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IndyCar, sbanca a sorpresa Hinchcliffe mentre Bourdais aumenta la leadership

È stata una gara molto tranquilla per gli standard americani. Ma come al solito ha riservato sorprese e colpi di scena. E il vincitore predestinato, che nessuno avrebbe mai immaginato scendere dal gradino più alto del podio, è stato scaraventato giù. Manco a dirlo, da una pace car. Scott Dixon avrebbe vinto se non fosse…

10 Aprile 2017
5 min read

IndyCar, sbanca a sorpresa Hinchcliffe mentre Bourdais aumenta la leadership

È stata una gara molto tranquilla per gli standard americani. Ma come al solito ha riservato sorprese e colpi di scena. E il vincitore predestinato, che nessuno avrebbe mai immaginato scendere dal gradino più alto del podio, è stato scaraventato giù. Manco a dirlo, da una pace car.

Scott Dixon avrebbe vinto se non fosse rimasto intrappolato negli ultimi giri da una pace car che gli ha distrutto la strategia. La corsa è andata così a James Hinchcliffe, complice un problema all’affidabilità dell’Andretti Autosport di Ryan-Hunter Reay.

Il GP di Long Beach ha visto anche un meraviglioso secondo posto di Sebastien Bourdais, scattato dodicesimo in griglia e che con la piazza d’onore consolida il suo primato in graduatoria provvisoria. Altra grande rimonta quella di Simon Pageaud, partito ventunesimo e arrivato quinto. Ma andiamo alla cronaca minuto per minuto.

La partenza del GP di Long Beach

Il poleman Castroneves viene risucchiato alla partenza mentre assume il comando Scott Dixon, seguito da James Hinchcliffe e Ryan Hunter-Reay. Intanto Charlie Kimball chiude troppo bruscamente su Will Power e spedisce entrambi a muro: l’australiano potrà riprendere la corsa, mentre l’americano di Ganassi sarà costretto al ritiro. Entra subito in pista la pace car.

La bandiera verde viene esposta al giro 5, la ripartenza è tranquilla. Guida ancora Dixon e dietro di lui spicca Rahal in quarta piazza, autore di un ottimo start. Al giro 6 s’infiamma il duello tra Hinchcliffe e Dixon, che però resiste. Subito dopo è Hunter-Reay a papparsi Hinchcliffe e inquadrare Dixon nel suo mirino. Al giro 8, Pagenaud, partito 21°, è già 13°.

Marco Andretti inaugura la girandola dei pit-stop al giro 11. Poi rientrano anche Tony Kanaan e Scott Dixon: tutti i piloti vanno sulle options, le più morbide. Pagenaud fa la sosta alla tornata numero 13: latitano ancora i piloti di testa al richiamo delle pistole pneumatiche. Il primo colpo di scena scoppia al giro 14: Marco Andretti va lungo e perde potenza. Subito dopo rientrano ai box sia Castroneves sia Munoz, che quando escono in pista si ritrovano vicino a Pagenaud.

E mentre Andretti si parcheggia a bordo pista, Dixon è il primo a rientrare del gruppetto di testa, assieme a Josef Newgarden, nel corso del giro 17. Il pilota del Chip Ganassi rientra in 7^ posizione e non viene seguito da Hunter-Reay, che invece rimane in pista. La gara prosegue tranquilla finché dal giro 27 Hinchcliffe e Rossi non si riappiccicano agli scarichi di Hunter-Reay. Ma la lotta deve ancora cominciare. Nel 28° giro rientrano Hinchcliffe e Rossi. Hunter-Reay rientra al giro 29 e cede la leadership a Sebastien Bourdais. Ma – soprattutto – rientra dopo Scott Dixon.

Scott Dixon a Long Beach

Alla tornata 31 rientra Bourdais e Dixon ritorna primo. Il neozelandese mantiene un vantaggio di circa 6-7 secondi su Hunter-Reay, che deve vedersela col ritorno di James Hinchcliffe finché il canadese lascia la presa qualche giro dopo. Proseguono alla spicciolata i rifornimenti dei piloti fino al giro 38. A metà gara Scott Dixon ha un vantaggio di 9.4 secondi su Ryan Hunter-Reay.

Si era appena conclusa la prima finestra di pit-stop che Scott Dixon ne inaugura un’altra al termine del giro 41. Gomme morbide per lui, che cede la leadership ad Hunter-Reay e rientra in pista 5° davanti a Rahal, riuscendo a mantenere la posizione nonostante le gomme fredde grazie a un colpo di genio nella gestione del gas (il neozelandese ha rallentato dove l’americano non poteva sorpassarlo, facendogli perdere il ritmo e terreno).  

Ma non c’è niente di nuovo sotto gli ulivi. La gara continua al limite della noia fino al giro 57, quando sia Hunter-Reay sia Rossi entrano ai box e cedono la leadership a Hinchcliffe. Il terzetto di testa si ricompone subito dopo, quando James Hinchcliffe rientra anch’egli ai box per montare gomme morbide. In testa rimane Sebastien Bourdais, mentre si riaprono le danze ai box. E il canadese è riuscito a sopravanzare Hunter-Reay! Adesso è lui a guidare il triello. Ma quando Bourdais torna ai box nel giro 59 (assieme a Pagenaud), a svettare davanti a tutti rimane Scott Dixon. Ancora. E infine Rossi sorpassa RHR e si impossessa del podio virtuale.

Bourdais a Long Beach

Dopo una piccola schermaglia con il leader Dixon, Newgarden rientra ai box al giro 62. E squillino le trombe: Scott Dixon rientra ai box per la sua ultima sosta alla 63^ tornata! Contemporaneamente Alexander Rossi rallenta in pieno rettilineo, preda di problemi tecnici che inducono la direzione di gara a mandare in pista la caution. In testa c’è James Hinchcliffe, seguito da Hunter-Reay, mentre Dixon è appena rientrato in 5^ posizione. L’azzardo di Hinchcliffe e Hunter-Reay ha pagato: la bandiera gialla ha permesso loro di salvare il carburante necessario a risparmiarsi uno spalsh and go. Va meglio a Hinchcliffe, che ha risparmiato pure sulle gomme morbide (RHR è sulle dure).

Viene data bandiera verde al giro 70: la ripartenza vede il gruppetto non effervescente. Guida Hinchcliffe, seguono Hunter-Reay, Bourdais, Newgarden, Dixon. I doppiati rendono difficile la rimonta di Bourdais e quindi Hinchcliffe si invola verso la vittoria. Al 77° giro uno spettacolare duello tra Aleshin e Kanaan costringe il brasiliano a rallentare: il russo gli ha bucato una gomma.

Ma Hinchcliffe ha fatto i conti senza l’oste: Hunter-Reay si scaglia contro di lui e accelera nel tentativo di riacchiapparlo. Peccato che al giro 80 l’americano debba fermarsi in pista per un’improvvisa perdita di potenza, a un soffio dall’obiettivo. Ritorna la bandiera gialla e le carte si scombinano: i doppiati sono costretti a levarsi di mezzo, rallentando in pit-lane, e Hinchcliffe vede Bourdais occupare tutti gli specchietti. All’83° giro si riaprono le danze, col canadese capace di scavare un fazzoletto di margine per star tranquillo: e Newgarden gli dà fiato attaccando Bourdais. Braccato, il francese fa le spalle larghe e riesce, a fatica, a conquistare la seconda piazza.

Hinchcliffe primo per la quinta volta, Sebastien Bourdais secondo a Long Beach e ancora primo in graduatoria, seguito da Josef Newgarden, dal vincitore morale della tappa Scott Dixon e dallo scalatore di giornata Scott Dixon.

Classifica di gara del GP di Long Beach

 

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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