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Sospensioni idrauliche, arriva la lettera chiarificatrice della FIA. Che forse però non chiarisce quanto vorrebbe

Chiarezza. E’ questo quello che la FIA ha cercato di fare nella giornata di ieri inviando una lettera a tutti i team di F1. Chiarezza su cosa? Sul tema più dibattuto dell’intero inverno ovviamente, ovvero le sospensioni a comando idraulico. Che, stando a quanto riportato da diverse fonti, sarebbero destinate ad essere considerate illegali già…

1 Marzo 2017
4 min read

Chiarezza. E’ questo quello che la FIA ha cercato di fare nella giornata di ieri inviando una lettera a tutti i team di F1. Chiarezza su cosa? Sul tema più dibattuto dell’intero inverno ovviamente, ovvero le sospensioni a comando idraulico. Che, stando a quanto riportato da diverse fonti, sarebbero destinate ad essere considerate illegali già nel corso della stagione 2017. 

Per chi non avesse attentamente seguito la vicenda, vi basti sapere che Mercedes e RedBull sono state accreditate di aver realizzato una particolare sospensione anteriore, che oltre agli elementi tradizionali ne aggiungeva uno – idraulico – che aveva il compito di immagazzinare energia a mo’ di molla per poi rilasciarla a seconda delle necessità nel corso del singolo giro. In questo modo sia le monoposto di Brackley che quelle di Milton Keynes erano in grado di contrastare e bilanciare eventuali rollii o beccheggi, oltre a poter avere un assetto più o meno rake a seconda dei settori del circuito. Una soluzione sicuramente funzionale, ma che a molti ha riportato alla mente il famigerato FRIC, il sistema di interconnessione tra l’asse anteriore e quello posteriore bandito dal GP d’Ungheria del 2014. Ed è proprio per capire quanto fossero legali queste sospensioni a comando idraulico che la Ferrari, nella persona di Simone Resta, ha inviato diverse lettere a Charlie Whiting per ottenere chiarimenti in merito. Chiarimenti che non sono stati per così dire…esaustivi, tanto che la soluzione in un primo momento sembrava dovesse essere dichiarata irregolare, salvo un rapido dietrofront avvenuto nel corso della ultime settimane, quando si è detto che sarebbero stati forniti alle scuderie ulteriori delucidazioni.

E queste delucidazioni sono arrivate proprio a test di Barcellona in corso, quando ormai le vetture destinate a competere nel Mondiale 2017 non solo sono completate, ma sono già in una fase ormai avanzata di collaudo. La FIA, come accennato in apertura di articolo, ha consegnato una lettera ai vari team di F1 nella quale sono contenuti una serie di esempi che dovrebbero permettere di capire quali soluzioni e componenti verranno considerati irregolari. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, gli esempi stilati dalla FIA si ridurrebbero a cinque, dichiarando non conformi al Regolamento Tecnico soluzioni che:

  1. Comportino una risposta diretta del telaio alle accelerazioni;
  2. Correlino direttamente l’altezza della monoposto con l’impianto frenante e con il sistema di sterzo;
  3. Controllino l’altezza da terra della vettura tramite un sistema autolivellante;
  4. Accumulino energia tramite un qualsiasi mezzo che ne consenta poi un utilizzo ritardato, o comportino un’asimmetria non incidentale in risposta alle variazioni di carico applicate alle ruote;
  5. Accoppino direttamente i sistemi di controllo del rollio e delle altezze.

Il tutto ricordando poi la necessità di rispettare l’articolo 2.7 del Regolamento Tecnico, che impone ad ogni concorrente di mantenere la propria vettura conforme alle norme imposte dalla FIA in ogni momento dell’evento. Non verrà dunque consentito alle scuderie di ricorrere a sistemi con un’efficacia limitata magari a delle determinate condizioni di gara che risultino però essere “latenti” durante le verifiche tecniche o i semplici controlli che si tengono sulla griglia di partenza. Nel caso in cui un delegato FIA riscontri l’esistenza di un sistema che contravviene alle linee guida indicate in quest’ultima lettera di chiarimento, potrà chiedere alla Scuderia “rea” la rimozione o la disattivazione del meccanismo incriminato. A meno che la squadra, facendo ricorso a dei cavilli legali o a lacune regolamentari abilmente sfruttate, non riesca a dimostrare che in realtà quella particolare sospensione abbia un comportamento “tradizionale”. Qualora riesca a convincere i delegati FIA della regolarità del meccanismo, il team sarà autorizzato ad utilizzarlo. Altrimenti, in caso di richiesta di rimozione / disabilitazione da parte delle Federazione, il fatto che il team abbia comunque utilizzato in un weekend di gara il sistema considerato irregolare verrà posto all’attenzione dei Commissari Sportivi. Che, però, non ci è dato sapere in base a quali criteri opereranno. Il che, visti i recenti trascorsi e le varie polemiche sulla poco lineare applicazione delle medesime norme sportive in casi apparentemente uguali, non è certo una bella notizia. 

Soprattutto perché, affidando le decisioni a persone chiamate a giudicare sulla base di un Regolamento non rigidamente vincolato nella sua interpretazione, si avranno sempre delle difformità di trattamento tra un caso e l’altro, indipendentemente dalla somiglianza tra di loro. Con buona pace dunque della chiarezza che la FIA cercava di fare attorno ad una questione di cui sentiremo certamente ancora parlare in questo 2017. 

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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