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Ferrari scrive la storia del WEC con una tripletta nella 1812 KM del Qatar! Vince la #50 davanti alla #83, mentre è 3ᵃ la #51

La #50 di Fuoco/Molina/Nielsen ha vinto in Qatar davanti alla privata AF Corse #83 con Kubica/Hanson/Ye e alla gemella #51

1 Marzo 2025
6 min read
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Aggiornate gli almanacchi: nella 1812 KM del Qatar, valida come primo round del WEC 2025, Ferrari AF Corse ha compiuto qualcosa di straordinario portando al traguardo 3 vetture nelle prime 3 posizioni. A vincere la gara è stata la #50 di Fuoco/Molina/Nielsen, che ha chiuso davanti alla privata AF Corse #83 con Kubica/Hanson/Ye e alla gemella #51 di Pier Guidi/Giovinazzi/Calado dopo una sfida lunga 10 ore. Corvette #33 si porta invece a casa la vittoria in Classe LMGT3 battendo una splendida McLaren #59 e BMW #31.

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© Ferrari Hypercar

Dopo un Mondiale 2024 dolceamaro, la prima grande soddisfazione per Ferrari arriva al tentativo numero 1; pole-position della #51 con Antonio Giovinazzi, giro veloce assoluto in gara con Pier Guidi e vittoria della #50 con Fuoco/Molina/Nielsen alla guida a capitanare una storica tripletta davanti alla #83 e proprio alla #51. Meglio di così non poteva andare, e fa sorridere pensare che, quella in Qatar, per Ferrari AF Corse si tratti della prima vittoria WEC in un evento che non contiene “Le Mans” nella denominazione ufficiale; un risultato che non costituisce un unicum, dato che nel 2024 proprio a Lusail a chiudere nelle prime 3 posizioni furono 3 Porsche 963 (Penkse #6, Jota #12, Penkse #5), ma in ogni caso una prestazione maiuscola e di spessore che prova a scacciare ed esorcizzare i fantasmi visti nella passata stagione, per certi versi stregata. Sebbene fosse arrivata la seconda vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans (con la #50) e la conquista di Austin (per mano della privata #83 di Kubica/Shwartzman/Ye), le restanti prove non avevano restituito al marchio del Cavallino Rampante i risultati che avrebbe meritato. Un discorso valido soprattutto per la #51, colpita da noie tecniche mentre era in testa a Austin, penalizzata da errori strategici a Imola, privata della vittoria nella 7 ore e 30 di Spa e rallentata da un rapido disassemblaggio non programmato proprio in Qatar dove, per la verità, nemmeno quest’anno è riuscita ad ottenere una gara pulita e regolare.

A complicare le cose anche nell’edizione 2025 ci hanno pensato Giovinazzi prima e Pier Guidi poi, con l’accumulo di Drive Through e secondi aggiunti ai pit-stop a causa di violazioni concernenti la procedura di Virtual Safety Car, la velocità in corsia box e alcuni contatti di gara; ciononostante, seppur rientrati nella sequenza delle soste in 9a posizione assoluta, i tre vincitori della 24 Ore di Le Mans del Centenario non si sono dati per vinti e, con ottima strategia e una cattiveria percepibile anche attraverso la TV si sono rimessi in corsa anche per la vittoria del primo round del WEC 2025, recuperando terreno e raggiungendo le Ferrari 499P gemelle che guidavano la 1812 KM del Qatar.

Dal canto loro, Fuoco/Molina/Nielsen e Kubica/Hanson/Ye hanno dato vita ad una consistente gara in primis, e a lotte – in pista e di nervi – in secondo luogo. Epiche le due ore finali, con Antonio Fuoco sulla #50 in seconda posizione all’inseguimento di Robert Kubica, primo sulla #83: ad avere la meglio è stato infine il pilota calabrese, che ha sfruttato al meglio un’ultima sosta più breve grazie ad una strategia che aveva consentito di risparmiare più energia rispetto alla privata di AF Corse, saltata così ai box.

In 4a posizione finale si è piazzata un‘ottima BMW, che con la M Hybrid V8 #15 (Marciello/Vanthoor/Magnussen) è stata protagonista di una partenza a rilento, di un buon recupero di Magnussen e conseguente problema elettronico che ha fregato il danese in ripartenza dopo una FCY – lasciandolo piantato – e lo ha costretto a percorrere un giro intero litigando con i comandi della sua LMDh bavarese, mentre in 5a e 6a si sono piazzate le intramontabili Toyota GR010, con la #8 davanti alla #7. Per i giapponesi Campioni in carica Costruttori, la 1812KM del Qatar 2025 si è rivelata meglio del previsto soprattutto con il passare delle ore e lo scendere delle temperature, con la maggiore differenza fatta proprio al crepuscolo, quando la variazione di temperatura è stata più evidente. Nonostante la pista non si adattasse al meglio alla loro LMH, i due equipaggi hanno ottenuto risultati di gran lunga migliori rispetto a quelli del 2024, con una gara – eccetto alcune sbavature, come quella di Conway a inizio gara – molto più consistente e un ritmo costante anche in assenza di grip.

Dopo la seconda BMW del lotto (ossia la #20, che ha chiuso 7a) si è piazzata la Cadillac #12, l’unica superstite di un clamoroso Harakiri andato in scena nelle prime ore di gara. Apriamo dunque il triste capitolo Hertz Team Jota che, dopo aver avuto in mano due LMDh rapidissime e ben bilanciate per tutto il Prologo e weekend di gara, si è trovata dapprima a dover gestire la furiosa rimonta di Earl Bamber dopo aver visto la sua #38 finire in ghiaia in curva 1 a seguito di un contatto, e successivamente a disperarsi a causa dell’assurdo tamponamento subìto per mano di Alex Lynn, alla guida…della gemella, la #12.

Una fregatura che più fregatura di così non si può. Jenson Button, subentrato a Bamber, si era infatti ritrovato 1° grazie alla combinazione di strategia e fortuna, e si apprestava a effettuare una ripartenza dopo un periodo di Safety Car. Non si sarebbe mai aspettato, però, che in fase di “elastico” prima della bandiera verde – quando ancora si era lontani dalla zona di piena accelerazione – il suo compagno di team Alex Lynn lo fiocinasse alle spalle con un tamponamento tanto imbarazzante quanto disastroso per il team inglese, alla prima con le Cadillac V-Series.R. Risultato? Button/Bamber/Bourdais costretti al ritiro dopo aver tentato di tornare in pista con auto però danneggiata, e #12 di Lynn/Stevens/Nato in 8a posizione finale.

Solo dopo la Peugeot 9X8 #93 troviamo la prima Porsche del lotto, in una 1812 KM del Qatar disastrosa rispetto i fasti dello scorso anno. BoP e un setup difficile da trovare hanno rallentato le 963 del Team Penske, con i Campioni Piloti in carica in 11a posizione e fuori dai punti, presi invece dalla gemella #5 in 10a piazza. Fuori dai punti anche la privata di Proton, deludente, e le due Alpine A424 autrici di una gara a gambero in pieno stile Cadillac 2023-2024. Per quanto riguarda la debuttante Aston Martin Valkyrie, da segnalare un ritmo decente e circa 15 ore complessive di dati raccolti grazie alla #007 e #009 (la più longeva). Ah, consigliamo di fissare meglio le portiere; non si sa mai.

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© Ferrari Hypercar

In Classe LMGT3 gara come sempre dinamica e ricca di azione, chiusa con 3 diversi marchi sul podio. Se in Hypercar abbiamo avuto 3 Ferrari identiche a completare il primo podio WEC 2025, a vincere tra le GT è stata la Corvette #33 di Keating/Edgar/Juncadella, abile nel finale a rifarsi sotto la McLaren #59 di Saucy/Cottingham/Baud (2a finale) che ha chiuso la 1812 KM del Qatar 2025 davanti alla BMW The Bend Team WRT #31 di Shain/Boguslavskiy/Farfus. Bene Lexus, 4a davanti alla prima Ferrari 296 LMG3 di Vista AF Corse, ossia la #21 di Heriau/Mann/Rovera.

L’appuntamento con il WEC è ora per il weekend del 18-20 aprile 2025, quando si correrà su suolo italiano la 6 Ore di Imola 2025!

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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