pole position a Sebring

17 Marzo 2023
5 min read

Dopo 50 anni grandioso ritorno in classe regina nelle corse endurance per Ferrari, che a sorpresa conquista la pole position in terra americana con Antonio Fuoco alla guida della 499P #50. Seguono da vicino le Toyota, seconda e terza. In LMP2 e GTE Am primo posto di United #23 e Iron Dames.

© Ferrari

Prima qualifica della stagione, quest’anno per regolamento ci saranno tre sessioni distinte, una per categoria, da 15 minuti di durata l’una. Si parte con la qualifica delle GTE Am, col tempo cronometrato del primo giro che inizia dopo una sola curva, vista la pitlane secondaria in uso dal WEC. Esce per primo Ben Keating sulla Corvette #33, primo giro lentissimo per tutti, riesce comunque a girarsi Dalla Lana dopo un minuto e mezzo, sicuramente a causa delle gomme fredde (da quest’anno niente tire warming da regolamento). Sorvoliamo sui primi giri di riscaldamento, primo tempo decente per Keating in 2’01″9, Kessel segue a 8 decimi, lontani tutti gli altri, obbligatorio far girare i piloti Bronze in qualifica in questa categoria, tutti molto timidi, gli ultimi quattro sono a 16-18 secondi dalla vetta. Keating leva un secondo, ma viene superato da Perez Companc, al volante della Ferrari #83 Richard Mille, in 2’00″790. La Bovy inizia subito velocissima, Iron Dames prime in 2’00″004, quasi sotto il muro dei due minuti. Scendono ancora Perez e Keating, l’argentino su Ferrari in 1’59″782 va secondo, l’americano su Corvette primo in 1’59″396. La Bovy ci riprova, scegliendo linee ancora più tagliate nell’ultima curva, ma rimbalza male sui bump e non riesce a migliorare. 5 minuti alla fine, gomme cotte per tutti o quasi, molti scelgono di fare un giro lento. Ultimi tentativi, Al Harthy su Aston Martin #25 Ort by TF si issa in seconda posizione. Tornano alla carica Bovy e Keating, con la Bovy che si mette prima in 1’59″354 a tre minuti dalla fine. Arriva Keating, con l’auto che scivola da tutte le parti, forza tantissimo e va in pole per 9 millesimi, 1’59″345. Ci riprova Perez che sbaglia all’ultimo settore mentre stava facendo il giro record. Bovy, ultima col giro in canna, è 185 millesimi sotto al primo settore, -0.165 al T2, esce ancora più aggressiva dall’ultima curva e segna il miglior tempo di categoria in 1’58″949!
Iron Dames in pole con la loro nuova Porsche, sulla quale le pilotesse sono passate quest’anno mollando Ferrari, in attesa della Lamborghini nel 2024. Seguono Keating su Corvette e Al Harthy su Aston Martin.

© FIA WEC

Si passa alle LMP2, che escono subito tutte in pista. United viene avvisata che si riusciranno a fare 4 giri push, probabilmente 2+2 la miglior soluzione, altrimenti 4 di fila senza pit. Primo giro per chiunque oltre i 2 minuti, due giri di riscaldamento sembra per tutti, scende poi la Hertz Jota #48 in 1’55”, Prema già rientra al quarto minuto per cambiare gomme. Hanson abortisce un giro dopo aver sbagliato col primo tempo in mano, dal box gli comunicano di fare il successivo giro lentamente per rientrare nella finestra di utilizzo delle gomme Goodyear. La #48 del cinese Ye Yifei torna alla carica, prima in 1’50″899, subito battuto da Frijns sulla WRT #31 in 1’50″645. Ecco la Alpine #36 col 1’50″482 fatto segnare da Vaxiviere che passa davanti a tutti, un attimo dopo tira giù oltre 4 decimi Fittipaldi su Jota #28, grandioso 1’50″067. Ye prova ancora, secondo in 1’50″373, poco dopo è Jarvis a prendersi le luci della ribalta, pole position provvisoria in 1’49″974. Arriva sul traguardo anche Fittipaldi, con la Jota #28 chiude a 93 millesimi dalla United Autosports #23 dell’inglese. Ye, ora terzo, non riesce a migliorare, e perde la terza piazza da Frijns su WRT #31, che ha la compagna di squadra #41 quinta con Kubica. Full attack per Jarvis, T1 record ma poi sbaglia tutto nel terzo settore. Primo intertempo migliore assoluto per Vaxiviere e Ye in sequenza, entrambi sprecano e non vanno al di là del 4° e 5° posto.
Si chiude così, con Jarvis su United #23 primo in 1’49″974, seguito da Fittipaldi (Jota #28) e Frijns (WRT #31).

© United Autosports

Ora tocca alle regine, le LMH e LMDh della categoria Hypercar, che escono dalla pitlane più scaglionate delle classi inferiori. Subito fuori per prima Cadillac, seguita da una Porsche (#5) e una Toyota, la numero 7. Escono un minuto dopo le Ferrari e l’altra Toyota, poi tutti gli altri. Subito problemi, a due auto. La Cadillac lascia passare le inseguitrici e rallenta, mentre si pianta in pista la Peugeot #93 che causa una bandiera gialla. La 9X8 pare eseguire un power cycle, cioè il classico spegni tutto e riaccendi che ci illudiamo possa sistemare i nostri computer, ma effettivamente per lei funziona. Ai box intanto gli americani sono a porte aperte e PC in mano, per controllare cos’è successo alla macchina che aveva rallentato in pista.
Primi giri e minuti abbastanza inutili da riportare, qualcuno in 1’56” e gli altri in 2 minuti, ci dovremo abituare a questa lenta fase di riscaldamento gomme, mentre fino all’anno scorso coi sistemi di tire warming si vedevano i protagonisti entrare in pista col coltello tra i denti sin dal primo metro del minuto iniziale di qualifica.
Duval sulla Peugeot #94 segna il primo tempo decente, 1’51″858. Mostruoso in confronto, al primo lancio serio, Hartley con la GR010 #8, che ferma il cronometro sul 1’49″040. No aspetta, forse non ci eravamo resi conto di quanto si potesse andare più forte, Hartley al giro successivo fa registrare un 1’47″387 e prende un gran margine su chiunque, dandosi da solo quasi 17 decimi! I tempi stanno arrivando ora, sempre più veloci, a ogni tornata si scende praticamente al secondo inferiore. Giusto il tempo di cambiare inquadratura e c’è un Pierguidi indemoniato, quasi fuori sulla sabbia della via di fuga con la 499P #51, che chiude un giro a gomme urlanti in 1’46″323. E poi ecco di nuovo il neozelandese di Toyota, ben 959 decimi sotto, siamo a 1’45″364 per Brendon Hartley! Sale al secondo posto il compagno di squadra Kobayashi, mentre finalmente rientra in pista Cadillac dopo il lavoro in pitlane. Antonio Fuoco sulla 499P #50, che già aveva registrato ottimi passaggi, trova un giro fantastico e piazza il possibile record di giornata, un gran tempo questo 1’45″067. Cerca di avvicinarsi Hartley ma chiude con la sua GR010 #8 a 214 millesimi, 1’45″281. Segue Kobayashi sulla gemella Toyota, anche lui è dietro, 1’45″548. Cadillac potrebbe essere l’ultima insidia per Ferrari, fa segnare però solo un 1’46″082 l’auto americana. Le auto giapponesi rientrano invece in pitlane, mancano tre minuti alla fine, è la resa del Sol Levante. Dentro anche le Porsche, due secondi di distacco circa, lontane, idem le Peugeot ancora più indietro. Concludono anche i privati Glickenhaus e Vanwall, oltre i 4″ di ritardo. C’è solo Cadillac in pista, ci vuole provare ancora Lynn, ma la V-Series.R ha finito le gomme, rimane a 1″ di distanza. Finisce così la qualifica, pole position Fuoco per il gran ritorno di Ferrari in top class dopo 50 anni! A seguire le due Toyota, a 214 e 481 millesimi, poi l’altra Ferrari #51 e la Cadillac.
Gara oggi pomeriggio alle 17:00 su Eurosport/Discovery e Sky, 1000 miglia che saranno limitate dalle 8 ore di durata massima dell’evento, tempo che sicuramente sarà raggiunto prima di raggiungere la distanza nominale.

© FIA WEC (click per file originale)
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Tommaso Costa

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