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Bautista, 3° in Gara-2 a Misano: “Contento del risultato, non del feeling con la moto”

Alvaro Bautista ha conquistato un meritato terzo posto in Gara-2 a Misano, al termine dell’Emilia Romagna Round del WorldSBK. Un risultato che lo ha soddisfatto, pur non essendo pienamente contento del feeling con la sua Ducati. Lo spagnolo ha incontrato difficoltà con l’aderenza e la frenata a causa delle alte temperature, problemi che ha ammesso…

15 Giugno 2025
4 min read

Alvaro Bautista ha conquistato un meritato terzo posto in Gara-2 a Misano, al termine dell’Emilia Romagna Round del WorldSBK. Un risultato che lo ha soddisfatto, pur non essendo pienamente contento del feeling con la sua Ducati. Lo spagnolo ha incontrato difficoltà con l’aderenza e la frenata a causa delle alte temperature, problemi che ha ammesso essere ricorrenti. Trovatosi anche alle spalle del compagno Bulega, Bautista ha riconosciuto l’impossibilità di seguire il ritmo del compagno di squadra senza prendere rischi eccessivi. Guardando al futuro, spera in condizioni più fresche a Donington Park, pur ricordando le difficoltà incontrate su quella pista lo scorso anno.

© Fuori Traiettoria

Se c’è una cosa che davvero nulla e nessuno può togliere ad Alvaro Bautista, nemmeno il regolamento tecnico, questa è il suo sorriso. Terzo al termine di Gara-2 a poco meno di 15 secondi dal vincitore Razgatlioglu, scattando dalla seconda fila, Bautista ha chiuso a podio il fine settimana del WorldSBK Emilia Romagna Round a Misano, festeggiando sul podio quella che sembra destinata ad essere la sua gara in Italia da pilota titolare per il team Aruba.it Racing – Ducati. “Per il risultato sono contento, per il feeling con la moto no come ieri” ha esordito il #19 una volta arrivato in Sala Stampa a chi gli ha chiesto se fosse contento di questo podio. “Questa mattina mi sono trovato bene nel warm-up, poi nella Superpole Race non tanto bene anche se poi in lotta con gli altri almeno ho potuto guadagnare un po’ di posizioni per la seconda gara. Poi la Gara-2 è stata un po’ come ieri: il feeling era difficile da trovare, non riuscivo a fermare la moto, c’era poco grip e andavo largo. Solo che questa volta ero più avanti, ho dovuto superare meno piloti e mi sono potuto concentrare di più sul mio passo” ha spiegdetto Bautista per spiegare il risultato migliroe rispetto a Gara-1.

Lo spagnolo del team Aruba.it, già due volte Campione WorldSBK, oggi ha chiuso a meno di 5 secondi dal compagno Bulega ed è convinto di aver dato tutto. “Questo era il massimo che potevo fare oggi, credo che anche ieri il nostro passo era da lotta per il podio, ma partendo dietro è sempre difficile, specialmente in questo tipo di condizioni quando non ne ho molto di più che gli altri piloti” l’ammissione del #19. “Il distacco con i primi (Razgatlioglu e Bulega, ndr) è ancora molto grande, sono contento però mi piacerebbe ridurre la differenza. Dobbiamo lavorare su questo. Vediamo.”

Bautista ha quindi approfondito i problemi deritati dalle elevate temperature trovate qui a Misano, spiegando anche che non sono nuovi per lui: “Non è la prima volta che noto questi problemi col caldo. Anche l’anno scorso col caldo ho sempre faticato più che nel 2023, quest’anno un caldo così estremo non l’abbiamo avuto fino a questo Round di Misano. Anche se già durante i test nel pomeriggio il caldo mi aveva già reso difficile far girare la moto, anche se non aveva raggiunto i picchi di questi giorni, però abbiamo capito che questo è il problema. Chiaramente il problema è per tutti, perché la pista scivola di più perché c’è meno grip, ma con meno grip tutte le inerzie si accentuano di più. Così faccio più fatica in tutte le aree, per fermare la moto, per fare il cambio di direzione, anche in uscita di curva la moto non spinge fuori perché non c’è tanto grip e c’è un peso che si deve muovere, diciamo che con quello che abbiamo per il momento questa è la condizione.” Alvaro non l’ha detto esplicitamente, magari perché l’argomento è stato reso tabù da Dorna, ma il riferimento è ai 6 kg extra che si deve portare dietro.

Nei primi giri Bautista ha provateo a tener testa al compagno Bulega, ma una volta subito il sorpasso non è proprio riuscito a seguire il #11. “Quando Nicolò (Bulega, ndr) mi ha passato ho pensato di seguirlo per un po’ e poi lasciarlo andare… ma era impossibile” ha spiegato il #19. “Se avessi provato a seguirlo non so se sarei caduto, ma era impossibile e avrei dovuto rischiare tantissimo perché non riuscivo a guidare come lui. L’ho visto e poteva fare le linee più giuste di me, sbagliava meno e riusciva a fermare meglio la moto di me, è inutile cercare di andare dietro lui. Se mi chiedete se sono vicino a livello tempi, forse la riposta è sì, ma avendo questa differenza era impensabile. Oggi il nostro obiettivo era lottare per il podio, alla fine abbiamo anche ridotto un po’ il distacco.

Il prossimo Round è in programma tra un mese a Donington Park, in Gran Bretagna. Visti i problemi, la speranza è che le temperature dell’asfalto siano più miti. “A Donington dovrebbe essere più fresco e spero non avere questi problemi, ma mi ricordo che lo scorso anno a Donington ho sofferto tantissimo, perché anche quella è una pista molto fluida. Lì ci sono tante curve veloci che ti portano fuori. L’anno scorso ho sofferto, vediamo quest’anno perché fortunatamente dove l’anno scorso facevamo un po’ più fatica, quest’anno sembra che stiamo messi un po’ meglio. Però è meglio non farsi nessuna aspettativa, andiamo là e vediamo cosa troviamo.”

Infine, si è tornati sull’argomento dell’addio tra Ducati e Bautista, con lo spagnolo che qui era all’ultima gara in Italia per la Casa di Borgo Panigale. “Ducati sa qual è la mia situazione a livello tecnico, sa cosa facciamo e sa i problemi che ho. Allora non è una questione del risultato per loro, loro devono guardare anche cosa succede a livello tecnico, come stiamo lavorando e cosa faccio con quello che ho” ha detto Bautista, con un chiaro riferimento alla zavorra che deve portare con sè dall’inizio del 2024. “Credo che noi, io e il mio lato del box, abbiamo fatto il massimo tecnicamente con quello che abbiamo.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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