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Ecco come la cura Vowles ha iniziato la rinascita della Williams

Dopo appena 8 mesi alla direzione della squdra di Grove, James Vowles è stato capace di rimettere sui binari la Williams. Ecco come.

28 Agosto 2023
3 min read

Dopo appena 8 mesi alla direzione della squdra di Grove, James Vowles è stato capace di rimettere sui binari la Williams. Ecco come.

Dopo il GP d’Olanda, in cui Alex Albon è riuscito a cogliere un’ottima ottava posizione, in molti si sono chiesti a cosa fosse dovuta la rinascita Williams.

L’ex Mercedes James Vowles, forte dell’esperienza derivante dai 9 mondiali costruttori consecutivi vinti a Brackley ha saputo ridare nuova linfa al team inglese, complice una programmazione minuziosa degli sviluppi e corposi investimenti a lato strutturale.

Lo stesso manager britannico ha fatto più volte sapere quanto fossero arretrate le strumentazioni presenti all’interno della facility Williams, con attrezzature per la produzione di materiali compositi risalenti ancora al 2003, anno in cui – guarda caso – la Williams fu davvero competitiva.

Il fondo Williams visto dal software CAD.

La FW45 si è da subito presentata come una macchina ambiziosa, un forte undercut sotto la presa d’aria delle pance e una filosofia downwash perfezionata hanno fatto capire da subito che i presupposti della vettura 2023 erano nettamente migliori di quelli della precedente.

Gli aggiornamenti sono stati mirati e ben programmati, con un pacchetto importante arrivato per Albon già dal Canada con un nuovo fondo e nuove fiancate. Sparisce la “gobba” che serviva a rendere netta la separazione tra il flusso laterale e quello soprastante la pancia, consentendo al flusso laterale di andare (attraverso una depressione creata dal downwash) a energizzare ancor di più il flusso sullo scivolo, togliendolo anche dalla disponibilità della ruota posteriore, diminuendo così il drag e facendo diventare la FW45 la vettura che più nelle forme prende ispirazione dalla Red Bull RB19.

Williams FW45
©Albert Fabrega

Poi Monaco. Abbiamo appena avuto l’occasione di vedere i fondi di Red Bull e Mercedes grazie a qualche gru e quello Williams, a sua volta esibitosi alle fotocamere, rapportato ai già citati sembra terribilmente banale.

Molti commenti, si sprecano i meme. In realtà la foto non rende per niente giustizia a tale fondo, tradito da una pessima scala cromatica e dalle ombre, tanto da far intervenire addirittura James Vowles per chiarire che no, il loro fondo non è così mal curato: “Sicuramente non sarà quello Red Bull, ma la foto non rende giustizia al nostro lavoro”.

Guardando bene i dati però, il fondo della FW45 è tutt’altro che poco efficiente, anzi. Probabilmente è uno dei più efficienti, giudicando dalla velocità e stabilità in curva che garantisce nelle piste veloci e in condizioni di scarsa aderenza, scenari in cui Albon ha sempre dimostrato di saper esaltare i punti forti della sua Williams.

Sicuramente però, la carenza della monoposto blu risiede ancora nel comparto telaistico e nella parte alta della vettura. Zone in cui Vowles ha cercato di indirizzare lo sviluppo da tempo, e a Zandvoort si sono visti i primi risultati…

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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