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Alex Palou è inarrestabile e vince per la prima volta la Indy 500, unico mattone mancante nella costruzione di una carriera strepitosa

Alex Palou si iscrive nei libri di storia vincendo la Indy 500 2025 davanti a Ericsson e Malukas e ottenendo la prima vittoria su un ovale

26 Maggio 2025
5 min read
palou indy 500

Se chiedeste a qualsiasi pilota dove vorrebbe ottenere la sua prima vittoria su un ovale non sorprendetevi se vi rispondesse “Indianapolis”. Su una delle corse più antiche e prestigiose al mondo ha messo la firma Alex Palou, al primo successo nella Indy 500 (e in generale su un circuito ovale) giocata di costanza e strategia; il 3 volte Campione IndyCar Series ha battuto in volta un ottimo Marcus Ericsson e un solido David Malukas, che nulla hanno potuto contro il dominatore delle ultime stagioni (e delle prime gare del 2025).

palou indy 500
© NTT IndyCar Series

Ad Alex Palou mancava un unico mattone per la costruzione di una carriera strepitosa. Un unico tassello mancava al puzzle creato a sua immagine e somiglianza per poter vedere nitida l’immagine di “un vero pilota IndyCar”; il tassello è stato disegnato ed inserito oggi, completando la figura di un pilota che ha riscritto e sta riscrivendo le regole della serie americana assieme a Chip Ganassi Racing. Cinque tentativi conclusi con un nulla di fatto, compreso quello del 2021 quando, alla vittoria, era arrivato ad un soffio; Hélio Castroneves lo aveva infatti beffato in volata imponendo alla sorte di non eleggere il primo vincitore spagnolo ma di consacrare una leggenda brasiliana della 500 Miglia con il 4° successo personale.

Il sesto tentativo è stato quello buono. Una vittoria diversa rispetto a quelle cui il catalano ci ha abituati in questo periodo di permanenza (e dominio) in IndyCar Series ma, d’altronde, non poteva essere altrimenti: la 500 Miglia di Indianapolis segue una logica a sé stante, delle dinamiche peculiari e, a volte, non fa proprio il paio con la razionalità. L’edizione 2025 non è stata differente in tal senso, essendosi giocata su fini elementi strategici ed episodi in grado di svoltare l’esito della corsa e il prestigio della carriera di coloro che ne hanno preso parte; Palou non ha vinto da dominatore, non ha trionfato con distacchi abissali, non ha bruciato gli avversari sin dalla partenza, non è stato imprendibile. Tutt’altro. Marcus Ericsson (Andretti Global #28), 2° al traguardo, era distante solo 7 decimi di secondo. E se non fosse stato per la Caution chiamata per il botto di Siegel, chissà; sarebbero potuti essere molto meno. David Malukas (AJ Foyt #4), ottimo 3° sotto la bandiera a a scacchi, solo a 1″2. Situazione inedita per il 28enne spagnolo, capace di ammazzare gare e campionati a partire dal 2023.

Spiegare cosa significhi prendere parte al Month of May non è cosa semplice, ma non è di certo un caso che la 500 Miglia di Indianapolis faccia parte del più prestigioso trofeo inesistente, ossia la Tripla Corona; dopo Graham Hill in tanti ci hanno provato, in molti ci sono andati vicini (Villeneuve, Montoya, Alonso) ma mai nessuno l’ha completata anche a causa della brutale, improvvisa e perentoria selezione naturale che le 2,5 miglia del catino dell’Indiana impone. Non si può scendere a patti: o ti qualifichi, o non ti qualifichi. O vinci, o sei uno dei 33. Chiedere a Scott McLaughlin, ormai esperto alfiere alla corte di Penkse battezzato fuori dai giochi, disarmato, ancor prima che la gara cominciasse. O all’altro Scott, ossia Dixon, che nonostante i titoli messi nel frattempo in vetrina ormai dal lontano 2008 non vede più la prima posizione. O a Josef Newgarden, esempio perfetto per descrivere quanto alla Indy 500 non interessi nulla di quanto tu stia spingendo, di quanto tu sia veloce, di quanto tu stia recuperando dopo essere partito in fondo al gruppo, prima di decidere che tu la corsa (che hai vinto negli ultimi due anni) non la debba finire.

E spiegare cosa sia necessario fare per emergere vincitori alla fine del mese di maggio è cosa altrettanto difficile, data l’estrema complessità e imprevedibilità che solo la Brickyard sa offrire. Di certo non si può dire che basti partire davanti, fare un buon assetto e compiere i giusti passaggi strategici; sarebbe riduttivo. Di certo non si può dire che si debba spingere sempre al limite; sarebbe tecnicamente scorretto. Si può però dire che si debba interpretare correttamente ogni singolo secondo, ogni singolo minuto, ogni singolo metro, ogni singolo avvenimento della gara, a prescindere dalla posizione ricoperta; essere pronti, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, mantenere il focus, massimizzare le proprie potenzialità.

E come gli altri vincitori della Indy 500 prima di loro, Alex Palou e il team Chip Ganassi Racing hanno interpretato alla grande le quasi 3 ore di gara, gestendo alla perfezione qualsiasi avvenimento e facendosi trovare pronti all’attacco decisivo nel momento giusto. L’unico momento giusto.

Per Palou la vittoria della Indy 500 2025 è arrivata dunque in una modalità molto diversa rispetto a quelle cui ci ha abituati nella sua carriera oltreoceano, e per questo assume ancora più valore. Il tanto inseguito primo successo su un ovale è arrivato dopo essere partito 6°, ossia in seconda fila, ed essere stato per la maggior parte dei 200 giri lontano dalla tanto amata 1a posizione, occupata per 51 giri dal leggendario Takuma Sato e per 48 da Capitan America Ryan Hunter-Reay.

A dirla tutta, la 500 Miglia di Indianapolis 2025 è stata condotta per più giri anche da molti altri piloti oltre allo spagnolo: basti pensare che lui, in testa, di passaggi ne ha compiuti “solamente” 14, mentre Marcus Ericsson (2° al traguardo) è stato in testa per 17 delle 200 tornate. Va considerato anche che, oltre ai già menzionati, anche Devlin DeFrancesco (Team Rahal Letterman Lanigan) ha compiuto in 1a posizione ben 17 passaggi, così come 14 ne ha fatti Alexander Rossi (poi ritiratosi tra le fiamme divampate in corsia box), 13 giri Conor Daly, 8 giri Rasmussen nonché Robert Shwartzman, rookie con Prema e poleman per questa 109a edizione della leggendaria corsa sul quadriovale dell’Indiana (e sfortunato protagonista di un incidente nella piazzola di sosta che ne ha causato il ritiro). Questi dati per fornire una dimensione più oggettiva di ciò di cui parlavo qualche riga più su: essere pronti, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, mantenere il focus, massimizzare le proprie potenzialità.

In 33 ci hanno provato, ma l’unico ad aver compiuto in testa l’unico giro su 200 che vale una carriera è stato uno solo: Alex Palou. Per una volta non mattatore assoluto, non schiacciasassi, non cacciabombardiere, non missile imprendibile.

Semplicemente il migliore di 33 piloti che girano in tondo per 200 volte ad una media di 271km/h.

Di seguito i risultati completi della 500 Miglia di Indianapolis 2025:

1. Alex Palou (Chip Ganassi) – 200 giri

2. Marcus Ericsson (Andretti Global) – +0.682

3. David Malukas (A.J. Foyt) – +1.142

4. Pato O’Ward (Arrow McLaren) – +2.132

5. Felix Rosenqvist (Meyer Shank) – +2.946

6. Kyle Kirkwood (Andretti Global) – +3.982

7. Santino Ferrucci (A.J. Foyt) – +4.990

8. Christian Rasmussen (Ed Carpenter) – +6.027

9. Christian Lundgaard (Arrow McLaren) – +9.259

10. Conor Daly (Juncos Hollinger) – +13.312

11. Takuma Sato (Rahal Letterman Lanigan) – +16.915

12. Callum Ilott (Prema) – +21.391

13. Helio Castroneves (Meyer Shank) – +59.611

14. Devlin DeFrancesco (Rahal Letterman Lanigan) – +1:02.103

15. Louis Foster (Rahal Letterman Lanigan) – +1:03.000

16. Nolan Siegel (Rahal Letterman Lanigan) – +1 giro

17. Colton Herta (Andretti Global w/Curb-Agajanian) – +1 giro

18. Ed Carpenter (Ed Carpenter) – +1 giro

19. Graham Rahal (Rahal Letterman Lanigan) – +1 giro

20. Marcus Armstrong (Andretti Global w/Curb-Agajanian) – +2 giri

21. Jack Harvey (DRR – Cusick) – +2 giri

22. Scott Dixon (Chip Ganassi) – +3 giri

23. Nolan Siegel (Arrow McLaren) – Ritiro

24. Ryan Hunter-Reay (DRR – Cusick) – Ritiro

25. Josef Newgarden (Penske) – Ritiro

26. Sting Ray Robb (Juncos Hollinger) – Ritiro

27. Kyffin Simpson (Chip Ganassi) – Ritiro

28. Kyle Larson (Arrow McLaren) – Ritiro

29. Robert Shwartzman (Prema) – Ritiro

30. Rinus VeeKay (Dale Coyne) – Ritiro

31. Alexander Rossi (Ed Carpenter) – Ritiro

32. Marco Andretti (Andretti Global w/Marco&Curb-Agajanian) – Ritiro

33. Scott McLaughlin (Penske) – Ritiro

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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