Il WEC potrebbe godere della partecipazione di una vettura targata Exeed nel giro dei prossimi 5 anni. Il brand “di lusso” del gruppo Chery (quarto produttore cinese per numero di veicoli prodotti), si configura come ipotetico primo costruttore cinese a gareggiare alla 24 Ore di Le Mans.

Chery Automobile Co., Ltd., fondata l’8 gennaio 1997 a Wuhu, Provincia di Anhui (Cina), nasce come un’iniziativa governativa locale per rilanciare l’economia di una regione fortemente industriale. Sotto la guida di Yin Tongyue, ex dirigente di FAW-Volkswagen, il progetto era dapprima focalizzato sulla produzione di motori, per poi svoltare rapidamente verso la costruzione di auto; il primo modello, basato sul telaio della Seat Toledo (acquisito su licenza), ha visto la luce nel 1999.
Ad oggi, insieme a SAIC, FAW (First Automobile Works), Dongfeng e Changan, è una delle “Big 5” dell’auto cinese. Trattasi di un’azienda a proprietà mista statale/privata, con controllo principale legato agli enti governativi locali della città di Wuhu e della provincia di Anhui (circa il 36%) e con la restante quota posseduta da colossi tecnologici e industriali privati subentrati negli ultimi anni. Tra i più rilevanti figurano Luxshare Precision (che ne detiene circa il 16-17%) e CATL, il più grande produttore mondiale di batterie per veicoli elettrici.
Date queste premesse, veniamo al sodo. Non c’è ancora un comunicato ufficiale, ma Chery – con il suo marchio Exeed – è data da CarNewsChina.com come intenzionata ad approdare nel World Endurance Championship nel prossimo futuro. Si legge infatti che “La casa automobilistica cinese Chery parteciperà alla 24 Ore di Le Mans tra cinque anni con il suo brand di alta gamma Exeed. Il marchio, di proprietà di Chery, ha annunciato [non tramite comunicato ufficiale, ndr] il 15 dicembre di aver firmato un accordo di cooperazione strategica con l’Automobile Club de l’Ouest (ACO), ideatore e organizzatore della 24 Ore di Le Mans“.
Il fatto che per oltre 22 anni Chery sia stata l’azienda cinese leader nell’export di automobili può ben far intendere i motivi che, visto il crescente interesse mondiale che il WEC sta catturando, la starebbero spingendo verso la partecipazione – sebbene per mano del brand Exeed – con una mossa che assomiglia per certi versi a quella compiuta da Hyundai con Genesis. Il principale? La ricerca di una vetrina prestigiosa e internazionale per un marchio già ben presente in ogni angolo del globo.
“Exeed ha annunciato un’iniziativa quinquennale denominata ‘Road to Le Mans’ con l’obiettivo di partecipare ad una prestigiosa serie di gare“, prosegue l’articolo. “Il piano reso noto prevede tre fasi principali. Inizialmente, Chery lancerà un sistema di selezione locale dedicato alle gare endurance, ‘Exeed Unified Race’. Questo passo consentirà all’azienda di perfezionare le proprie tecnologie, creare un team forte e individuare i piloti di talento necessari per partecipare alle competizioni.
Successivamente, Exeed entrerà nella Asian Le Mans Series (ALMS), che comprende tre classi principali: LMP2, LMP3 e LMGT3 [e, dal 2027, anche Hypercar, ndr]. La LMGT3, in particolare, richiede alle case automobilistiche di produrre oltre 2.500 veicoli all’anno per uso stradale per poter competere [requisito ampiamente rispettato, ndr].
Inoltre, Chery e ACO hanno concordato di costruire un nuovo autodromo Wuhu. Questo ospiterà eventi automobilistici di alto livello in Cina. Exeed utilizzerà questa pista come laboratorio per migliorare le sue auto di serie“, annuncia ancora CarNewsChina. Ricordiamoci, a proposito di circuiti, che il WEC ha già fatto tappa in Cina nel decennio scorso, grazie alle 6 Ore (poi 4) di Shanghai corse tra il 2012 e il 2019.
Dunque, delle numerose voci provenienti dalla Cina riguardo a diversi costruttori interessati ad un ticket di accesso per il mondo delle competizioni endurance (e non solo…), quella riguardante l’arrivo di Chery/Exeed nel WEC sembrerebbe, ad oggi, essere la più concreta.
Tuttavia, il completamento entro il 2030 della teorica road-map temporale tracciata pare difficoltoso, anche se non impossibile. Innanzitutto, non viene specificato se il costruttore cinese realizzerà una vettura LMGT3 basata su modello stradale già esistente o di nuova produzione, se brandizzerà una LMP2/LMP3 o se costruirà addirittura una Hypercar. Qualora opti proprio per l’approdo in Classe Regina, ricordiamo che l’attuale regolamento tecnico del WEC prevede l’omologazione delle attuali LMH/LMDh fino al 2029, con la Classe Hypercar invece presente fino almeno il 2032; dunque, Chery/Exeed approderebbe nel Mondiale Endurance approfittando dell’eventuale cambio regolamentare previsto proprio nel 2030.
In aggiunta a questi dubbi, la ricerca e la strutturazione di una fucina di talenti, la costruzione di un tracciato omologato a Wuhu, l’organizzazione di un racing team (partendo da zero, senza la minima esperienza nel mondo delle corse), il debutto in serie come Asian Le Mans Series (anche solo con una LMP2 “brandizzata” come fatto recentemente da Genesis) e, infine, l’iscrizione alla 24 Ore di Le Mans (o all’intero WEC) con un ormai affermato “Exeed Le Mans Team”, sulla carta rappresentano davvero un’ardua sfida anche per un colosso internazionale supportato dal governo locale.
In attesa di una conferma ufficiale del sodalizio Exeed-ACO-LMEM, il crescente interesse cinese verso il motorsport “occidentale”/internazionale non dovrebbe comunque più stupirci. A farlo, invece, potrebbero essere gli sforzi tecnici ed economici profusi per accedervi.
