Marc Marquez ha guidato la prima giornata di test a Sepang con la nuova Ducati GP26, mentre l’aerodinamica resta il tema centrale per tutti. In particolare per per Razgatlioglu condizionato, per via della propria altezza e del proprio stile di guida, dai vincoli regolamentari sulla posizione delle ali posteriori rispetto al piano della sella.

È terminato nel segno della continuità il primo giorno di test ufficiali della MotoGP a Sepang, dove Marc Marquez sì è ‘stranamente’ piazzato davanti a tutti segnando il miglior tempo di giornata nel turno pomeridiano. 1’57’’018 il tempo del Campione del Mondo in carica, che già oggi ha provato il nuovo kit aerodinamico per la Desmosedici GP26 pensato da Ducati per aumentare l’efficienza aerodinamica oltre a cercare qualche cavallino extra per mezzo di una bocca dell’airbox ridisegnata. Sì perché coi motori congelati alle specifiche del 2025, per guadagnare qualcosa si può (e si deve) su quello che c’è attorno al motore. Il secondo tempo di Fabio di Giannantonio e il quarto, ottenuto al mattino, di Alex Marquez rispettivamente a 256 e 469 millesimi da Marc possono far sorridere la direzione di Borgo Panigale riguardo il livello della GP26, tanto quanto l’ottavo tempo ottenuto da Bagnaia che si dice meno limitato in sella alla GP26 rispetto alla GP25.
Tra le Ducati ha trovato posto, col terzo tempo, Maverick Vinales (KTM Tech3) i cui compagni di marca non sono invece riusciti ad avvicinare la Top10. Tanta ricerca aerodinamica sul codino per KTM quanto per Aprilia, con la Casa di Noale che ha fatto provare a Marco Bezzecchi, oggi 5° a mezzo secondo, Fernandez e Savadori anche una variante triplano delle ali dietro le gambe, oltre ad una evoluzione del ‘cerchiello’ sul codone di Valencia. Anche Honda, che con Marini e Mir ha ottenuto il sesto e settimo tempo, si è concentrata nella zona posteriore della sua RC213V con forme più personali rispetto ai rivali. Più un cantiere aperto la Yamaha, ancora alle prese con lo svezzamento della M1 V4 e portata in Top10 da Quartararo autore del nono tempo con un dito fratturato. Proprio il francese, che ha smentito di aver già firmato con Honda, è stato vittimo di una violenta scivolata al mattino che gli ha provocato una frattura a un dito della mano. Il Diablo è comunque sceso in pista nel pomeriggio stringendo i denti, ma salterà il resto dei test per precauzione.
Proprio questa avanzata ricerca aerodinamica ha messo un primo importante esame sul percorso in MotoGP per Toprak Razgatlioglu. Il problema da risolvere è legato all’aerodinamica del codone che è diventata ormai fondamentale in questa MotoGP. Le appendici poste attorno a gambe e sedere del pilota, che trovano la posizione più logica sopra il codino, hanno ormai raggiunto un ruolo importante, perché possono aumentare il carico posteriore in frenata. Questo permette al pilota di usare maggiormente il freno dietro per rallentare la moto con maggior efficacia oltre a poter usare con sempre più veemenza il freno anteriore senza che lo pneumatico posteriore si stacchi dal suolo sfruttando il carico anteriore. Tutto matematicamente giusto, tutto perfetto. Ma non per Toprak che nello shakedown e oggi ha girato principalmente senza queste ali. Il motivo? La sua statura.

Razgatlioglu è un pilota molto alto e con determinate caratteristiche fisiche che comportano uno stile di guida particolare così la Yamaha, come BMW in Superbike, gli ha preparato un codone ridisegnato per ospitare una sella speciale, molto più bassa, per permettergli di inserirsi meglio nella moto. Questa modifica, però, ha creato un conflitto con il regolamento tecnico: la distanza tra la base della sella e la parte superiore dell’appendice aerodinamica non può superare i 150 mm. Poiché la sella di Razgatlioglu è ribassata, qualsiasi ala montata sul codone finisce per superare l’altezza massima consentita rispetto al piano della seduta. “A fine giornata ho usato il codone con le ali e mi sono sentito meglio perché la moto è più facile da fermare, hai maggiore controllo del posteriore” ha spiegato Toprak dopo la sessione pomeridiana di oggi.
Una soluzione per Toprak e Yamaha potrebbe essere prendere ispirazione dall’ala a cerchiello introdotto da Aprilia nei test di Valencia e riportata qui, che risulta molto più bassa rispetto alle classiche pinne verticali o flap orizzontali usate finora. Questa configurazione potrebbe permettere a Toprak di avere il carico necessario senza violare i limiti dimensionali imposti dal regolamento. Insomma, questa MotoGP sembra al momento un vestito troppo stretto per il talento del turco, a meno che Razgatlioglu non decida, ancor auna volta, di reinventarsi e cambiare stile e approccio come già fatto due volte in Superbike.

