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Il punto sui primi tre round della stagione 2024 di Formula 2

Approfittiamo della lunga pausa del campionato di Formula 2 per tirare le somme di quanto accaduto nei primi tre round stagionali

29 Marzo 2024
7 min read
Formula 2

La Formula 2 è iniziata, correndo i primi tre round stagionali a Sakhir, Jeddah e Melbourne. Dopo questi tre appuntamenti in quattro settimane, la serie cadetta si prende un periodo di pausa, per tornare poi direttamente a Imola, tra il 17 e il 19 maggio. Visto il lungo periodo di inattività che si prospetta davanti (inframmezzati da una sessione di test a Barcellona), è il caso di tirare le prime somme di questa prima parte di stagione che si è appena conclusa.

Formula 2
© Dutch Photo Agency / Red Bull Content Pool

La caduta degli dei: Martins e Bearman nei bassifondi della classifica

Erano i favoriti annunciati alla vigilia del campionato: eppure, sia Victor Martins che Oliver Bearman sono nei piani bassi della classifica, rispettivamente diciottesimo con sei punti e diciannovesimo con due. Bearman dalla sua può avere la scusante di aver saltato il round di Jeddah (in cui aveva conquistato la pole, che gli sarebbe valsa almeno altri due punti se avesse preso parte alla Feature Race), ma nelle altre due prove non è stato particolarmente brillante. A Sakhir il weekend è stato condizionato da una pesante debacle di Prema, che l’ha visto relegato a fondo gruppo sia in qualifica che in entrambe le gare, mentre a Melbourne è stato penalizzato da una qualifica sfortunata, quando, dopo aver sbagliato il run con il primo set di gomme morbide, nel secondo tentativo non è riuscito a mettere insieme un giro decente a causa di diverse neutralizzazioni. Un nono posto come miglior risultato nella Feature Race di Melbourne quindi, con il tragicomico risultato che adesso ha più punti in Formula 1 (6) di quanti ne abbia in Formula 2 (2). Ma, al di là di prestazioni della macchina, sfortuna e sostituzioni volanti in F1, ciò che è parso preoccupante è che Antonelli in diverse occasioni gli è stato davanti, quando ci si aspettava che almeno nella prima parte del campionato, su piste che l’italiano non conosceva, l’inglese avrebbe avuto la meglio. Urge un cambio di rotta, perché la F1 si dimentica presto dei risultati ottenuti, e se non dovesse migliorare la bella prestazione di Jeddah con la Ferrari non basterebbe.

Oliver Bearman
© Prema Racing

Parlando di Martins, è stato ancora più sfortunato: una rottura in Bahrain mentre era in zona punti, dei contatti a Jeddah, e poi anche lui una qualifica scialba a Melbourne. Avrebbe dovuto provare ad approfittare dell’assenza di Bearman, ma ha sprecato occasioni, e anche lui si ritrova dietro il suo compagno di squadra rookie, Zak O’Sullivan. A Imola saranno chiamati entrambi al riscatto: riusciranno nella stagione europea a recuperare il distacco dai primi?

Victor Martins
© ART Grand Prix

Maloney, leader a sorpresa?

Tolti i due favoriti, a prendersi la testa della classifica è stato Zane Maloney, grazie soprattutto ad un weekend quasi perfetto in Bahrain: il barbadiano ha infatti vinto entrambe le corse, ottenendo, anche grazie ad un giro veloce, 36 punti su 39 disponibili. A Jeddah è stato poi protagonista non brillante, ma è riuscito con caparbietà a recuperare in entrambe le gare fino alla zona punti, mentre a Melbourne, infine, ha avuto un weekend a due facce: fuori dai punti nella Sprint, nella Feature ha invece chiuso terzo, mantenendo la testa del campionato. Ora i punti di vantaggio sul più diretto inseguitore (Aron) sono 15, un margine non eccessivo, ma abbastanza per poter affrontare in gestione quantomeno il prossimo round di Imola, senza strafare.

Formula 2
© Stake F1 Team

Viene quindi da chiedersi se ci si poteva aspettare un Maloney così in forma, anche considerando che nel corso dell’inverno è stato scaricato da Red Bull per passare all’academy Sauber. Che potesse essere uno dei protagonisti del campionato era palese, ma certamente non si poteva prevedere un calo così drastico di Martins e di Bearman. I risultati finora di Maloney rappresentano una bella rivincita nei confronti di Red Bull, e mettono in guardia Theo Pourchaire: con le voci di una Stake che sembra essere non soddisfatta dei suoi piloti, ora il ruolo di favorito ad un sedile non sembra essere più così saldo per il francese.

Hauger, l’ennesima occasione sprecata?

Lo ammetto: dopo la Sprint Race di Melbourne, ero convinto che Dennis Hauger stesse facendo “il Drugovich”. Dopo aver dominato la F3 nel 2021, il norvegese in Formula 2 non era mai riuscito a confermarsi tra i favoriti, nonostante qualche sprazzo di competitività: dopo essere passato da Prema a MP Motorsport alla fine del 2022, al termine del 2023 era anche arrivata la rimozione dal programma giovani Red Bull. Il secondo posto conquistato però nel Gran Premio di Macao lo scorso novembre sembrava però averlo galvanizzato, e la stagione 2024 era iniziata molto bene: nessuna prestazione spettacolare nei primi due round, ma tanti buoni punti e tanta costanza, con una vittoria nella Sprint Race di Jeddah ereditata per la squalifica di Verschoor e un terzo posto nella Feature conquistato in volata. A Melbourne, poi, era arrivata una stratosferica pole in qualifica, e nella prima gara anche un secondo posto, anche questo ereditato per una penalità (di Hadjar). Tutto sembrava mettersi bene, e il sorpasso in classifica pareva scontato: se non che, il norvegese domenica mattina è incappato in un grave errore, andando a sbattere violentemente dopo il cambio gomme e ritirandosi. Uno zero pesantissimo, che ha visto così Maloney allungare in campionato e Aron scavalcarlo.

Formula 2
© Dutch Photo Agency

I punti di distacco sono relativamente pochi (21), è vero; e i weekend rimanenti sono ancora tanti (11), vero anche questo: ma un errore così grave in un momento in cui poteva prendersi la testa della classifica fa dubitare del fatto che Hauger possa essere un contendente serio per il titolo. Evidentemente, Red Bull c’avrà visto giusto a scaricarlo.

Gli altri: Hadjar, Maini e Fittipaldi outsider

Da dedicare poi un breve paragrafo a quei piloti che tutto sommato hanno stupito nella prima fase del campionato: Isack Hadjar era chiamato ad essere tra i protagonisti già lo scorso anno, dopo le buone prestazioni in F3, ma aveva deluso le aspettative; adesso invece si sta riscattando, soprattutto dopo la buona prestazione di Melbourne, dove ha vinto la Feature Race (anche in maniera fortunosa per il timing del pit stop) e avrebbe vinto anche la Sprint senza la penalità di 10 secondi inflitta per il contatto al via. Penalità sacrosanta, ma ciò non cancella il buon momento di forma del francese, che forse vede quanto succede in casa Red Bull / VCARB e spera di poter ottenere un posticino in F1 in extremis.

Isack Hadjar
© Dutch Photo Agency / Red Bull Content Pool

Bene anche Kush Maini, che già lo scorso anno aveva corso bene dopo un’esperienza non esaltante in F3. Passato all’Invicta, l’indiano macina punti, è veloce in qualifica e commette pochi errori. Forse non è un talento incredibile, ma anche qui si torna alla F1: lui fa parte dell’academy Alpine, che ha entrambi i piloti in scadenza alla fine del 2024, Doohan è fermo e Martins non sta impressionando. Hai visto mai…

Formula 2
Kush Maini on X

Infine, da evidenziare la buona prestazione di Enzo Fittipaldi a Jeddah: il brasiliano non ha un top team (la VAR), e non è forse un fenomeno, ma ogni tanto è in grado di regalare belle perle, come la vittoria in Arabia Saudita, conquistata con tanta grinta. Difficilmente sarà della partita per il campionato, ma nelle singole gare può essere un avversario tosto per tutti.

Enzo Fittipaldi Feature race f2 jeddah arabia saudita
© Getty Images

I rookie: bene Aron, Marti sorprende e scompare, Antonelli in crescita

Il migliore dei rookie è certamente Paul Aron: l’estone, cacciato da Mercedes (probabilmente per concentrarsi su Antonelli) sta cercando di dimostrare come a Brackley abbiano sbagliato. Tre podi finora con Hitech, e secondo posto nella classifica del campionato, ma soprattutto non ha commesso errori finora. Che Aron fosse veloce non lo scopriamo di certo ora, essendo reduce da un terzo posto nel 2022 in Regional e da un altro terzo in F3 lo scorso anno, ma che potesse essere così competitivo sin da subito forse non ce lo si aspettava: che l’estone possa essere la vera sorpresa della stagione 2024 di Formula 2?

Formula 2
© FIA Formula 2

Parlando degli altri, Pepe Marti ha avuto un esordio pazzesco a Sakhir, con due podi, ma non è riuscito poi a ripetersi a Jeddah e a Melbourne, conquistando la miseria di due punti in quattro gare. Lo spagnolo deve ancora adattarsi, evidentemente, ma la velocità c’è, e deve solo trovare la costanza. Bene anche Jak Crawford, magari non entusiasmante, ma certamente è stato costante, e ha gli stessi punti di Marti pur non essendo mai salito sul podio. Bene ma non benissimo Ritomo Miyata, Zak O’Sullivan e Gabriel Bortoleto, con il brasiliano che è stato il più veloce, ma in Bahrain si è privato da solo della vittoria per un contatto con Hadjar.

Formula 2
© Dutch Photo Agency / Red Bull Content Pool

Infine, tutto sommato buono l’esordio di Andrea Kimi Antonelli, anche se c’è ancora da migliorare. In tre piste in cui non aveva corso si è dimostrato in crescita, ricordando anche la portata del salto dalla Regional alla Formula 2. Resta la soddisfazione di essere stato il miglior rookie a Jeddah (nell’unica pista in cui neanche gli altri avevano corso), ma di contro pesa la delusione per il round di Melbourne, in cui forse, in entrambe le gare, ha perso la possibilità di salire sul podio per una sua guida non impeccabile.

Formula 2
© Prema Racing
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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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