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La Formula E guarda a Roma per risolvere i problemi del calendario bucato

La Formula E ha qualche problema d’agenda. Il vero problema è  che il calendario che avevano programmato è più fragile di quanto pensassero. Al punto che nella girandola di ePrix in bilico, è spuntata anche l’idea di un ePrix più vicino di quanto pensassimo. Mettiamo in ordine le carte. Tempo fa abbiamo riportato la notizia…

7 Febbraio 2017
3 min read

La Formula E guarda a Roma per risolvere i problemi del calendario bucato

La Formula E ha qualche problema d’agenda. Il vero problema è  che il calendario che avevano programmato è più fragile di quanto pensassero. Al punto che nella girandola di ePrix in bilico, è spuntata anche l’idea di un ePrix più vicino di quanto pensassimo.

Mettiamo in ordine le carte. Tempo fa abbiamo riportato la notizia che l’ePrix di Bruxelles si sarebbe corso vicino la cattedrale di Koekelberg, dopo aver dovuto rinunciare alla prima sede del quartiere dell’Heysel. La notizia sembrava in attesa solo della firma definitiva: anche Motorsport.com aveva dato la cosa per fatta.

Ma qualcosa è andato storto. A quanto pare quest’opzione ha messo in crisi i funzionari municipali, spaventati dalla prospettiva di cambiare il piano traffico della capitale d’inizio estate. L’assessore alla Mobilità di Bruxelles è intervenuto su Twitter dicendo che «in linea di principio» è favorevole alla Formula E nelle strade della città.

Solo che adesso Alejandro Agag è alla ricerca di un’altra location nella città belga. La terza in pochi mesi. E siccome l’ePrix di Bruxelles è una delle corse di questa stagione deve trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Non si può escludere nemmeno che l’appuntamento fiammingo salti all’ultimo momento.

Ecco perché Agag si stava organizzando cercando un piano B in Germania. Ovvero raddoppiare l’ePrix di Berlino trasformandolo in un double-header. Peccato che anche lì ci sia un problema. Nel Consiglio comunale della capitale tedesca, i Verdi hanno richiesto che la sede dell’ePrix cambi nuovamente. Perché gli ambientalisti hanno espresso questa obiezione? La motivazione è semplice: la Formula E vorrebbe ritornare all’Alexanderplatz, ma i problemi logistici di questo trasloco hanno indotto i Grünen a suggerire un’alternativa. Ovvero: rimanere anche quest’anno all’aeroporto di Tempelhof.

Ma anche se si riesce a mettere una pezza al buco di quest’anno – e sarebbe una pezza ben visibile, visto che ci sarebbero ben tre double-header nella stessa stagione con Berlino, Montreal  e New York – Agag deve trovare una soluzione anche all’anno prossimo. Giacché manca ogni certezza sul tracciato, gli organizzatori inglesi dell’ePrix di Bruxelles potrebbero sospendere il progetto fino a che non verrà stabilito un layout adatto e dignitoso. Il che potrebbe significare un buco in calendario anche per la stagione 2017/2018 della serie elettrica.

Virginia Raggi e l'ePrix romano

Ecco che spunta quindi un’ulteriore terra di conquista per Agag, alla ricerca sempre più spasmodica di caselle prestigiose per riempire i calendari della sua formula. Lunedì 6 febbraio, cioè ieri, pare abbia incontrato Virginia Raggi e altri esponenti della Città Eterna per sondare la possibilità di allineare le Formula E nel quartiere romano dell’EUR.

Il progetto è ancora all’embrione, e Motorsport.com riporta che già la settimana scorsa si sono tenuti incontri politici tra alcuni esponenti del Municipio IX, quello interessato, per discutere dell’argomento. Ovviamente le problematiche per Roma sarebbero diverse, certo d’ordine logistico per non parlare della conciliazione tra i temi storici della città e l’esplosione modernistica della serie. L’EUR però ha un passato motoristico glorioso, essendo stato sede del Rally Città di Roma.

Lo stesso Jean Todt, in passato, ha espresso la volontà di incontrare la Raggi per parlare della Formula E. L’idea di un ePrix a Roma è vecchia (se ne discute da quando Gianni Alemanno fallì nel portare la F1 sotto al Colosseo) ma i problemi politici della Capitale continuano ad ostacolare una firma del contratto. Contratto che sarebbe molto meno oneroso di quello organizzativo di un vero GP di F1, e quindi potrebbe portare più vantaggi che costi.

Se i favorevoli storici sono sempre in prima linea, iniziano a organizzarsi i primi contrari. Cioè i residenti del quartiere dell’EUR, che sono già partiti con una campagna per il NO. «Ancora una volta, a distanza di anni, si ripropone lo stesso progetto già bocciato dalla popolazione. E lo si fa scavalcando completamente i cittadini».

Soppesare costi e vantaggi sarà quindi un lavoro difficile e certosino, e la Raggi avrà anche la sfida politica di riuscire a incassare il progetto senza far partire un vespaio nel quartiere interessato. Potrebbe riuscirci, visto che la Formula E si corre in un giorno soltanto (il sabato), gravando poco sia in termini di denaro sia di organizzazione e gestione del traffico urbano. Ma vorrà farlo?

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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