Toto Wolff purista: “Niente Hypercar Mercedes a Le Mans finché ci sarà il BoP”

Toto Wolff ha escluso un ingresso di Mercedes a Le Mans nella classe Hypercar fino a quando ci sarà il BoP a regolare le prestazioni

24 Giugno 2025
7 min read
toto wolff le mans mercedes

Nonostante il crescente successo del WEC alcuni puristi del racing continuano a resistere alla visibilità a basso costo che il campionato può offrire. Tra questi Toto Wolff che, in una lunga intervista rilasciata durante podcast Bloomberg Hot Pursuit, ha dichiarato tra le altre cose che Mercedes non correrà a Le Mans nella classe Hypercar finché ci sarà il BoP.

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© Mercedes Media | Sebastian Kawka

In una lunga intervista condotta da Hannah Elliott e Matt Miller al podcast Bloomberg Hot Pursuit, Toto Wolff non ha solo parlato di Le Mans, ma ha spaziato tra gli argomenti passando dai frutti che sta dando il programma giovani piloti Mercedes, che vede in Antonelli la sua punta di diamante, alla possibilità di avere pilote donne in Formula 1, fino ad arrivare alle caratteristiche che rendono i piloti dei campioni e altro ancora. Il Team Principal di Mercedes è partito dalla prima vittoria stagionale in Formula 1 del suo team in Canada: “È stato un buon weekend: siamo arrivati primi e terzi, vincendo con George Russell e arrivando terzi con il diciottenne Kimi Antonelli, quindi doppio podio“. L’austriaco ha poi analizzato questa prima parte di stagione, facendo notare come la casa di Stoccarda abbia fatto diversi podi, ma fino al Canada era mancata la vittoria. Vittoria, ci tiene a rimarcare, arrivata per merito e non per fortuna, dal momento che i piloti sono stati veloci per tutta la gara e con tutte le mescole.

Parlando del Canada l’argomento successivo non poteva che essere Antonelli e di come sia stato selezionato per entrare a far parte del programma Junior Mercedes: “Kimi è nel nostro Programma Giovani Piloti da quando aveva 11 anni. Si può iniziare a riconoscere il talento di un pilota intorno ai 10 anni, quando iniziare a gareggiare nelle competizioni internazionali. In Mercedes abbiamo un buon gruppo scout“. La cosa che più ha colpito Toto Wolff però è stata l’abilità di Antonelli di vincere contro ragazzini più grandi di lui: “Nei kart ci sono questi gruppi dagli 8 ai 10 anni, dai 10 ai 12, dai 12 ai 14 e quando vedi un bambino di 8 anni che batte quelli di 10 hai già una buona indicazione [sul suo talento]. Se vince il campionato quando è un anno più piccolo hai un’altra buona indicazione. Lui continuava a vincere in tutte queste categorie: è un qualcosa di veramente eccezionale“.

Il percorso di crescita di Antonelli però è ben lontano dall’essere arrivato al suo apice: secondo Wolff infatti un esordiente ci mette circa 3 anni prima di riuscire a mettere in difficoltà un pilota esperto e veloce come George Russell: “Questo è cambiato negli ultimi anni perché è molto difficile gestire le gomme. Non è solo una questione di essere veloci, ma essere veloci senza far pattinare le gomme e farle surriscaldare. Un buon esempio è Piastri, che ora è in testa al mondiale, a cui è servito un anno e mezzo per raggiungere i livelli di Norris e questo è il primo anno che gli è davanti. Kimi non conosce tutti i circuiti: questo è stato il suo primo anno a Montreal, quindi aveva un grosso svantaggio, ma la macchina era buona ed è stato veloce“. Percorso di crescita in cui ci saranno weekend no, motivo per cui il Team Principal della Mercedes fa intendere di essere contrario a un approccio stile Red Bull, dove i piloti vengono cambiati dopo poche gare.

Solo questione di tempo quindi, come è solo questione di tempo prima di vedere una donna di nuovo in Formula 1, almeno secondo il manager austriaco: “È solo una questione di numeri: se 10 anni fa andavi a una gara di kart su 100 bambini c’erano 2 bambine. Ora ce ne sono 15 o 20. Per questo con il passare del tempo avremo donne in grado di competere in Formula 1. Abbiamo una giovane pilota nel nostro programma chiamata Luna Fluxa che vince gare, campionati e farà il salto in monoposto tra un anno. Ora anche grazie alla F1 Academy gestita da mia moglie hanno un modello da seguire“.

Ora anche grazie alla F1 Academy gestita da mia moglie hanno un modello da seguire

Toto Wolff e il conflitto di interessi

E sempre a proposito di piloti Toto Wolff ha parlato di un altro talento insospettabile, Valtteri Bottas: “Valtteri è una persona fantastica: un pilota con un talento incredibile che ora si comporta in modo autentico. L’ho incontrato per la prima volta nel 2008: era un giovane pilota senza alcun supporto finanziario e stava dominando nelle serie minori. Ricordo di aver visto la sua prima gara in una serie molto competitiva chiamata Formula Renault. C’erano 44 partecipanti, lui era in pole e alla fine della gara stava comandando con un vantaggio di 10 secondi, quindi pilota straordinario“. L’unica sfortuna per Bottas è stato aver incontrato un Hamilton all’apice della sua carriera. Il talento del #77 è il motivo per il quale è stato ripreso in Mercedes come terzo pilota: “Valtteri ha vinto molte gare, ha dominato in alcuni circuiti e contro i suoi compagni di squadra in Sauber. Lo abbiamo ripreso come terzo pilota perché se uno dei nostri piloti dovesse avere un’intossicazione alimentare avremmo il migliore da mettere in macchina“.

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© Mercedes Media | Richard Pardon

Non solo talento però: al contrario di quanto appare spesso dall’esterno un pilota che vuole ambire a diventare campione non può essere troppo egoista: “I veri campioni non possono essere troppo egoisti perché per vincere serve il team: lo abbiamo visto in passato con piloti che hanno mancato una grande carriera perché sono stati arroganti o egoisti [scegliete voi a chi si riferiva]. Lewis Hamilton è un team player. Schumacher è stato un team player capace di assemblare la squadra intorno a lui. Non faccio differenze tra i piloti e gli altri dipendenti del team come gli aerodinamici o chi lavora in fabbrica. Se sei egoista non c’è posto per te in questa squadra“. Per rimarcare il concetto Toto Wolff ha anche aggiunto un aspetto economico non di secondaria importanza ricordando che quando i compagni di squadra si investono tra loro non solo il team butta punti, ma i dipendenti non ottengono alcuni bonus in denaro che la squadra elargisce per le vittorie o altri risultati di rilievo.

Se sei egoista non c’è posto per te in questa squadra

Toto Wolff cerca scuse dopo non essere riuscito a prendere Verstappen

L’intervista si è conclusa parlando della leggendaria 24 Ore di Le Mans e del rapporto che il manager austriaco ha con le gare esterne alla Formula 1: “La 24 Ore di Le Mans è una delle gare più importanti al mondo. Sono un po’ di parte e per me la F1 ha le gare migliori, i piloti migliori, le macchine più veloci, i circuiti migliori [Mah N.d.R.], ma al secondo posto c’è la 24 Ore di Le Mans seguita dalla 500 miglia di Indianapolis e la 24 Ore del Nürburgring. Quando la F1 non corre posso guardare Le Mans per tutta la notte, guardo la diretta e conosco anche alcuni dei piloti, quindi ho un interesse personale“. Un rapporto, quello tra Mercedes e Le Mans, che non è stato dei migliori in passato: “Come Mercedes è un qualcosa che abbiamo fatto in passato. Non è stata una delle nostre esperienze migliori: abbiamo avuto un incidente molto brutto negli anni Cinquanta e poi alcuni dei nostri prototipi sono decollati a fine anni 90, ma ad oggi siamo concentrati sulla nostra attività principale, ovvero la Formula 1. È quello che vogliamo fare bene perché cattura il 99% del pubblico e tutto il resto è in secondo piano“.

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La Mercedes-Benz CLK-LM che ha corso la 24h Le Mans 1998 | © Mercedes Media

Nonostante questo Mercedes ha partecipato alla 24 Ore di Le Mans nella classe LMGT3 come parte del programma clienti, ma su un eventuale ingresso nella classe Hypercar per competere per la vittoria assoluta Toto Wolff è stato categorico: “C’è una condizione: io e Ola Källenius, il CEO di Mercedes, siamo gente che vuole correre e a noi non piace il BoP. Non ci piace il Balance of Performance. Non ci piace che qualcuno ci imponga la potenza, il consumo di energia, il peso. Spendi così tanto tempo, denaro e sforzo per sviluppare la macchina più veloce e dopo ti mettono 10 kg in più. Io voglio solo costruire la macchina più veloce“. Il Team Principal ha spiegato poi quale è il modo corretto di fare le cose secondo lui evitando al contempo che il WEC precipiti di nuovo nel baratro come dopo il dieselgate: “La Formula 1 ha mostrato come si fa: metti un tetto alle spese. Imponi un tetto spese a tutti, che possono essere 30 o 40 milioni [la cifra spesa attualmente nel WEC N.d.R.], e con questi 30 o 40 milioni puoi fare quello che vuoi. C’è in ogni caso un regolamento da rispettare e nessuno ha bisogno di fingere nel preseason, in gara o in qualifica, ma è una battaglia. Gareggiamo sul serio: competizione pura. Se ciò dovesse accadere l’ingresso a Le Mans sarebbe un qualcosa da prendere in considerazione, ma al momento con il BoP, dove qualche addetto giudica se sei troppo veloce e continua a metterti 10 kg in macchina mentre li toglie a qualcun altro il giorno dopo… Non fa per noi“.

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Mercedes a Le Mans in classe LMGT3 | © Mercedes Media

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Fabio Catalano

Appassionato di motorsport e dinosauri, motivo per cui provo a inserire riferimenti a questi ultimi negli articoli di Formula 1. D’altronde se lo fa AO Racing posso farlo anche io

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