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F1, analisi prove libere GP Australia: Ferrari parte bene, incognita Red Bull

Vediamo come sono andati i team nelle simulazioni di qualifica e gara in questa analisi delle prove libere del GP d’Australia di F1

22 Marzo 2024
6 min read
f1 gp australia analisi

Le prime due sessioni di prove libere del GP di Australia di F1 hanno fatto vedere una buona Ferrari sia nelle simulazioni di qualifica che in quelle di gara. Dire se il team di Maranello sarà in grado di giocarsi qualcosa di più del podio è però difficile dal momento che quelli che dovrebbero essere i favoriti, ovvero Red Bull, non hanno ancora messo a punto tutti i dettagli della vettura. Vediamo cosa è successo in questa analisi delle prove libere del GP d’Australia di F1.

fp2 gp australia
Leclerc in Australia | © Ferrari Media Centre

Vediamo brevemente il lavoro svolto dai team nel corso delle FP1 e delle FP2 per poi concentrarci più nel dettaglio sul passo gara e le simulazioni di qualifica svolte. Dai due grafici sottostanti possiamo vedere tutti i giri completati dai piloti nel corso delle due sessioni di prove libere. Nella prima sono state effettuate le normali prove d’assetto con run brevi mentre nella seconda quasi tutti hanno fatto un primo run con gomme medie per poi effettuare la simulazione di qualifica con le soft e la simulazione di passo gara con le medie. Diversi piloti hanno anche effettuato un pit stop nel finale per allenarsi per il Mondiale che conta veramente, quello dei Pit Stop verosimilmente per quantificare la potenza dell’undercut.

© ftdatavisualization
© ftdatavisualization

Entriamo nel vivo della nostra analisi andando a vedere quindi il passo gara mostrato nel corso della seconda parte delle FP2 del GP di Australia di F1. Partiamo subito dicendo che manca un dato fondamentale, ovvero quello di Verstappen. L’olandese ha infatti effettuato solamente quattro giri con carico di benzina, decisamente troppo pochi per permetterci di valutare lo stato di forma della sua RB20 in condizioni di gara. Nelle analisi delle prove libere dei primi due weekend di gara in Bahrain e a Jeddah avevamo visto come il campione del mondo in carica fosse 1-2 decimi più veloci dei rivali nel passo gara durante le prove libere per poi incrementare il gap rispetto ai rivali in gara. Nei soli quattro giri messi a segno durante le FP2 in Australia però l’olandese non è stato il più veloce e anzi ha girato più piano sia di Ferrari che di McLaren, segno che forse ci sia qualcosa da aggiustare in casa Red Bull. Le difficoltà di Perez e Verstappen si sono viste anche dai numerosi lunghi alla penultima curva. Tutto questo non vuol dire che Verstappen non potrà vincere domenica, ma semplicemente che Ferrari è arrivata più preparata in pista, segno che le simulazioni sono state più accurate di quelle dei rivali. Gli ingegneri Red Bull avranno tutto il tempo per capire cosa cambiare e come tornare davanti a tutti nella giornata di venerdì e nella sessione di FP3 di sabato.

Concentriamo ora sul passo gara mostrato dai 5 top team: Red Bull, Ferrari, McLaren, Aston Martin e Mercedes. In casa Red Bull Perez ha effettuato il long run più lungo. Il messicano è partito con due giri poco sotto l’1:23 per poi girare tra l’1:23 e l’1:24. Dopo 10 giri il #11 ha fatto la sosta per montare gomme soft con le quali ha segnato un 1:22.064. Decisamente bene invece sia Ferrari che McLaren. Leclerc ha girato tra l’1:22 alto e l’1:23 basso, così come Norris. Piastri invece è partito fortissimo scendendo addirittura fino a un 1:22.319 per poi salire sopra l’1:23 a causa del traffico. L’australiano ha montato la soft nel finale come Perez girando in 1:21.421, ovvero sei decimi più veloce del pilota Red Bull. Tempi veramente ottimi per Piastri, ma non dimentichiamoci che anche nelle FP2 del Bahrain il #81 aveva girato molto forte verosimilmente simulando una diversa fase di gara. In ogni caso Ferrari e McLaren sembrano andare molto bene in attesa di capire quanto in alto tornerà Red Bull dopo aver risulto i problemi che hanno afflitto la RB20 nella giornata di venerdì. Poco dietro Ferrari e McLaren, almeno sul passo gara, pare esserci Aston Martin. Grandissime difficoltà invece per Mercedes: Russell nei suoi 5 giri ha segnato tempi intorno all’1:23 alto mentre Hamilton, che ha descritto le FP2 come una delle peggiori sessioni della sua vita, non ha segnato tempi di rilievo.

Passiamo ora alla nostra parte preferita della griglia, ovvero quelli che non andranno a punti (no, non è vero, in Australia non si sa mai). Descriviamo prima cosa hanno combinato i piloti per poi cercare di interpretare i tempi: le due Sauber di Bottas e Zhou sono partite e razzo nei primi giri per poi vedere i loro tempi salire come fossero Starship al terzo lancio di prova. Bottas ha infatti messo a segno parecchi giri sotto l’1:24 per poi salire sopra l’1:25 negli ultimi passaggi. Percorso inverso per le due Visa Cash App RB F1 Team di Ricciardo e Tsunoda, che sono partiti sopra l’1:25 per scendere sotto l’1:24 verso la fine del run. Non male le due Alpine, che partendo sotto l’1:24 riescono a mantenere i tempi sotto l’1:25 alla fine del run. Stesso andamento per Hulkenberg sulla Haas, che però è stato 1-2 decimi al giro più lento delle Alpine. Comunque la Haas è andata bene nella gestione gomma, come confermato dai tempi di Magnussen a fine stint. Inutile lo stint di Sargeant (che non correrà perché il suo telaio verrà usato per sostituire quello danneggiato da Albon) con gomme soft (usata solo da lui). Che conclusioni possiamo trarre da questi run? Molto probabilmente la gestione gomma sarà un fattore molto più importante rispetto a Jeddah. Racing Bulls sembra in forma, Sauber sembra veloce, ma per portare a casa un ottimo risultato dovrà gestire le gomme meglio di quanto fatto nelle prove libere. Alpine e Haas sembrano molto vicini mentre la Williams potrà contare solo su Albon che ha saltato le FP2 per aver distrutto la sua monoposto nel corso delle FP1.

Chiudiamo questa analisi delle prove libere del GP di Australia di F1 con uno sguardo alle simulazioni di qualifica dei top team. Sotto abbiamo sia la telemetria che la mappa del circuito per capire a quale curva stiamo facendo riferimento. Ferrari è stata velocissima nelle curve, in particolare possiamo notare la superiorità di Leclerc in curva 1 rispetto a tutti gli altri. Esattamente il contrario della Mercedes, che va malissimo nei cambi di direzione, specialmente nella veloce chicane formata dalle curve 9 e 10. Nei rettilinei Red Bull sembra quella che deve gestire meno la batteria nel corso del giro: Verstappen è sempre tra i più veloci alla fine dei rettilinei mentre le altre due monoposto più veloci in rettilineo, ovvero Aston Martin e Ferrari, si sono alternate in testa nei vari allunghi del circuito. McLaren infine sembra avere dei punti di forza molto marcati, possiamo notare come siano gli unici che non rallentano per affrontare curva 12, ma paga molto nelle curve di percorrenza come l’ultima. La monoposto di Woking è anche qualche km/h più lenta di Ferrari e Red Bull in rettilineo sia con DRS aperto che a DRS chiuso.

© FIA

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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