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Barbieri, Ferrari: “Gomme medie calde in un giro e mezzo, le soft in poche curve”

Intervista a Mauro Barbieri, Ferrari Endurance Performance & Regulations Manager, su finestra gomme soft, sviluppi e i favoriti per Le Mans

19 Aprile 2025
5 min read
ferrari gomme soft

Ieri a Imola, durante la sessione media WEC con il management Ferrari, abbiamo partecipato a una intervista di gruppo a Mauro Barbieri, Ferrari Endurance Race Cars Performance & Regulations Manager. In precedenza avevamo sentito anche Pier Guidi, molto carico per il weekend di Imola.

ferrari gomme soft
© Julien Delfosse / DPPI

“Andiamo verso Le Mans, vi sentite in forma per provare la tripletta?”

“Sì, un 1-2-3 sarebbe un sogno, un’altra pagina nella storia. Stiamo lavorando duro, come gli scorsi due anni, per essere nella migliore forma possibile, poi sappiamo com’è la gara, un sacco di variabili, l’affidabilità è fondamentale, quindi vedremo come andrà. Sicuramente abbiamo alte speranze e aspettative, ogni volta che corriamo il nostro obbiettivo è la vittoria.”

“La macchina sembra funzionare molto bene, come avete fatto?”

“È una combinazione di fattori, alcune scelte di set-up, le direzioni dello sviluppo, non direi che è solo a Le Mans, che poi lì per esempio abbiamo avuto tante situazioni meteo differenti. Il primo anno quasi solo asciutto, condizione in cui la macchina performa alla grande nelle peculiarità della pista di Le Mans, poi l’anno scorso con la pioggia era una pista sostanzialmente diversa, con poche aree con tanto grip, e necessità di guidare di più la macchina. Direi che le due vittorie hanno dimostrato che la nostra macchina non è specificatamente ottimizzata solo per Le Mans, ma sembra un ottimo pacchetto, credo che anche la posizione finale nei due scorsi campionati un po’ lo dimostri, non abbiamo ottenuto gli stessi risultati di Le Mans ma eravamo competitivi, e ci siamo giocati grandi risultati in tutti i circuiti”

“Quindi è tutto legato all’esecuzione. Se il BoP è corretto tutti possono vincere?”

“Assolutamente sì. Credo che l’anno scorso, qui a Imola, sia una prova. Perché nonostante la possibilità di avere una grande performance non abbiamo fatto un bel lavoro come team, a livello di operazioni, e non abbiamo ottenuto il risultato che avremmo potuto ottenere. Riguardando all’anno scorso, penso sia il perfetto esempio di quando avere la migliore performance sul giro non l’unico valore che ti porta alla vittoria.”

“La fine del 2024 non è stata molto buona per voi, non avete portato aggiornamenti nell’inverno, e ora le vostre performance sono molto solide. Come avete fatto?”

“Durante l’inverno ci siamo riuniti, abbiamo cercato di migliorare ogni area, non solo della macchina ma anche del team, operations, software, e sulla macchina, anche se tutto è omologato, puoi provare vari concept di setup, filosofie diverse, ed è quello che abbiamo provato a fare, ottimizzare ogni singola area della macchina, lavorando sul setup. E anche aver inserito il Joker, a metà della scorsa stagione, ci ha fatto perdere alcune gare per capirlo bene, per ottimizzare l’auto con i nuovi componenti. Anche perché, e non va dimenticato, con questo regolamento i test sono un bel po’ limitati, abbiamo avuto bisogno di un po’ di tempo per massimizzare il pacchetto. E poi nella seconda metà di stagione abbiamo avuto San Paolo, che è una nuova gara, e lì magari qualche team che ci ha corso in passato aveva più esperienza, e più dati dai quali partire. Il Fuji poi è sempre un po’ complicato, per Ferrari lo è sempre stato, anche nel GT. Quindi probabilmente la seconda metà di stagione non ci ha dato le migliori piste per esprimere il nostro pieno potenziale. Comunque per ora abbiamo fatto una sola gara in questa stagione, quello che abbiamo visto in Qatar non sarà la full picture della stagione.”

© Julien Delfosse / DPPI

“Sarete i favoriti a Le Mans?”

“Dipende da tante cose. Penso che normalmente quando arrivi da vincitore, o nel nostro caso da due volte vincitore di fila, è normale essere considerati tra i favoriti”

“Tra i favoriti…non i favoriti?”

“Esattamente, tra i favoriti. Perché sappiamo che abbiamo a che fare con competitors estremamente forti, il livello del campionato sta crescendo sempre anno dopo anni, questo è estremamente esaltante, non solo per i fan ma anche per noi. La competizione sta diventando sempre più dura, e normalmente quando competi ti diverti quando i giochi si fanno più difficili. Avendo vinto due volte di fila siamo considerati tra i favoriti, ma non possiamo ignorare gli avversari. Toyota ha un grande palmares, ne ha vinte diverse negli ultimi anni, Porsche anche è sempre forte a Le Mans, e ha introdotto Evo Jokers quest’anno, quindi credo che sarà come sempre una grande sfida, fra questi tre marchi ma ce ne saranno anche altri, sicuramente.”

“In confronto all’anno scorso avete mescole diverse, ci sono le soft e non le hard. Scelta giusta per Imola?”

“Sì, sì. Credo che per le peculiarità della pista la gomma hard era troppo dura, avere soft e medie significa avere una migliore selezione, e con queste condizioni variabili la soft sarà sicuramente una opzione nel caso di tracciato umido o piccole showers durante la gara. Avere soft e medium qui dà maggiori possibilità in termini di scelta gomme, perché l’anno scorso la hard era completamente fuori dai giochi, e questa in un certo senso può essere un’altra complicazione, da un lato, ma dall’altro può dare una opportunità per ottimizzare la performance.”

“In caso di condizioni miste, con qualche pioggerellina, magari si può usare la soft?”

“Senza i tyre warmers la soft ci mette molto meno a scaldarsi ed entrare in finestra, il che la rende sicuramente una scelta in caso di drizzle, condizioni variabili. Coi dati delle prove vedremo se la soft è una gomma utilizzabile anche in condizioni di asciutto. Al momento non lo sembra, perché la temperatura attesa potrebbe essere troppo alta, confrontata al working range della gomma soft. Faremo delle prove per verificare questo.”

“Quanto tempo ci mette a scaldarsi la soft e quanto la media?”

“Da confermare durante le prove libere ma al momento, anche coi dati dal fornitore, ci aspettiamo che la media ci metta circa un giro e mezzo per entrare in finestra, mentre la soft ci impiega qualche curva. Quindi la differenza in termini di warm-up gomme può essere un grande fattore.”

© Fabrizio Boldoni / DPPI
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Tommaso Costa

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