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Bagnaia KO in India: “La Hard anteriore un rischio che non ha pagato”

Bagnaia fa mea culpa in India, al termine di un GP d’India chiuso con una scivolata in ghiaia mentre occupava la seconda posizione. “Da due week end che perdiamo punti (da Martin ndr), era molto importante trovare una soluzione a questo ma non ci siamo riusciti.” “Devo chiedere scusa alla squadra perché ho fatto un…

24 Settembre 2023
3 min read

Bagnaia fa mea culpa in India, al termine di un GP d’India chiuso con una scivolata in ghiaia mentre occupava la seconda posizione. “Da due week end che perdiamo punti (da Martin ndr), era molto importante trovare una soluzione a questo ma non ci siamo riusciti.”

Ducati Media House

Devo chiedere scusa alla squadra perché ho fatto un errore, ma lo ritengo inevitabile quando si è così al limite” dice Bagnaia, al termine di un GP d’India chiuso nel peggiore dei modi, con una scivolata in ghiaia mentre occupava la seconda posizione, appena guadagnata sul rivale Martin, a diversi secondi dal fuggiasco Bezzecchi. A vincere è stato Marco Bezzecchi, con ampio margine, e Bagnaia non ha potuto far altro che togliersi il cappello: “Bez oggi era imprendibile, dovevamo capirlo dal suo passo di ieri nella Sprint. Ci ho provato a riprenderlo e son finito a terra.

Purtroppo qui in India non siamo riusciti a trovare la quadra come facciamo di solito” aggiunge Pecco. Rispetto ai rivali, partiti con l’opzione media all’anteriore, Bagnaia e la sua squadra hanno optato per l’opzione più dura, la Hard, nonostante la temperatura della pista fosse sì elevata ma non estrema, scommettendo sulle staccatone del pilota torinese. “Per noi era impossibile usare la Medium davanti perché dà sì più grip ma si muoveva tanto, non ci dava la stabilità di cui io ho bisogno. Abbiamo optato per l’opzione più dura e fino al momento della caduta ha lavorato molto bene, poi è bastata una piccola sbavatura…” ha spiegato il Campione MotoGP in carica.

Gold & Goose / Red Bull Content Pool

Caduta particolare per il #1, avvenuta proprio negli ultimi istanti della frenata mentre aveva già impostato la curva: “Purtroppo nel momento in cui mi si sono riallineate le ruote, dopo lo slide, il carico si è spostato sull’anteriore e l’ho persa. Mi dispiace molto, perché nonostante le difficoltà oggi avremmo finito secondi e invece sono finito a terra.” Nessun problema alla gomma quindi, nè di sporco in pista per Bagnaia, anzi: “Quando son caduto ho frenato davvero molto forte, ma tanto quanto ho fatto per tutta la gara per spingere sulla gomma: nonostante il grande caldo questa hard è pensata per temperature ancora più elevate e allora dovevo spingere forte per farla rendere. Oggi è stata assolutamente colpa mia e di nessun altro.

Sono diverse le cadute di Pecco da quando è nel team Ducati Ufficiale, al punto da poter iniziare a trovare dei paragoni per spiegare meglio la situazione: “La caduta di oggi la paragono a quella Misano 2021, quando per vincere il Mondiale eravamo obbligati a vincere il GP e per farlo ci serviva la dura davanti, ma non c’era la temperatura per usarla. Quindi l’unico modo era spingerci davvero tanto sopra e mi era bastata una staccata un pelo più morbida alla Quercia per poi cadere alla Misano 1. Più o meno oggi è andata così“.


Questa è stata la quarta scivolata stagionale per Bagnaia, quinta per chi volesse considerare anche quella frutto del contatto con Vinales a Le Mans, che ora ha Martin sempre più vicino. Proprio per rimettere Martin al proprio posto Pecco ha deciso di entrare in azione con la gomma più dura, cercando di invertire la tendenza delle ultime gare. “Abbiamo accettato il rischio di correre con la Hard perché da due week end perdiamo punti (da Martin ndr), era molto importante trovare una soluzione a questo ma non ci siamo riusciti” ha ammesso.

Alla fine Bagnaia, invece di guadagnare 4 punti su Martin, gliene ha concessi altri 20. Ora il vantaggio in classifica del #1 è di soli 13 punti. “Non siamo riusciti a finirgli davanti, dovevamo riuscirci e per farlo abbiamo scommesso su questa gomma anteriore qui, che mi è piaciuta ma era una soluzione troppo al limite, è stato un rischio. E fino alla caduta quel rischio aveva pagato. Ma non mollo, torneremo dove dobbiamo stare“.

La Top10 iridata al termine del GP d’india
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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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