F1, analisi qualifiche Messico e passo gara: Ricciardo da pole se avesse avuto la scia anche nel Q3!
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F1, analisi qualifiche Messico e passo gara: Ricciardo da pole se avesse avuto la scia anche nel Q3!

Ricciardo avrebbe potuto conquistare una clamorosa pole? Vediamolo in questa analisi delle qualifiche del GP del Messico di F1

29 Ottobre 2023
6 min read
f1 analisi qualifiche messico

Le qualifiche del GP del Messico hanno visto i valori rivoluzionati a causa delle temperature diverse rispetto alle prove libere. Oltre all’incredibile 1-2 targato Ferrari ha sorpreso Ricciardo, che avrebbe addirittura potuto puntare alla pole se AlphaTauri avesse provato a far qualificare Tsunoda per il Q3. Vediamo cosa è successo in qualifica e i passi mostrati nelle PL2 in questa analisi delle qualifiche e dei passi gara del GP del Messico di F1.

Il poleman delle qualifiche dei se e dei ma Daniel Ricciardo | © Jared C. Tilton/Getty Images / Red Bull Content Pool

Analisi qualifiche GP Messico F1: due Ferrari in testa, ma che Ricciardo!

Partiamo con le Ferrari: le temperature variabili hanno rimescolato le carte e la Ferrari è stata la monoposto che si è trovata meglio in Q3, permettendo ai suoi due piloti di occupare tutta la prima fila nel circuito dove la pole conta meno. Leclerc è riuscito a fare la differenza sul compagno di squadra nella frenata di curva 4 e nelle curve lente del primo settore. Settore nel quale ha guadagnato 53 millesimi, la maggior parte dei 67 che alla fine gli hanno permesso di battere il compagno di squadra. Nel secondo tentativo nessuno dei due piloti si è migliorato.

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© ftdatavisualization

Nella sfida tra Leclerc e Verstappen invece il #16 è riuscito ad essere più veloce del campione del mondo in carica nelle curve più lente fino a curva 5 mentre l’olandese è andato meglio nel secondo settore. Verstappen, dopo aver chiuso al comando le prime 3 sessioni di prove libere, ha faticato più del previsto nel Q3 a causa della temperatura della pista che è scesa velocemente. Nel complesso, almeno sul giro singolo, Ferrari è Red Bull sono sembrate molto simili, non si vedono grosse differenze in punti specifici della pista. La storia è diversa sul passo gara: in questo aspetto la Red Bull dovrebbe essere ancora molto superiore alla casa di Maranello nella gestione gomma, motivo per il quale le chance di vittoria di Leclerc e Sainz, nonostante la partenza dalla prima fila, appaiono ridotte.

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Passando alla sfida per il secondo posto nel campionato costruttori, la Ferrari è stata ancora una volta più veloce della Mercedes in rettilineo mentre la squadra tedesca, con un assetto più carico, punterà a fare meglio in gara grazie a una migliore gestione gomme. Dalla telemetria si nota come Hamilton perda in tutti i rettilinei mentre guadagni nelle curve veloci come curva 7 o curva 10, nelle quali riesce ad essere 3 e 10 km/h più veloce della Ferrari.

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Passiamo ora alla delusione della giornata di sabato: la McLaren. Con Norris eliminato in Q1 a causa di qualche errore di troppo durante i suoi tentativi e la bandiera gialla provocata da Alonso nel corso del suo ultimo tentativo, è stato Piastri a dover tenere alto l’onore del team di Woking. L’australiano non è riuscito ad andare oltre alla settima posizione a causa di una macchina con delle ottime velocità di percorrenza curva, ma che fatica troppo in frenata e in accelerazione. Dalla telemetria si nota come le linee in uscita dalle curve abbiano una pendenza molto più bassa di quelle della Ferrari, segno di un’accelerazione minore. Anche in frenata la McLaren non è riuscita ad essere efficace come la monoposto italiana. Nonostante queste difficoltà le monoposto di Woking hanno mostrato un buon passo gara durante le PL2.

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La vera sorpresa della qualifica è stato Daniel Ricciardo, quarto alla guida di un’AlphaTauri che, dopo gli aggiornamenti portati ad Austin, sembra in netta ripresa. L’australiano ha chiuso a soli 216 millesimi dalla pole. Una pole che sarebbe addirittura stata alla sua portata se Tsunoda avesse potuto concedergli la scia anche in Q3, ma purtroppo per lui AlphaTauri ha deciso di andare sul sicuro e dare la scia a Ricciardo in entrambi i tentativi della Q2. Ricordiamo che Tsunoda partirà in fondo a causa della sostituzione del motore e per questo motivo AlphaTauri ha potuto fare giochi di squadra. Dalla telemetria possiamo notare come Ricciardo prenda tutto il distacco dalla Ferrari nel primo e nel secondo rettilineo, mentre riesce ad essere a livello nelle curve sia lente che veloci e addirittura a segnare il parziale record nel terzo settore. Comparando il miglior giro di Ricciardo in Q3 (senza scia) con quello in Q2 (con scia) si nota l’enorme differenza di velocità nel primo rettilineo: ben 13 km/h di differenza! Questo divario gli è costato, secondo una stima grezza, poco più di due decimi: proprio quello che gli sarebbe servito per portare a casa una clamorosa pole, facendo rivivere a Marko gli “incubi” della pole 2018.

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In questo zoom del primo settore si nota l’enorme differenza di velocità tra Q2 (linea bianca) e Q3 (linea color AlphaTauri).

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F1, analisi qualifiche GP Messico | © ftdatavisualization

Qui sotto tutte le velocità di percorrenza nelle varie curve fatte segnare nel corso delle qualifiche del GP del Messico di F1.

Analisi passo gara prove libere

Ok, per quanto riguarda questo capitolo c’è da fare una premessa: abbiamo visto quanto le temperature e la gommatura della pista possano influenzare le prestazioni delle monoposto durante la qualifica, soprattutto quando i valori sono così vicini. Oltre a questo lo scroscio di pioggia caduto durante le PL2 ha contribuito a rendere ancora più difficilmente interpretabile la situazione, motivo per il quale i valori visti durante le prove libere potrebbero non essere del tutto rappresentativi di quello che vedremo in gara. Perfetto, dopo aver messo le mani avanti andiamo a vedere se riusciamo a cavare un ragno dal buco guardando i passi gara. Tra i quattro top team Red Bull e McLaren sono i due che hanno mostrato un passo gara migliore nel corso della seconda sessione di prove libere. McLaren è stata molto veloce con un degrado molto ridotto mentre Red Bull è stata leggermente più lenta nelle fasi iniziali, ma ha mostrato un degrado pressoché nullo. Situazione peggiore per Mercedes e soprattutto Ferrari, che hanno visto i loro tempi alzarsi dopo alcuni passaggi. Con queste premesse Verstappen dovrebbe essere il favorito per la gara (sai che novità) con Ferrari e Mercedes a lottare per difendersi da Perez e Piastri.

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Il resto del gruppo ha invece visto un’ottima AlphaTauri anche sul passo gara, come avevamo già visto nell’analisi di Austin. Da notare anche un long run veramente buono di Albon, addirittura più veloce di quello delle Ferrari. Il pilota anglo-thailandese si è però lamentato durante qualifiche di non provare più le stesse buone sensazioni alla guarda della sua Williams, motivo per cui questa strepitosa simulazione lascia un po’ il tempo che trova. Tutti gli altri tempi, tra long run mancanti (Stroll), tempi che salgono e scendono e scrosci di pioggia, risultano molto difficili da interpretare, motivo per cui concluderemo questa analisi con un democristiano ci sarà lotta a centro gruppo.

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In basso un’animazione delle telemetrie delle qualifiche sulle note di Aside, singolo degli Honeypot.

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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