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Marc Marquez campione del mondo a Motegi: “Sensazione indescrivibile, finalmente sono in pace con me stesso”

Con il secondo posto di Motegi Marc Marquez è campione del mondo dopo cinque anni di sacrifici, e ritrova finalmente serenità e soddisfazioni

28 Settembre 2025
3 min read

Anticipata da settimane come una mera formalità, la consacrazione di Marc Marquez come campione del mondo 2025 è stata ricca di emozioni dal punto di vista sportivo ma soprattutto umano. Marquez, campione del mondo per la nona volta dopo una stagione cannibalizzata, torna sul tetto del mondo lasciandosi alle spalle sofferenze e sacrifici cominciati dal 2020, ritrovando la serenità ed il sollievo da lungo desiderati

Con il secondo posto di Motegi Marc Marquez è campione del mondo dopo cinque anni di sacrifici, e ritrova finalmente serenità e soddisfazioni
© MotoGP

Marc Marquez si concentra solo sul vivere il dolce presente, fatto di orgoglio, gioia e soddisfazione di esser finalmente tornato campione del mondo: con il secondo posto di Motegi, Marquez appone il nono sigillo della sua carriera, che sicuramente ha visto un punto di svolta nel grave infortunio patito a Jerez nel 2020. Da lì in poi un susseguirsi di duro lavoro, sacrifici e decisioni hanno fatto sì che Marc abbia conquistato il titolo in una stagione 2025 dominata in maniera mostruosa. Nel turbine di emozioni vissute, Marquez afferma di voler solamente godersi l’attimo e la ritrovata pace con sé stesso: “Non voglio pensare a quello che ho passato in tutti questi anni, starei malissimo: sono finalmente in pace con me stesso. Ho avuto quel gravissimo infortunio al braccio, ho dato il massimo per tornare ma l’ho fatto troppo presto, poi è successo quel che è successo. Sono stato obbligato a prendere delle decisioni difficili, ma che alla fine si sono rivelate giuste, perché mi hanno portato in Ducati, nella squadra ufficiale, a vincere di nuovo il mondiale”. La coronazione a Motegi non può che portar con sé splendide emozioni, che fanno eco sia al presente che al passato del #93: Si è chiuso un cerchio qui, in Giappone, con tutto il mio team sul podio, e sono contento di averlo condiviso anche con la mia vecchia squadra della Honda grazie al terzo posto di Mir, è stata una giornata perfetta”.

Le immagini dell’infortunio di Jerez e del ritorno in pista fanno chiaramente capolino nella ricostruzione del percorso che ha portato Marquez a laurearsi nove volte campione del mondo. Marc ha più volte ammesso di aver sbagliato, all’epoca, ad essere tornato così presto, ma lo spiraglio che la casa giapponese aveva dato al pilota di Cervera per poter tornare a competere non poteva non essere sfruttato: “Non appena ho saputo che ci sarebbe stata la possibilità di tornare in sella, io non ho esitato: non mi sarei mai perdonato il non aver potuto sfruttare quell’occasione, dovevo provare a tornare in pista. Da cinque anni quelle sofferenze hanno continuato a girarmi per la testa, ma oggi me le posso mettere alle spalle”.

Da quel momento in poi, la carriera di Marquez ha subito un percorso tortuoso: il ritorno su una RC213V per nulla competitiva e a tratti pericolosa per l’integrità fisica del neo-campione del mondo, la scelta di passare in Ducati sotto l’ala del Team Gresini e la promozione nella squadra ufficiale, una mossa che si è rivelata devastante per il resto della griglia. Marc riflette su quella che definisce la sua seconda parte di carriera, affiliata alla casa di Borgo Panigale e coronata dal titolo di campione del mondo 2025: “Quando sei in cima, cadere fa molto male: correre in MotoGP è sempre difficile, ma tornare a questo livello dopo l’infortunio è stata la sfida più grande; riconosco che, per farlo, sono dovuto salire in sella alla Ducati, la moto più forte di questi ultimi anni, e non è stato un valore indifferente. Non appena ho provato la GP23 del Team Gresini, mi sono reso conto di aver fatto la scelta giusta per tornare ai vertici della classifica; non pensavo di poter lottare per il mondiale, ma è stato l’inizio di un percorso in cui ho ritrovato me stesso, ho cominciato una seconda parte della mia vita, lottando con nuovi piloti più giovani di me. Tante persone mi sono state vicino e mi hanno aiutato, le sensazioni che provo in questo momento sono indescrivibili”.

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Francesco Frati

Classe 1996, appassionato di due ruote e musica: il riassunto perfetto di questi due valori si concretizza nell' eccezionale sigla di Grand Prix. Su Fuori Traiettoria vi racconto il mondiale MotoGP e WorldSBK.

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