, ,

Brava Liberty Media, con Thomas hai fatto la mossa giusta. Per la sua felicità e per il bene della F1

Mi ci sono rivisto, in Thomas. Dovevo infatti avere più o meno la sua età quando, una domenica pomeriggio, mio padre per la prima volta mi ha piazzato davanti ad una TV durante un GP di Formula 1. All’epoca non immaginavo neppure cosa fosse l’aerodinamica, non sapevo come funzionasse un motore, non avevo nemmeno idea…

15 Maggio 2017
5 min read

18425036_1309516332437543_4426531232281981303_n

Mi ci sono rivisto, in Thomas. Dovevo infatti avere più o meno la sua età quando, una domenica pomeriggio, mio padre per la prima volta mi ha piazzato davanti ad una TV durante un GP di Formula 1. All’epoca non immaginavo neppure cosa fosse l’aerodinamica, non sapevo come funzionasse un motore, non avevo nemmeno idea di chi fossero i piloti o le squadre più forti. Eppure, per motivi ancora tutti da scoprire, mi innamorai all’istante di quelle auto così basse, così veloci, così rumorose, così diverse da tutte le altre che vedevo tutti i giorni in strada.

Mi ci sono rivisto, in Thomas. In quel pianto disperato, in quell’ingenuo sentirsi così emotivamente vicini ad un pilota tifato al punto da scoppiare in lacrime una volta che è finito fuori pista. Era il 1999, all’epoca avevo 6 anni. Qualcosa in più, ad occhio e croce, di quel piccoletto che ieri, vestito di tutto punto con i colori Ferrari e con la testa avvolta da cuffie quasi più grandi di lui, era sulle tribune del Montmelò. Era una domenica di settembre. La seconda domenica di settembre, a voler essere precisi. Quella del GP di Monza, a voler essere proprio puntigliosi. Io, a differenza di Thomas, la gara la stavo guardando appiccicato alla TV. Ma di sicuro dovevo avere gli stessi occhi sognanti, la stessa trepidazione, lo stesso spontaneo ed infantile affetto per una persona che avevo sempre visto solamente in televisione ma che, per il solo fatto di guidare una di quelle auto, era per me qualcosa di molto simile ad un eroe. E toh, anche nel mio caso si trattava di un pilota finlandese. Solo che, a differenza di Thomas, all’epoca i miei cappellini e le mie magliette avevano stampato sopra un altro simbolo, quel baffo rosso che da Woking tanti trofei aveva sottratto al Cavallino Rampante di Maranello. Sì, tifavo McLaren. E sì, tifavo Mika Hakkinen quel 12 settembre del 1999.

Schumacher, dopo l’incidente di Silverstone, aveva alzato bandiera bianca per quell’anno. La lotta per l’iride, a quel punto, era questione tra il mio beniamino ed Eddie Irvine, un pilota vissuto fino a quel momento all’ombra del Kaiser che forse mai si sarebbe aspettato di potersi giocare un risultato così importante in carriera. Alle 14:00 la gara prende il via, e le cose sembrano mettersi subito per il meglio: Hakkinen prende la testa della corsa, e la sua McLaren-Mercedes accumula facilmente vantaggio sui diretti inseguitori. Poi, nel corso del 30° giro, succede l’imponderabile: la MP4-14 del finlandese, all’allora prima chicane, si scompone in maniera inaspettata, diventa ingovernabile e termina la propria corsa contro le barriere. Hakkinen esce dall’auto, lancia volante e guanti e poi, nell’apparente privacy di uno dei boschetti che costeggiano l’Autodromo Nazionale di Monza – ricordo ancora l’inquadratura dall’elicottero – scoppia in lacrime. Di certo non poteva sapere che a circa 700 km di distanza un suo giovane tifoso, come Thomas ieri dopo il ritiro di Raikkonen, si stava disperando con un pianto dirotto per quel ritiro così assurdo, così insensato, così improvviso.

article-2604146-001f483d00000258-31_634x365

E forse è proprio perché mi sono rivisto in Thomas che ieri ho apprezzato enormemente il gesto di Liberty Media, che in fretta e furia ha preso un pass per il finora blindatissimo Paddock, lo ha approntato per il piccoletto e per i suoi genitori, e lo ha portato dentro quel mondo fantastico che è la F1. Da quel GP di Monza del 1999 erano passati 16 anni quando, munito di pass della Force India, nel 2015 anche io mi sono addentrato nel Paddock del Circus, quindi ho più che una semplice idea dell’ambiente che c’era fino all’inizio di questo 2017. All’epoca scrissi che quel che avevo visto tra i camion dei team ed i loro Motorhome non faceva esattamente ben sperare per il futuro della F1. Venivamo dalla seconda stagione consecutiva di dominio Mercedes, ma soprattutto da un periodo di piattume pressoché totale dal punto di vista del rapporto Circus – Tifosi. L’età media del Paddock era altissima, i costi di accesso esorbitanti: si aveva l’impressione di essere entrati in una cerchia ristretta riservata a pochissimi eletti, autorizzati da chissà quale entità superiore a vivere in un mondo blindatissimo ed inaccessibile. Era un Paddock freddo, impersonale, la dimostrazione evidente del baratro incolmabile che c’era tra i protagonisti di questo sport magnifico e chi invece è “solamente” un appassionato. Quando poi nel 2016 sono finito con Honda nel Paddock della MotoGP a Misano, il confronto è stato ancora più stridente. Ho perso il conto del numero di ragazzi che erano tra i Motorhome, a respirare davvero l’aria del loro sport preferito, solamente grazie ai Fan Club dei rispettivi piloti tifati. Qualcosa che per la F1 degli ultimi anni era semplicemente impensabile. 

video-formula-1-kimi-raikkonen-si-ritira-un-piccolo-fan-si-dispera-in-tribuna-foto-con-iceman-004

Al di là della retorica generata dalla tenerezza delle lacrime del bimbo, quello che Liberty Media ha fatto ieri è quindi di un’importanza fondamentale per il futuro di questo sport. Con un gesto che non è costato praticamente nulla – se non qualche secondo a Kimi Raikkonen per la consegna del cappellino e per la foto ricordo, dove Iceman addirittura sfoggia un timido sorriso -, la nuova proprietà della F1 ha dimostrato che il Circus può davvero tornare ad essere vissuto concretamente dagli appassionati. Liberty Media (o chi per loro) ha messo in mostra un lato umano della Formula 1 che non si vedeva da tantissimo, ha saputo riallacciare i tifosi a questo sport dimostrando di capire quanto si soffra – sportivamente parlando – per una gara finita male anche tra le tribune. Si sta forse finalmente iniziando a capire che i tifosi non sono solamente dei numeri di serie ai quali consegnare un salatissimo biglietto, ma l’anima di questo sport. Come sarebbe fredda Monza senza l’invasione di pista sotto al podio? Quanto era avvilente, per quello che rappresenta la F1, il vedere le tribune deserte in India e Corea del Sud? La risposta ve la sarete sicuramente data già da soli. E, a quanto pare, anche la nuova proprietà americana qualche domanda di questo tipo deve essersela fatta, rispondendosi esattamente come voi. 

Quindi, Liberty Media, complimenti ancora. E che questo possa essere solo l’inizio di un processo che riporti i tifosi ad amare questo sport. Perché la F1 è bella da vedere, ma è ancora più bella da vivere. 

Subscribe and get freshly baked articles. Join the community!

Sign up for our newsletter and get a head start on the morning’s top stories.

By signing up, you agree to our Privacy Policy and Terms.

Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

Featured Articles

R Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Rosberg ed Hamilton, lo scontro è ad armi pari: uguale la scelta di gomme dei due

Ci siamo, il momento della resa dei conti è giunto. 20 GP alle spalle, uno solo da affrontare. Ed è proprio in quell’unica Gara ancora […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Il ritiro di Audi e quelle nubi che si addensano sul futuro del WEC

  Sono passati poco più di 10 giorni da quell’annuncio che ha fatto tremare dalle fondamenta il mondo dell’Endurance. Era infatti il 26 ottobre quando […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Info, Orari, Record e Classifiche: guida al GP di Abu Dhabi di F1

4 ore di Prove Libere, un’ora di Qualifica ed un’ora e mezza o poco più di Gara. E’ questo quello che rimane alla Stagione 2016 […]

H Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Hamilton parte forte ad Abu Dhabi: sue le FP1. 2° Rosberg, incalzato dalle RedBull

Se la strategia per il weekend è quella di mettere più pressione possibile sulle spalle di Nico Rosberg, Lewis Hamilton la prima Sessione di Prove […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Non solo F1: ad Abu Dhabi, Giovinazzi si gioca il Titolo in GP2. Ecco gli orari di Qualifica e Gara

Essere “sotto i riflettori”, ad Abu Dhabi, non è solamente un modo di dire, vista l’illuminazione artificiale che rischiara la notte desertica degli Emirati Arabi […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Nelle FP2 di Abu Dhabi 79 millesimi dividono Hamilton e Rosberg. Velocissime le RB, problemi per Vettel

1’40”861. E’ questo il limite imposto da Lewis Hamilton nel corso della seconda sessione di Prove Libere del weekend di Yas Marina, ultimo appuntamento del […]

L Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Le FP3 di Abu Dhabi si tingono di rosso: 1° Vettel, con le Mercedes che si nascondono

Probabilmente, tutti firmerebbero per avere una griglia di partenza così per il GP di Abu Dhabi di domani. Tutti, tranne Nico Rosberg e Lewis Hamilton, i […]

H Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Hamilton vola ad Abu Dhabi: è Pole! 2° Rosberg, che teme la strategia RedBull

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della […]

G Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

GP2, Gasly straccia tutti ad Abu Dhabi, Giovinazzi 5° tra problemi

Poteva andare meglio. La gara lunga di Abu Dhabi è andata a Pierre Gasly, che guadagna 25 punti e si lancia verso il titolo GP2 […]

S Read More

4 Ruote27 Novembre 2016

Sfuma il sogno di Giovinazzi: Pierre Gasly è Campione GP2

Non ha avuto il ritmo. Per tutto il weekend. E come avrebbe potuto vincerlo il titolo, Antonio Giovinazzi? Il pilota italiano non è veloce sulla […]

M Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

Mercedes è pronta a sospendere Hamilton? Sicuramente no, per fortuna di Rosberg

Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo sino alla vigilia del GP di Montecarlo. Non vi ricordate cosa accadde in quei giorni? […]

F Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

F1, GP di Abu Dhabi: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

E così siamo giunti alla fine. Anche il Mondiale 2016 di F1 è andato in archivio, incoronando dopo una lotta durata un’intera stagione Nico Rosberg […]

c Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

+80 cv, -25 kg: Tutto sull’epocale cambio di regolamenti del WRC

Con la chiusura del Mondiale Rally 2016 avvenuta da poco più di una settimana e coronata dall’ultimo trionfo Volkswagen, l’ambiente del WRC sta rapidamente dirigendo i […]

O Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Opel Astra 1.6 Innovation: quando migliorare non vuol dire costare di più

Che la nuova Opel Astra fosse cambiata, rispetto alla versione precedente, lo avevo intuito sin da quando ho visto le prime foto. Quelle immagini che […]

M Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

L’attesa è finita: il nuovo numero di Michel Vaillant è uscito in italiano. Nona Arte-Renoir ha terminato la traduzione e lo ha distribuito urbi et […]