Sul circuito di Barcellona, è Piastri, il numero #81 di casa McLaren, che si aggiudica le FP2, distanziando Russell e Verstappen di circa 3 decimi. Il passo gara? Lando Norris spaventa, Max Verstappen si distingue per costanza, mentre la Ferrari di Charles Leclerc sembra aver cambiato il set-up dalle FP1, con un crollo generalizzato dei tempi. Ecco come sono andate le seconde libere in Catalogna.

Salutiamo il primo giorno in pista nella calda Spagna guardando a una seconda sessione di prove libere dove, nella prima mezz’ora, le protagoniste sono state le gomme medie, con la sola eccezione di Colapinto e Stroll, su mescola dura. Da metà sessione in poi, sono entrate in gioco le soft (con la Mercedes a darne il via), mentre ai long-run sono stati dedicati come da copione gli ultimi 20-25 minuti. Tra i migliori nel passo gara rientrano McLaren e Red Bull, Ferrari e Mercedes rimangono invece un’incognita.
È di 1:12:760 il tempo di Piastri, a +0.286 si trova George Russell, secondo, e a +0.310 c’è invece Max Verstappen, terzo. Lando Norris è ai piedi del podio, ma poco importa vista la grande performance nel passo gara in vista di domenica. La McLaren, quindi, continua a presentarsi come la favorita, anche se il campione del mondo in carica pare non essere intenzionato a rendergli vita facile, ma andiamo in ordine di arrivo. Nel team di Woking, a differenza delle FP1, Oscar Piastri si è adeguato al set-up del compagno di box, adottando un’ala più scarica, e i risultati si sono visti, con tutti e tre i settori tinti di viola. George Russell, invece, ha riscontrato un evidente miglioramento della sua monoposto, una boccata di aria fresca dopo una mattinata di grandi difficoltà in casa Mercedes. Sebbene la costanza non sia stata ancora centrata, a suon di giri il team di Toto Wolff ha trovato un buono spunto sulle soft. A 25 minuti dalla fine, è stato proprio Russell a dare inizio alle danze, iniziando la simulazione di un passo gara che poi si è protratto per oltre 20 giri. Se l’inizio non è stato dei migliori, con crolli vertiginosi dei tempi a ridosso dell’1:21:000, il pilota britannico è poi tornato a regime, bissando un evidente problema di gestione di temperatura gomme. Venendo a Max Verstappen, immancabile nella mischia delle prime posizioni, l’olandese si è distinto per il suo feeling con la pista, che poi è quella che gli ha donato la sua prima vittoria tra i grandi. Grande è stata la sua costanza nel passo gara, un ritmo che lo ha anche portato sotto l’1:20:000.
Ma veniamo ai tasti dolenti per chi di color papaya non veste. Sì, perché Lando Norris si è scambiato di posto con Oscar Piastri (il quale ha ereditato la sua prima posizione dalle FP1), ma non si può di certo dire che sia stata una seconda sessione da dimenticare, considerati i tempi spaventosi messi a segno nel long-run (in media un po’ oltre l’1:19:000), grazie al poco traffico e una gestione della gomma invidiabile da parte del numero #4. C’è comunque da sottolineare come la vettura di Norris, in regime di giro lanciato, abbia subito delle iniezioni di resina sul fondo d’uscita del lato sinistro, nonché degli interventi sulla lunghezza del push rod, quindi una modifica all’altezza posteriore forse in seguito a un’escursione fuori pista.
Ma veniamo ora ai veri tasti dolenti, di rosso vestiti. Charles Leclerc, quinto, al termine della sessione si è lamentato via radio, dando voce a quanto si è potuto osservare in pista, ovvero la fatica a trovare il giusto feeling con la vettura dalla prima all’ultima curva. Nei box di Maranello, prima dei long-run, si è lavorato sull’assetto della monoposto numero #16, alzandola da terra, e sui cestelli, così come su quella di Lewis Hamilton. Sulla vettura del numero #44, sono state riviste le canalizzazioni interne del cestello, per migliorare l’evacuazione della temperatura (simile a quanto visto a Imola prima delle prove per il passo gara). Per stemperare gli animi, si può pur sempre dichiarare che il risultato di Leclerc è stato anche dovuto a una mescola diversa rispetto alla mattina, una gomma media, con circa 6 gradi in meno di temperatura. Tra il monegasco e Hamilton (11° e voce di un “la macchina non si può guidare”), si sono posizionati in ordine Antonelli (6°), Alonso (7°), Gasly (8°), Hadjar (9°) e Lawson (10°). Alle spalle del nativo di Stevenage, c’è poi Hulkenberg (12°), Tsunoda in 13° posizione e le Williams di Sainz e Albon, 14° e 15°. È proprio con Albon e Stroll (16°) che si raggiunge il secondo di ritardo dal leader dei tempi (+1:079), con il pilota canadese, peraltro, protagonista di una sosta ai box in piena sessione, poi ripresa, in seguito a problemi con lo sterzo. Chiudono la classifica Bortoleto (17°), Ocon in diciottesima posizione, Bearman (19°, fuori pista in curva 3 a inizio sessione) e Colapinto (20°).
Ecco la classifica completa delle FP2 del Gran Premio di Spagna:
