Terzultimo appuntamento per il World Endurance Championship, che rimane oltreoceano ma cambia emisfero, spostandosi da San Paolo a Austin, Texas. Il sesto appuntamento del WEC 2025, la 6 Ore del COTA ufficialmente denominata “Lone Star Le Mans”, conferma la sua presenza dopo il rientro in calendario dell’anno scorso. Ecco tutte le info, dal nuovo BoP agli orari TV, della endurance del Circuit of The Americas.

Il circuito: COTA, un’altra apprezzata conferma
Dopo Interlagos, che mancava da dieci anni, il WEC nella seconda metà della stagione 2024 ha riabbracciato anche il Circuit of The Americas, assente in calendario dal 2020, quando aveva sostituito proprio il tracciato di San Paolo a causa di problemi contrattuali. Il 2020 era stato anche l’ultimo anno delle LMP1. Dopo l’iniziale contratto biennale, in scadenza quest’anno, vedremo il COTA in calendario anche l’anno prossimo, come confermato nella conferenza ACO tenutasi il venerdì di Le Mans. Dopo il Brasile a luglio è quindi tempo di Texas a inizio settembre, e lo stesso sarà nel 2026.
Il COTA è una pista che conosciamo benissimo, vista la presenza fissa in MotoGP e Formula 1. Proprio quest’ultima ha lanciato le grandi gare internazionali ad Austin nel novembre del 2012, con il tracciato inaugurato neppure un mese prima. La MotoGP ha seguito nell’anno successivo, così come il WEC. Da quella volta le due più importanti competizioni a 2 e 4 ruote non hanno mai abbandonato l’impianto (saltando l’appuntamento solo nel 2020 causa COVID), mentre il WEC ci ha corso dalla sua seconda alla sesta stagione, dal 2013 al 2017. Alle prime due vittorie di Audi hanno fatto seguito 3 successi consecutivi per Porsche. In aggiunta, per i citati problemi di San Paolo, si è disputata al COTA nel febbraio 2020 la quinta gara della stagione 2019-2020 del WEC. La vittoria, in un campionato in pesante difficoltà e costretto a un brutale success ballast contro Toyota, andò a Rebellion. Completarono il podio le due TS050 Hybrid. Non erano presenti altre LMP1, a causa dell’assenza delle Ginetta G60 del Team LNT.
Per fortuna il bellissimo circuito texano, caratterizzato da importanti saliscendi e grandi serie di curve, ha visto l’anno scorso tutt’altra sfida per la testa della 6 Ore, con la Ferrari 499P privata che ha preceduto di 1.78 secondi la Toyota #7 sotto la bandiera a scacchi. Qui trovate il riassunto della gara 2024.
Uno sguardo al 2026 invece lo avremo nel martedì post gara, quando Peugeot e BMW, insieme probabilmente ad altri costruttori (da confermare), scenderanno nuovamente in pista per un test privato. Chissà se i bavaresi porteranno in pista l’evoluzione della M Hybrid V8, mentre sulla 9X8 quasi sicuramente ci saranno Theo Pourchaire e Nick Cassidy, con quest’ultimo che ha appena firmato con i francesi per la prossima stagione.

Entry list Lone Star Le Mans: tanti rientri e un nuovo infortunio
Ad Austin cambia la sua strategia Porsche, che preoccupata da temperature e ritmo di gara porta 3 piloti nella 6 Ore, diversamente da quanto precedentemente comunicato. Jaminet sarà al volante della 963 #5, mentre Campbell completerà il trio della #6. Solo Aston Martin quindi avrà un equipaggio da 2 drivers, visto che in Peugeot sono rientrati Vergne e Vandoorne. Dopo la presenza a San Paolo, e fresco di test del modello 2026 di BMW, Wittmann lascia spazio al titolare Frijns sulla M Hybrid V8 #20. Anche le Toyota sono di nuovo al completo: rientra Buemi, ma si è infortunato Conway. Lo sfortunato inglese, di nuovo fratturato alla clavicola come prima della Le Mans del 2024, sarà nuovamente sostituito da Jose Maria Lopez. “Pechito” dovrà ovviamente cedere il posto in Lexus, con la #87 che accoglie Jack Hawksworth, pilota ufficiale. L’inglese ha spesso aiutato il marchio giapponese, in particolare nelle ultime due 24 Ore di Le Mans. Sull’altra RC F finalmente rivediamo Ben Barnicoat, che dopo la prima gara in Qatar si era infortunato pesantemente, dovendo rinunciare a tutto il resto della stagione finora. Gli lascia il volante l’esperto giapponese Nakayama, che ha debuttato nel WEC a Spa proprio per sostituire l’inglese. Il pilota del Sol Levante, ufficiale da molti anni, ha sostituito Barnicoat anche a San Paolo, in tal caso non per l’infortunio di quest’ultimo bensì per il suo impegno IMSA a Mosport. Sulla BMW #31 sponsorizzata The Bend c’è di nuovo Boguslavskiy, che a San Paolo era stato coperto all’ultimo momento da Pedro Ebrahim. Rientra anche Derek Deboer, assente a Interlagos sulla Vantage di Racing Spirit of Leman: l’americano era stato sostituito dal connazionale McIntosh.

Le classifiche prima della 6 Ore di Austin
Dopo il dominio di Cadillac Jota a San Paolo la classifica del Mondiale Costruttori si è decisamente contratta, complici anche i 3 e 0 punti di Ferrari e Toyota, contrapposti ai ben 44 dei vincitori e i 27 punti ottenuti da Porsche. Per gli italiani, vincitori di tutte le precedenti gare, ci sono ancora 55 punti di margine, con la rossa a 175 contro i 120 di Cadillac. Le V8 americane schierate dagli inglesi di Jota, vista la doppietta, hanno superato in classifica sia Porsche (111) che Toyota (95), con i giapponesi che sono crollati dalla seconda alla quarta posizione mondiale provvisoria. Ferrari non può chiudere i giochi ad Austin, soprattutto perché da quest’anno per regolamento prendono punti entrambe le macchine del team ufficiale. Di conseguenza ci sono ancora a disposizione ben 154 punti per scavare un margine: 25+18+1 per le 6 Ore di Austin e Fuji, 38+27+1 per la 8H del Bahrain. Ricordiamo che le auto private, come la 499P gialla di Kubica e compagni, sono trasparenti ai fini della classifica mondiale, almeno per quanto riguarda il Costruttori.
Discorso diverso invece per il Mondiale Piloti, dove la Ferrari #51 di Pier Guidi, Giovinazzi e Calado sta guidando la classifica con 105 punti, seguita a 93 proprio dalla Hypercar clienti di Hanson, Kubica e Ye. Seguono a 68 punti i vincitori di San Paolo, Lynn, Nato e Stevens, sulla V-Series.R #12.
La 499P gialla, che si gioca il titolo assoluto piloti, sta ovviamente vincendo con margine la World Cup riservata ai team privati: 163 punti, contro i 99 di Proton Competition.
Negli Endurance Trophy riservati a team e piloti LMGT3 guida le classifiche con 89 punti la Porsche Manthey 1ST Phorm, condotta da Pera, Lietz e Hardwick. Seguono la Ferrari Vista AF Corse #21 e la Corvette #33 di TF Sport, a 76 e 66 punti rispettivamente.
Il BoP aggiornato per Austin: precipitano Cadillac e Porsche
Per l’appuntamento americano ci sono cambiamenti meno estesi del solito, addirittura per metà delle Hypercar non viene modificato il peso, mentre Alpine riceve 1 kg e BMW ne perde 2. Arriva però la batosta per Cadillac, ben 19 kg in più dopo l’exploit paulista, mentre Porsche segna +12 sulla bilancia. I tedeschi perdono 13 kW, diventando la terza auto meno potente e più pesante. Anche per Cadillac cala la potenza, 5 kW in meno. Scendono anche BMW (-8) e Alpine (-6), -1 kW per Toyota.
Il power gain, protagonista del rinnovato BoP da 10 gare, va a correggere le differenze tra auto alle alte velocità (>250 km/h) secondo la tabella ufficiale qui riportata:

Pure in LMGT3 cambiamenti minimi per quanto riguarda la potenza: solo Mercedes modifica la mappatura, salendo dell’1%. Anche il power gain, applicato sopra i 200 km/h tra le GT, viene modificato oltre il punto percentuale solo per Ford, Lexus e Mercedes. Modifiche minime per gli altri.
Variazioni più significative invece per quanto riguarda il peso delle macchine, dove solo Lexus è immutata. Scendono tutti tranne Ferrari (+8) e Aston (+9), con gli sconti maggiori per BMW (-26 kg) e Ford (-7).
Aggiornato ovviamente il Success Handicap, che “punisce” i migliori tre delle precedenti 2 gare e della classifica provvisoria. A seguire le tabelle del BoP LMGT3, mentre per i più curiosi alleghiamo come di consueto le indicazioni di Michelin e Goodyear sui limiti agli angoli di camber e le pressione minime utilizzabili in questo appuntamento.

Guardare la 6 Ore del COTA: gli orari TV del WEC
Ecco il programma completo delle dirette televisive. Come al solito le prove libere 1 e 2 del venerdì, da 90 minuti l’una, non saranno prodotte televisivamente e si potranno quindi seguire unicamente dal live timing, presente su sito e app del FIA WEC. Sabato mattina (nostro pomeriggio) ci saranno le FP3, trasmesse gratuitamente su YouTube, mentre le qualifiche saranno disponibili solo a pagamento, con le opzioni web del gruppo Eurosport/Discovery o con sito e app ufficiali del WEC. Per il programma del time attack si dividono le strade di LMGT3 e Hypercar: una prima sessione da 12 minuti di pre-qualifica, dedicata a ogni classe, è immediatamente seguita dalla successiva Hyperpole per i migliori dieci di GT e prototipi, con 10 minuti a disposizione per trovare il miglior tempo.
Per seguire la gara saranno disponibili le summenzionate soluzioni streaming a pagamento, a cui si aggiunge la diretta integrale su Eurosport. Il canale però non è più presente sulla piattaforma Sky, sulla quale la diretta si potrà seguire unicamente su Sky Sport Arena. Sul 204 ci sarà la copertura di tutte le 6 ore di gara, con il commento che sarà affidato alle nostre care conoscenze, Marco Gabriele Nesi e Matteo Pittaccio, coadiuvati dall’esperto Biagio Maglienti.
Qui linkato il programma completo, mentre questi sono gli orari (italiani) dell’evento:
- Prove Libere 1 – venerdì 5 settembre – 18:30-20:00
- Prove Libere 2 – venerdì 5 settembre – 23:00-00:30
- Prove Libere 3 – sabato 6 settembre – 18:00-19:00
- Qualifiche e Hyperpole – sabato 6 settembre – 22:00-23:10
- GARA – domenica 7 settembre – 20:00-02:00
