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MotoGP, il tour europeo parte da Jerez! Avete spazio per alcune Tapas?

Dopo una settimana di sosta i motori del Motomondiale tornano a rombare. Si arriva in Europa, dove la prima tappa è Jerez de la Frontera sede del Gran premio di Spagna. Ci si arriva con un Valentino Rossi in testa alla classifica, alla ricerca della prima vittoria stagionale qui dove ha sempre fatto bene. Vinales…

4 Maggio 2017
6 min read

Dopo una settimana di sosta i motori del Motomondiale tornano a rombare. Si arriva in Europa, dove la prima tappa è Jerez de la Frontera sede del Gran premio di Spagna. Ci si arriva con un Valentino Rossi in testa alla classifica, alla ricerca della prima vittoria stagionale qui dove ha sempre fatto bene. Vinales è in cerca di riscatto dopo l’indigesto BBQ mentre Marquez cerca conferme. In Suzuki esordio per Tsuda che sostituirà l’infortunato Rins.

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Da questo week end sino al 24 settembre prossimo: tanto durerà il “Tour Europeo” del Motomondiale. Toccherà 11 circuiti e 9 Paesi, prima di spostarsi ad est e ritornare per la tappa conclusiva del Gran Premio de la Comunidad Valenciana. Questo Gran Premio di Spagna offre anche due eventi per cui festeggiare: la 3’000esima gara del Motomondiale ed i 30/a anni di Jorge Lorenzo, che proprio qui esordì 15 anni fa. Il circuito di Jerez è molto variegato, si alterna tra curve molto lente e curve estremamente veloci, raccordate da importanti cambi di inclinazione. Qui l’equilibrio ciclistico (Yamaha) è esaltato, mentre la potenza pura delle unità motrici viene messa da parte. Addirittura lo scorso anno, complici le gomme Michelin non adatte, le MotoGP ‘spinnavano‘ anche in pieno rettilineo. A detta dei tecnici Brembo, questa pista è una delle più impegnative per i freni, a cui i piloti della Top Class si aggrappano 11 volte nell’arco del giro, arrivando al oltre 30” di frenata ogni giro, ovvero per circa il 34% del tempo. Ciò consegna alla pista di Jerez lo scettro di pista in cui si sta più tempo coi freni in mano.

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Ad ogni giro i piloti esercitano uno sforzo sulla leva del freno superiore ai 50 kg. La frenata più impegnativa secondo i tecnici Brembo è quella della curva 1, dove i piloti passano da quasi 290 all’ora agli 85 in poco più di 200 metri. Ne risulta una decelerazione massima di 1,5 G. Altrettanto Importante la frenata della curva 6, la famosa Dry Sack, dove si passa da quasi 300 km/h a circa 70 in 260 metri, con una decelerazione massima di 1,4 G. Non è un caso quindi che sia uno dei tracciati in cui Valentino Rossi, che fa della staccata il suo punto forte, abbia storicamente saputo esprimersi meglio.

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Questo lascia intendere che qui Valentino proverà a portarsi a casa la prima vittoria stagionale. Proprio qui dove un’anno fa è riuscito ad esaltarsi nella difficoltà generale di gomme che non riuscivano proprio a rimanere attaccate all’asfalto. Riuscisse a chiudere davanti a tutti, sarebbe per lui la 10/a vittoria in carriera a Jerez. Lo scorso anno a chiudere secondo fu Jorge Lorenzo, e proprio a Jorge appartengono il record in gara, un 1’38”735 siglato nel 2015, e quello assoluto, un 1’37’910 siglato nelle qualifiche del 2015. Difficilmente quest’anno riuscirà a ripetersi. La Ducati annaspa, e la GP17 sembra un’involuzione della GP16 che senza ali non sembra più in grado di spiccare il volo.

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Il maiorchino ha ammesso che gli aggiornamenti tecnici arriveranno tra un paio di mesi. “C’erano grandi aspettative al mio arrivo in Ducati, ma non era così semplice adattarsi alla nuova moto. Stiamo però compiendo dei passi avanti, tanto che in Texas ho terminato a soli tre secondi da Dovi, che conosce la moto da ben cinque anni. Sto lavorando sodo per riuscire ad avere una moto competitiva – ammette con un certo ottimismo – di certo non è facile, ma ho il sostegno della squadra. Nonostante la caduta di Rio Hondo e quel gesto poco furbo, il team ha continuato ad avere fiducia. Questa è la migliore pista per me, ma forse non per Ducati.”

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Per quanto riguarda le gomme l’anteriore con la carcassa tipo 2016 non verrà utilizzato, ma Michelin lo farà provare ai piloti lunedì durante i test collettivi. Per il fine settimana Michelin ha quindi portato gomme con la carcassa 2017, in tre diverse mescole e all’anteriore e al posteriore. Una peculiarità riguarda la copertura posteriore Medium. E’ asimmetrica con il lato destro più duro. Soft e Hard saranno entrambe simmetriche, come le anteriori. La natura molto tecnica del tracciato e la grande diversità del tipo di curve esige un tipo di pneumatico polivalente, in grado di garantire una buona tenuta sia nelle curve lente sia in quelle molto veloci, ma anche in quelle senza dislivelli ed al contempo in quelle con un fondo stradale inclinato” ha detto il responsabile Michelin Piero Taramasso a GPOne.

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Qui Maverick Viñales avrà la ghiotta occasione di rifarsi dopo la sfortunata caduta di Austin. “Preferisco guardare alle cose positive dopo l’America – ha detto in conferenza stampa – il recente test di Le Mans mi ha lasciato buone impressioni e voglio continuare su questa strada. Jerez è un tracciato che mi piacedovremo essere forti, furbi e intelligenti. Fare zero punti è stato l’errore, perché bisogna sempre cercare di raccogliere qualcosa. Con le Michelin – ha concluso – mi sono sentito a mio agio, è difficile capire cosa sia successo, dato che in gara mi sono sempre comportato allo stesso modo.

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Marc Marquez dovrà dimostrare che i problemi accusati nelle prime due tappe di questo 2017 sono alle spalle: “Qui a Jerez cercheremo di trovare un buon assetto, perché probabilmente sarà utile anche su altri tracciati. Lunedì sarò anch’io in pista nei test, dato che avremo a disposizione alcune novità. Adesso il livello è più alto rispetto al 2014, viste le moto e i piloti. Bisogna quindi continuare a evolversi, cercando di comprendere meglio i dettagli e fare esperienza.” Si addentra anche nel complicato memento della Honda in F1: “Tutti sono molto sorpresi, a volte capita che un progetto non vada nel verso giusto. A me interessa soltanto la MotoGP, dove siamo in lotta per il titolo. Spero comunque che il progetto F1 dia i frutti sperati”.

Per quanto riguarda la Suzuki, mancherà all’appello Alex Rins, infortunatosi al polso. Lo sostituirà per questo GP Takuya Tsuda, come già accaduto nei test invernali. Per Tsuda, classe ’84, protagonista in patria del campionato nazionale All Japan e delle recenti edizioni della 8 Ore di Suzuka, sarà l’esordio assoluto in gara. Rins mancherà anche al prossimo GP, quello di Francia a Le Mans, a sostituirlo sarà l’idolo di casa Sylvain Guintoli, che ora partecipa al BSB con una GSX-R 1000 RR.

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Ecco quindi gli orari:

SKY SPORT MotoGP

VENERDÌ 
9,00: Prove libere 1 Moto3
9,55: Prove libere 1 MotoGP
10,55: Prove libere 1 Moto2
13,10: Prove libere 2 Moto3
14,05: Prove libere 2 MotoGP
15,05: Prove libere 2 Moto2

SABATO

9,00: Prove libere 3 Moto3
9,55: Prove libere 3 MotoGP
10,55: Prove libere 2 Moto2
12,35: Qualifiche Moto3
13,30: Prove libere 4 MotoGP
14,10: Qualifiche MotoGP (Q1: 14,10, Q2:14,35)
15,05: Qualifiche Moto2

TV8 (canale 8 digitale terrestre)
14,00: Studio MotoGP
15,30: Qualifiche Moto3, Moto2, MotoGP (sintesi)
16,40: Studio MotoGP

DOMENICA 

8,40: Warm up Moto3, Moto2, MotoGP
11,00: Gara Moto3
12,20: Gara Moto2
14,00: Gara MotoGP

TV8 

Sabato

15,30: Qualifiche Moto3, Moto2, MotoGP (sintesi)

Domenica

14,00: Gara Moto3 (differita)
15,20: Gara Moto2 (differita)
17,00: Gara MotoGP (differita)
23,45: Gara MotoGP (Sintesi)

Mentre ecco la classifica
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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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