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TOP 5: gli avversari più tosti di Fernando Alonso alla 500 miglia di Indianapolis

Non ci correrà mica da solo. Fernando Alonso si è cacciato in una fossa di leoni: la 500 miglia di Indianapolis è piena di veterani. E corrono tutti col coltello tra i denti. Scopriamo insieme i cinque avversari più temibili che lo spagnolo troverà allineati sulla brickyard. HELIO CASTRONEVES (Penske-Chevrolet #3) – Il migliore. È…

10 Maggio 2017
4 min read

Non ci correrà mica da solo. Fernando Alonso si è cacciato in una fossa di leoni: la 500 miglia di Indianapolis è piena di veterani. E corrono tutti col coltello tra i denti. Scopriamo insieme i cinque avversari più temibili che lo spagnolo troverà allineati sulla brickyard.

Helio Castroneves vince la 500 Indy 2009

HELIO CASTRONEVES (Penske-Chevrolet #3) – Il migliore. È inutile girarci intorno: con tre vittorie all’attivo, il brasiliano è un osso duro contro cui bisogna sudare per vincere a Indianapolis. Vincitore al debutto nel 2001, ha bissato nel 2002 e centrato il terzo successo nel 2009. Da anni cerca il poker e non ha mai smesso di essere competitivo nel catino più veloce del mondo. Guida una vettura che potrebbe essere svantaggiata quest’anno, con la rinascita della Honda e il tradizionale dominio sui superspeedway del Costruttore giapponese. Ma a Indianapolis si vince anche per bravura e scaltrezza, per esperienza e resistenza. Castroneves è il più temibile nelle quattro curve di Indy, e correrci contro farà paura.

Ryan Hunter-Reay vince la 500 Indy 2014

RYAN HUNTER-REAY (Andretti-Honda #28) – Separati in casa. Così si corre negli Stati Uniti, in cui i giochi di scuderia praticamente non esistono e le squadre sono diverse macchina per macchina. I piloti si stimano, ma fino a un certo punto: è per questo che Alonso deve diffidare anche del suo caposquadra, RHR. Il campione 2012 ha dimostrato grande competitività sull’ovale dell’Indiana: nel 2008 ha conquistato la medaglia di Rookie of the Year e nel 2014 ha bevuto il latte del vincitore. In più, nel 2012 ha vinto pure il trofeo per le piste ovali: insomma, a Indy è di casa. Reduce da un inizio di stagione travagliato, Ryan cerca il riscatto e punta tutto sui propulsori Honda: la sua esperienza e il suo talento possono fare la differenza nella gara più tosta della IndyCar. Che pesa 100 punti anziché i tradizionali 50.

Tony Kanaan bacia, da vincitore, la brickyard nel 2013

TONY KANAAN (Ganassi-Honda #10) – Il campione 2004 ha dalla sua una mano di carte molto, molto buona. Monta i motori giusti: quelli giapponesi. Ha una vittoria fresca fresca sul circuito più famoso del mondo, perché risale soltanto al 2013. In più, ha in tasca 67 podi e 16 vittorie nella categoria, e una voglia di vincere repressa da tante, troppe gare. L’anno scorso ha provato a replicarsi ma è finito in quarta piazza dopo il finale da cardiopalma che ha premiato Alexander Rossi. Quest’anno potrebbe essere l’anno buono per il bis…

Scott Dixon beve il latte del vincitore alla 500 Indy 2008

SCOTT DIXON (Ganassi-Honda #10) – A meno che non arrivi il neozelandese più veloce in terra d’America. Ha quattro titoli IndyCar in saccoccia (gli ultimi due nel 2013 e nel 2015), ha vinto a Indianapolis nel 2008, è sulla stessa monoposto di TK e ha qualche anno in meno e qualche cavallo in più nel piede. Mai sceso dalla Top 5 a inizio stagione, per Dixon la 500 miglia rappresenta l’occasione di lanciarsi in testa al campionato e partire all’assalto della cinquina. Competitivo e veloce sugli ovali, a Phoenix ha chiuso quinto dopo essere partito ottavo (ed era un ovale corto). Puntare un nichelino su di lui potrebbe non essere una scelta tanto azzardata.

Josef Newgarden gioca a fare l'autostop a Indianapolis

JOSEF NEWGARDEN (Penske-Chevrolet #2) – Un risultato su tutti: l’anno scorso è arrivato terzo e guidava per Ed Carpenter. L’astro nascente della costellazione IndyCar è pronto e determinato a vincere la sua prima 500 miglia. Veloce sugli ovali (ha imparato dal migliore: Carpenter è uno specialista) e in un momento di drastica crescita prestazionale, ha più chances di Simon Pagenaud di affermarsi sulla brickyard ed è per questo che lo abbiamo preferito al francese. Infatti il campione in carica ha studiato da noi, in Europa, e necessita di qualche ripetizione per Indy (nonostante l’affermazione a Phoenix). Josef invece va inquadrato nel mirino.

Intanto, seguiamo il GP stradale di Indianapolis, che si terrà su una versione modificata del circuito che ospitava il GP degli USA di F1 fino al 2007. La diretta sarà disponibile, anche per i semplici abbonati Sport, su Sky Calcio 7 HD a partire dalle 21.15 di sabato 13 maggio.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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