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Martin è Campione del Mondo: “Sognavo di vincere per la mia gente, per la mia squadra”

Gioia incontenibile per Jorge Martin, che col terzo posto di oggi a Barcellona si è laureato Campione del Mondo MotoGP 2024. Il nuovo #1 ha dedicato la vittoria alla sua ‘gente’ e alla sua squadra, il team Pramac, ma anche ringraziato Ducati per non avergli messo bastoni tra le ruote. Jorge Martin ce l’ha fatta,…

17 Novembre 2024
3 min read

Gioia incontenibile per Jorge Martin, che col terzo posto di oggi a Barcellona si è laureato Campione del Mondo MotoGP 2024. Il nuovo #1 ha dedicato la vittoria alla sua ‘gente’ e alla sua squadra, il team Pramac, ma anche ringraziato Ducati per non avergli messo bastoni tra le ruote.

© Gold & Goose / Red Bull Content Pool

Jorge Martin ce l’ha fatta, lo spagnolo del team Pramac è diventato Campione del Mondo MotoGP 2024 diventando il primo a farlo con una squadra indipendente nella MotoGP-era. Il trionfo iridato è arrivato grazie alla terza posizione nella gara del Solidarity GP, alle spalle di Bagnaia e Martin, che gli ha permesso di chiudere la stagione con 508 punt: 10 più di Bagnaia, ormai ex Campione in carica . “Oggi sorrido, oggi posso sorridere” ha esordito Jorge hai microfoni di Sky Sport, al termine di una corsa tutto sommato tranquilla per lui. Come aveva anticipato ieri.

Martin ha quindi analizzando la propria corsa, concentrandosi sulla difficolta del gestire le emozioni: “Nella seconda metà di gara non volevo contare i giri, stavo concentrato sulla guida. Davanti anche se distante avevo Marquez con Pecco che erano un bel riferimento. Però a 8, 9, giri dalla fine non ce l’ho più fatta e ho iniziato a pensare a tutto. Ho ripensato a mio papà, quando andavamo ad allenarci dopo lavoro; a mia mamma che faceva i tortellini, quelli spagnoli non quelli giusti, quando andavamo con le minimoto. Ho pensato alla mia fidanzata. Lì è stato un momento difficile per gestire l’emozione ma mi sono ripreso subito grazie al lavoro mentale che ho fatto mi sono riacceso subito. Mi son detto che non avevo fatto ancora niente, che dovevo finire la gara. Così ho anche aumentato il vantaggio dietro e mi sono tranquillizzato.”

Una sorta di aiuto a Martin è arrivato anche dal ‘fratello’ Espargaro, che gli ha fatto a scudiero nelle prime fasi di gara. Un aiuto che Jorge ha apprezzato, ammettendo di aver anche pianificato una sorta di omaggio all’amico-maestro che però non si è potuto concretizzare: “Volevo far passare Aleix a fine gara, per fargli fare il podio nella sua ultima gara, ma quando ho visto che Alex Marquez lo ha passato ho pensato solo a finire.”

Per Martin e il team Pramac la giornata di oggi è storica e a loro va il pensiero di Jorge: “Adesso vediamo cosa ci dirà il futuro, oggi ho realizzato il sogno della mi avita e ringrazio non solo la mia squadra, a cui dedico la vittoria.” E Il nuovo #1 ha voluto parlare anche di Ducati, che non gli ha mai negato il pieno supporto Factory in questi due anni. Anche dopo il Mugello, quando hanno cambiato idea all’ultimo minuto preferendogli Marquez. “Ringrazio tanto anche Ducati” dice Jorge. “Sono stati incredibili a lasciarmi lottare con un incredibile Pecco. Tanto di cappello, perché nessuno credeva che lo avrebbero fatto. Ringrazio Ducati per lasciarmi la moto con cui poter vincere un mondiale.

Vittoria iridata arrivata anche grazie ad nuovo atteggiamento. Il Martin di quest’anno è decisamente diverso da quello ‘tutto-o-niente’ del 2023. “Si può cambiare” dice Jorge a riguardo. “Il mio messaggio è che bisogna vivere il presente e imparare dal passato. Non rimanere lì a pensare troppo a quello fatto o non fatto. Dal passato bisogna imparare a non ripetere gli stessi errori e andare avanti verso il futuro. Questo è quello che ho fatto e mi ha aiutato molto a cmabiare in meglio.”

Martin ha quindi raccontato cos’altro lo ha aiutato a rimanre concentrato sul risultato finale fino ad oggi: Quest’anno avevo più il sogno di vincere che la paura di perdere il titolo. L’anno scorso non sono morto quando ho perso, la vita va avanti quindi quest’anno sognavo di vincere per la mia gente, per la mia squadra. Questo è stato lo stimolo che mi ha permesso di essere sempre molto concentrato dando sempre il massimo. Sono felice anche per l’affetto che sto ricevendo da tutti. Non è stata un agiornata faciele, ho avuto una carriera difficile e con molti infortuni, ma questa vittoria è per la gente.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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