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Indy 500: info e orari tv del “Greatest Spectacle in Racing”

Siamo finalmente giunti in una delle settimane più sacre dell’anno motoristico: mentre da questa parte dell’Oceano Atlantico le vetture di Formula 1 disputeranno il GP di Montecarlo, dall’altro lato si correrà la Indy 500, la più importante gara statunitense, una corsa che, non a caso, viene chiamata “The Greatest Spectacle in Racing”. Ecco tutto ciò…

22 Maggio 2023
5 min read

Siamo finalmente giunti in una delle settimane più sacre dell’anno motoristico: mentre da questa parte dell’Oceano Atlantico le vetture di Formula 1 disputeranno il GP di Montecarlo, dall’altro lato si correrà la Indy 500, la più importante gara statunitense, una corsa che, non a caso, viene chiamata “The Greatest Spectacle in Racing”. Ecco tutto ciò che dovete sapere sulla 500 Miglia di Indianapolis 2023: dove vederla, quando vederla, chi sono i favoriti e cosa bisogna aspettarsi.

Penske Entertainment: Joe Skibinski

Il circuito

Una volta, un pilota disse che vincere la Indy 500 è la cosa più facile del mondo: basta prendere la prima a sinistra, e poi ripetere questo gesto per 799 volte. Era chiaramente una battuta, ma ancora oggi c’è chi liquida ancora questo circuito come una pista “con quattro curve tutte uguali”. La realtà è ben diversa: trentatré piloti che si danno battaglia sotto il sole di maggio a oltre 370 km/h di media, per una distanza di 804.672 km, una delle più lunghe che un pilota possa percorrere ininterrottamente, senza cambio pilota. È la più lunga delle gare sprint e la più corta delle gare endurance, come la definì Michael Andretti. Mantenere la concentrazione per le 3 ore e mezza di gara, tra neutralizzazioni, incidenti, pit stop e quattro curve a 90° con un banking da 9°12″, sui 4.023 km del circuito dell’Indiana, non è facile, e solo i piloti migliori possono imporsi qui. Non a caso, questa gara è annoverata nella cosiddetta Tripla Corona, che comprende anche il GP di Monaco e la 24 ore di Le Mans. Solo un uomo è riuscito a vincere tutte e tre le gare, ossia Graham Hill. Una classica del motorsport, quindi, che si è sempre disputata nel weekend del Memorial Day, eccetto che negli anni delle due guerre mondiali e nel 2020, quando fu spostata ad agosto per la pandemia.

Indianapolis Indy 500 Track Map
Americani useranno qualunque cosa come metro di paragone, financo la Città del Vaticano, pur di non utilizzare il Sistema Metrico Decimale. Fonte: Indy500 Media Guide

Per quanto riguarda il record della pista, questo è stato stabilito nel 1995 dal leggendario pilota olandese Arye Luyendyk, che nel singolo giro arrivò a toccare la stratosferica media oraria di 237.498 mph (382.216 km/h), pari ad un tempo di 37.895 secondi, mentre nei quattro giri di qualifica, in un tempo di 2:31.908, percorse la pista ad una media di 236.986 mph (381.392 km/h); il record sulla distanza in gara è stato invece stabilito nel 2021 da Helio Castroneves, che in una gara stranamente con poche interruzione vinse in 2 ore, 37 minuti, 19 secondi e 3846 decimillesimi di secondo, ad una media di 190.690 mph (306.885 km/h). Per fare un esempio, il GP più veloce della storia della F1 fu il Gran Premio d’Italia 2003, con Michael Schumacher che vinse ad una media oraria di 247.586 km/h.

Albo d’oro

Per quanto riguarda l’albo d’oro della 500 Miglia di Indianapolis, ci sono quattro piloti appaiati a quattro vittorie: A J Foyt (1961, 1964, 1967, 1977), Al Unser (1970, 1971, 1978, 1987), Rick Mears (1979, 1984, 1988, 1991) ed Helio Castroneves (2001, 2002, 2009, 2021), l’unico ancora in attività. Tra i piloti in attività ad aver assaggiato il latte in Victory Lane ci sono anche Takuma Sato (2017, 2020), Scott Dixon (2008), Tony Kanaan (2013), all’ultima Indy 500 in carriera, Ryan Hunter-Reay (2014), Alexander Rossi (2016), Will Power (2018), Simon Pagenaud (2019) e l’ultimo arrivato, Marcus Ericsson (2022). Ci sono però molti piloti che proveranno a strappare lo scettro di mano a Ericsson, per potersi fregiare per la prima volta del Warner Borg Trophy: c’è Alex Palou, che parte dalla pole; c’è Rinus VeeKay, che scatterà al suo fianco; ci sono le due McLaren di Felix Rosenqvist e Pato O’Ward, terzo e quinto, molto veloci finora; ma ci sono anche le mine vaganti, come Ferrucci, quarto, e un sorprendente Pedersen, undicesimo da rookie. Ci sono poi da seguire le rimonte dei big, come i piloti dell’Andretti Grosjean, Herta e Kirkwood, o le Penske di McLaughlin e Newgarden, tutti piloti attardati che dovranno recuperare per incidere il loro nome nella storia dell’automobilismo a stelle e strisce.

La griglia di partenza

Delle qualifiche ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato. Come detto, Alex Palou partirà dalla pole, grazie a quattro giri velocissimi che gli sono valsi il record della pole position più veloce di sempre (anche se non ha battuto il record assoluto di Luyendyk, il quale però non valse per la pole). Al suo fianco ci saranno Rinus Veekay e Felix Rosenqvist, mentre in seconda fila ci saranno Ferrucci, O’Ward e Dixon.

Da segnalare la prestazione di Katherine Legge, che con il 30esimo posto si è qualificata direttamente senza passare per la Last Chance Qualifying: la pilota inglese non solo è stata la migliore del team Rahal, ma è anche risultata essere la donna più veloce della storia, grazie ad una media di 231.070 mph. Gli altri componenti del suo team hanno dovuto invece guadagnarsi l’accesso all’ultima fila: Christian Lundgaard si è piazzato trentesimo, mentre l’ultimo posto disponibile è andato a Jack Harvey, che in un finale entusiasmante di qualifica ha soffiato la posizione al compagno di team Graham Rahal. Rahal, tuttavia, non rimarrà fuori dalla Indy 500: il pilota americano, infatti, parteciperà comunque, sostituendo Stefan Wilson per DRR/Cusick Motorsports, il quale si era qualificato, ma ha dovuto abbandonare per via di un incidente con Katherine Legge nel corso delle prove libere del lunedì. L’inglese si è fratturato una vertebra toracica, ma fortunatamente non ha avuto conseguenze più gravi. Di seguito, ecco la griglia di partenza completa.

Griglia di partenza della Indy 500 2023

NB: Graham Rahal correrà al posto di Stefan Wilson.

Classifiche del campionato

La vera novità di questa stagione è che la Indy 500 2023 non assegnerà doppi punti com’era in passato, ma saranno gli stessi delle altre gare. Intanto, però, ci sono già stati i primi verdetti: le qualifiche, infatti, hanno assegnato punti ai primi dodici classificati. Questo ha permesso ad Alex Palou di allungare il suo vantaggio in classifica, salendo a 186 punti; alle sue spalle c’è O’Ward, a 176 lunghezze, il quale a sua volta precede Marcus Ericsson a 158. Quarto è Romain Grosjean a 134, seguito a ruota da Scott Dixon a 133.

Latte

C’è un ultimo aspetto della Indy 500 che va sviscerato, e che ogni preview che si rispetti su questa gara non può ignorare: il latte. Come da tradizione, la Indiana Dairy Association si occuperà di fornire al vincitore una bottiglia di latte, con qui questo potrà festeggiare. Tutto risale al 1936, quando Loius Meyer, che vinse quell’anno, celebrò con una bottiglia di buttermilk, il famoso latte americano burroso. Da allora, tranne qualche sporadica eccezione (come ad esempio il 1993, quando Emerson Fittipaldi commise l’onta di bere del succo d’arancia), winners drink milk. Se volete approfondire, vi rimandiamo a questo nostro vecchio articolo. Nel frattempo, ecco le scelte per l’edizione 2023.

https://twitter.com/INDairy/status/1661357630680600576

Orari

La Indy 500 2023 sarà visibile su Sky Sport F1, canale 207 del Digitale Terrestre, con il collegamento che inizierà non appena terminerà il GP di Monaco.

Domenica 28 maggio

  • 18.30 – 22.00 -> 107esima 500 Miglia di Indianapolis

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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