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Andrea Dovizioso fa svettare in alto il tricolore! Trionfo italiano con Pasini e Migno che completano il Triplete

1° giugno 2008. Era da allora che non vedevamo tre italiani sul gradino più alto del podio in tutte e tre le classi, al Mugello. Il due tempi profumava ancora l’aria delle classi minori. Andrea Migno con Fabio Di Giannantonio prima e Mattia Pasini  poi fanno da preludio ad Andrea Dovizioso. Tre gare Bellissime per il tricolore,…

4 Giugno 2017
6 min read

1° giugno 2008. Era da allora che non vedevamo tre italiani sul gradino più alto del podio in tutte e tre le classi, al Mugello. Il due tempi profumava ancora l’aria delle classi minori. Andrea Migno con Fabio Di Giannantonio prima e Mattia Pasini  poi fanno da preludio ad Andrea Dovizioso. Tre gare Bellissime per il tricolore, in concomitanza con la Festa della Repubblica. DesmoDovi riesce a guidare di fioretto una dura ma perfetta Desmosedici, guadagnandosi una vittoria meritatissima, portandosi al secondo posto in classifica. Secondo Maverick Viñales, con un brutale Danilo Petrucci a podio, che a suon di traversi riesce a redimersi dall’errore in Q2. Quarto Valentino Rossi, che fa quel che può fino a quando ha tenuta fisica. 

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Le gare vengono anticipate dal tributo a Nicky Hayden, con tutti i piloti schierati sul rettilineo di partenza, in piedi dietro la vecchia RC212-V di Kentucky Kid. A 69 secondi di silenzio, seguono 69 secondi di commuovente applauso. Le gare possono avere inizio. In Moto3 il Poleman Martin viene penalizzato di 12 posizioni per aver rallentato troppo nelle FP3. A scattare davanti a tutti è così McPhee, con Mir e Di Giannantonio a completare la prima fila. Ed è proprio l’italiano a bruciare tutti in partenza, con Fenati alle sue spalle. Dato il lunghissimo rettilineo i giochi di scia si susseguono per tutti e 1141 i metri. I due italiani vengono quindi risucchiati al 4° giro, passati da Martin, Binder e McPhee. Tutti i piloti sono ancora vicinissimi e questo facilita chi arriva dalle retrovie: ne approfitta Andrea Migno, che partiva in quarta fila ed al settimo giro si porta in testa.

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Ma Fenati e DiGia recuperano, si riportano davanti provando a scappare ma il rettilineo è lunghissimo e tutti gli altri recuperano sempre, ad ogni tornata: dopo un solo terzo di gara già si può assaporare l’arrivo al photofinish. Giro dopo giro i giovani piloti si strappano la leadership, l’unica costante è il buon DiGia che riesce a non farsi risucchiare mai troppo in rettilineo. Recupera anche Bulega, che partito malissimo riesce addirittura a portarsi in prima posizione a 6 giri dalla fine. Riesce a portasi nuovamente in testa Migno, ma scivola poco dopo in ottava posizione. Tutti sono vicinissimi e oltre 20 piloti sono racchiusi in 2 secondi e mezzo. Al penultimo giro, con Di Giannantonio in testa, iniziano le prove di volata. L’ultimo giro inizia con Migno davanti seguito da Di Giannantonio. I due provano ad allungare e ci riescono, racimolando un piccolo margine che riescono a portare fino al traguardo. Prima vittoria in carriera per Andrea Migno, che chiude davanti a Fabio Di Giannantonio per appena 37 millesimi. Guevara completa il podio. Solo 10° Bulega, davanti a bastianini. 13° Fenati.

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In Moto2 è il notstro buon Franco Morbidelli, capoclassifica, a partire davanti. Con lui A.Marquez e Mattia Pasini. Ed è proprio il riminese a compiere uno stupendo sorpasso al primo giro su Morbidelli alla Savelli, riuscendo a portarsi in testa. Franco dopo poco viene passato anche dal team mate Marquez mentre Luthi li segue pronto a sbranarli. I primi quattro riescono a fare il vuoto. Al quinto giro Marquez attacca Pasini alla prima curva, portandosi in testa ma Mattia non ci sta e ripassa alla Arrabbiata 1, riprendendosi la testa della gara con un bellissimo sorpasso. Morbidelli sembra però non in grado di tenere quel ritmo, e poco dopo viene passato da Luthi per poi lentamente iniziare a staccarsi. I tre davanti vanno invece avanti spediti e vicinissimi. A 5 giri dalla fine Maqruez ritenta l’attacco alla San Donato e ci riesce nuovamente ma ancora Pasini risponde alla prima occasione, riportandosi nuovamente in testa con una rasoiata alla Casanova-Savelli.

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Arriva però il rettilineo e Marquez ripassa, mentre col gioco di scie anche Luthi passa Pasini. Ma il #54 non ci sta e alla Casanova-Savelli sfoggia un’altro bellissimo sorpasso, ai danni di Luthi. L’italiano è estremamente efficace, riesce a girare 2 metri più stretto rispetto agli altri, letteralmente raddrizza le ‘S’! A tre giri dal termine ancora Pasini, ancora alla Casanova-Savelli riesce a riprendersi la leadership ai danni di Marquez. Morbidelli decide di non prendere rischi e molla. Inizia l’ultimo giro, e Luthi tenta il colpaccio alla prima curva, riuscendo nel doppio sorpasso. Ne approfitta anche Marquez che passa Mattia. Ma Pasini è indomabile quest’oggi ed in due curve si riprende la prima posizione e taglia per primo il traguardo! Una gara strepitosa, condita da una vittoria che gli mancava dal 2009, quando sempre al Mugello diede vita ad uno strepitoso duello con Simoncelli sull’asfalto bagnato.

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Tocca quindi alla classe regina, la MotoGP. Rossi e Viñales optano per una coppia di Hard. Doppia Medium per i Ducatisti, tranne Petrucci che opta per una Hard davanti, come Marc Marquez. Rossi parte benissimo, ma ancor più strepitosa è la partenza di Jorge Lorenzo che chiude la prima curva in terza posizione. Il gruppo è compattissimo, al secondo giro, complice il Desmo, Lorenzo riesce a passare in un colpo solo Viñales e Rossi, ma il Dottore risponde subito con una staccata perfetta.Poi si ripassa sul rettilineo ed ancora una volta Lorenzo svernicia tutti ma nel tratto guidato entrambe le Yamaha riescono a riportarsi davanti. Maverick sfrutta poi la scia per passare Rossi e ce la fa, ma Valentino resiste in staccata alla San Donato. Lorenzo viene quindi passato da Dovizioso che arriva alle spalle di Rossi. Si fa sotto anche Petrucci che al 6° passaggio, dopo aver passato Lorenzo, riprende Valentino, da poco superato da Dovizioso. 

La bagarre si fa meno intensa, così i primi 4 riescono a mettere un bel margine tra loro e gli inseguitori, capitanati da Marc Marquez. Vinales, Dovizioso, Rossi e Petrucci riescono a girare sull’1’48” basso. A spiccare in negativo però è Valentino, che nonostante sembri il più efficace tra le curve, perde tantissimo in rettilineo. Intanto Lorenzo continua a perdere, scendeno in settima posizione alle spalle di Zarco, venendo poi superato anche da Iannone. A 10 giri dalla fine però si concretizza l’attacco delle Ducati: prima Dovizioso si porta in testa e poi Petrucci scavalca Rossi. la tribuna Ducati, posta alle Arrabbiate, va in visibilio. Dovizioso inizia a scappare, mentre Petrucci spinge fortissimo per superare Vinales, riuscendoci.

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I quattro davanti iniziano a fare elastico tra di loro nel tentativo di far riposare le gomme. Al 19° giro è Maverick a rompere gli indugi: con un sorpasso chirurgico si riporta in seconda posizione però a quasi un secondo e mezzo da Dovizioso. Ci prova ma Il Dovi ormai è lontano, mentre Rossi, provato dalla fatica, molla. Poco dopo la bandiera a scacchi, il colpo di scena: Pedrosa stende Crutchlow. Erano in lotta per l’11/a posizione, entrambi autori di una gara davvero opaca. Buona rimonta per Andrea Iannone, che partiva 16° ma chiude 10° ad un soffio da Michele Pirro (partito malissimo) e Jorge Lorenzo.

Una vittoria meritatissima per Dovizioso, frutto di una guida molto pulita ed altrettanto veloce. Gioia e fierezza nei suoi occhi durante il giro d’onore, come la commozione traspare dagli occhi del buon Petrux, che magari per qualche giro ha assaporato la vittoria. 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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