Lunedì è emersa la notizia che Ayumu Iwasa prenderà parte alla prima sessione di prove libere del Gran Premio del Giappone a Suzuka, al volante della Racing Bulls di Daniel Ricciardo. Sono emerse una serie di speculazioni collegate al pessimo avvio di stagione del pilota australiano, che potrebbe essere sostituito a stagione in corso. Tuttavia, per quanto certamente Ricciardo non abbia iniziato con il piede giusto, l’esordio in un weekend ufficiale di F1 del giapponese non rappresenta (per ora) un passaggio di consegne in casa Racing Bulls.

Dal 2022, infatti, la Federazione impone ai team di riservare almeno due FP1 a dei piloti esordienti, i cosiddetti rookie. In passato questa era una pratica più o meno frequente: a metà degli anni 2000, i team più piccoli potevano anche schierare una terza macchina, solo nelle libere, per far acquisire esperienza a qualche giovane pilota su cui magari si erano puntati gli occhi (o che magari sborsava fior di milioni per farsi un giretto nelle prove). Negli ultimi anni, con l’abolizione del muletto, questa cosa è stata resa possibile solo sostituendo momentaneamente uno dei piloti titolari, per dare spazio ai rookie, o magari ai terzi piloti o collaudatori, anche se esperti: ma accadeva di rado, solitamente se si sapeva già che quel pilota avrebbe corso in quello specifico team l’anno successivo, come fu il caso di Max Verstappen, che debuttò in F1 nel 2014 con la Toro Rosso nei weekend di Suzuka e Interlagos, in vista del salto di categoria per il 2015; e, ovviamente, lo facevano solo i piccoli team, solitamente con accordi con i costruttori più grandi, come ad esempio per il caso di Mick Schumacher, che girò nel 2020 con l’Alfa Romeo (motorizzata Ferrari).
Come detto, questa cosa è stata regolarizzata nel 2022: a tutti i team viene imposto di lasciare entrambe le macchine, almeno una volta, a dei rookie, ossia quei piloti che non abbiano disputato più di due GP in carriera. Nulla vieta di farlo più volte nel corso dell’anno o di schierare lo stesso pilota in diverse occasioni (Oliver Bearman, ad esempio, quest’anno girerà sei volte con la Haas e due con la Ferrari), viene semplicemente imposto un limite minimo. Per quei team che invece schierino però già come pilota titolare un rookie vengono contate le FP1 della prima gara stagionale, e pertanto devono riempire un solo slot: è stato il caso, lo scorso anno, della McLaren, della Williams e dell’Alpha Tauri, che schieravano gli esordienti Oscar Piastri, Logan Sargeant e Nyck De Vries, e che quindi hanno dovuto schierare solo un rookie con l’altra vettura.
Quindi, la VCARB sarà la prima squadra a riempire uno di questi slot riservati ai rookie, e lo farà già alla quarta gara di campionato, con Ayumu Iwasa, giapponese di 22 anni, che nelle ultime due stagioni è stato impegnato in Formula 2 con il team DAMS cogliendo un quinto e un quarto posto nella classifica del campionato. Sin dagli albori della sua carriera, Iwasa è stato supportato da Honda, e nel 2021 è entrato a far parte del programma junior Red Bull, con un percorso similare a quello di Yuki Tsunoda. Il nipponico aveva già esordito al volante di una F1, nei rookie test di Yas Marina, con la fu Alpha Tauri, ma a Suzuka farà il suo esordio in un weekend ufficiale. La notizia è stata annunciata dallo stesso Helmut Marko, e, vista l’abitudine del gruppo Red Bull di cambiare piloti in corso di stagione, a molti è sembrato un preludio ad un passaggio di consegne. Ipotesi avvalorata anche da alcune voci riportati dalla testata neozelandese Herald, secondo cui all’australiano sarebbe stato dato un ultimatum e che, nel caso non migliorasse le sue prestazioni nei prossimi due round di Suzuka e Shanghai, verrebbe sostituito già a Miami da Liam Lawson, che già lo scorso anno l’aveva rimpiazzato dopo l’infortunio alla mano. Per chi se lo stesse chiedendo, Lawson non viene scelto per le prove libere perché, avendo disputato già cinque GP in carriera, non è più tecnicamente un rookie; non che sarebbe vietato farlo guidare, ma comunque questo non sarebbe sufficiente ai fini della regola sopracitata.
Come detto quindi, Iwasa prenderà il posto di Ricciardo. E la scelta è perfettamente logica, per due motivi, uno commerciale e uno pratico. Partendo da quello commerciale, ovviamente si corre a Suzuka, e ovviamente Red Bull (la quale nel corso dell’anno dovrà anch’essa far scendere a turno dalla vettura Perez e Verstappen, a favore dello stesso Iwasa o di Isack Hadjar), così come VCARB, sono ancora legate a Honda: mettere un pilota giapponese nella gara di casa è certamente è un bel modo per far fare bella figura a Honda. E ovviamente, va da sé che non possa essere Tsunoda a cedere il volante a Suzuka.
Poi c’è la motivazione pratica: dare la vettura ad un rookie è comunque un rischio. Certo, anche i piloti esperti possono sbagliare (si veda Russell a Melbourne), ma decisamente la possibilità è più alta con ragazzi con pochissima o nessuna esperienza con una F1. E le occasioni non sono neanche così tante: perché sì, ci sono 24 gare, ma da queste vanno innanzitutto tolti i weekend Sprint, in cui sarebbe un suicidio togliere quel poco tempo a disposizione dei titolari. Poi ci sono piste in cui sarebbe meglio non far girare i rookie, perché sono difficili o hanno i muretti troppo ravvicinati, e quindi l’errore è poco perdonato: sarebbe difficile vedere i team far debuttare i piloti a Jeddah, a Melbourne, a Monaco o a Baku; e poi, alcune piste non sono neanche particolarmente conosciute dai giovani piloti, perché non fanno parte dei calendari delle principali serie propedeutiche. Suzuka è tra queste, perché non fa parte dei calendari di F2 e di F3, e la maggior parte dei piloti, cresciuta sportivamente in Europa tra le F4 italiana, spagnola, inglese o francese, e la Regional europea, non c’ha mai girato. Eppure, è proprio questo uno dei motivi per cui VCARB ha riservato la sessione a Iwasa: il giapponese è cresciuto ovviamente nelle categorie minori nazionali, prima del salto in Europa nel 2020, e inoltre adesso corre in SuperFormula, la categoria per monoposto giapponese con le vetture più veloci al mondo dopo la F1. Iwasa è quindi uno dei piloti “papabili” per disputare delle FP1 con più esperienza a Suzuka, ed è quindi una scelta conservativa quella della squadra di Faenza, la quale ha deciso di riempire uno dei due slot in una pista in cui ci sono meno rischi che il pilota faccia errori (nei limiti dell’essere un rookie, ovviamente).
Parlando dell’universo Red Bull, non si può essere sicuri al 100% che Ricciardo manterrà il posto fino a fine anno, è vero: ma certamente, al di là di quanto qualcuno ha insinuato, l’esordio di Iwasa nelle FP1 di Suzuka non rappresenta un indizio in tal senso, e va preso semplicemente come un’ottemperanza ad una regola che, chi scrive di questo sport, dovrebbe conoscere bene, e precisare a chiare lettere.
