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La pioggia rallenta tutti, Marquez ne approfitta. Miller fa il giullare.

La pioggia ha accolto i ragazzi della MotoGP nelle primissime ore del giorno. La prima sessione di libere è iniziata con un leggero solo a fare capolino, ma l’asfalto era decisamente bagnato. Turno quindi da buttare. A tirare su il morale ci pensa Jack Miller, forse ancora acciaccato da Brunello e fiorentina. Davanti a tutti…

9 Giugno 2017
2 min read

La pioggia ha accolto i ragazzi della MotoGP nelle primissime ore del giorno. La prima sessione di libere è iniziata con un leggero solo a fare capolino, ma l’asfalto era decisamente bagnato. Turno quindi da buttare. A tirare su il morale ci pensa Jack Miller, forse ancora acciaccato da Brunello e fiorentina. Davanti a tutti Marc Marquez, ma i tempi sono davvero alti.

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Per gran parte della sessione, con l’asfalto bagnato, sono stati solo 7 piloti a provare: Rossi, Zarco, Folger, Lorenzo, Bautista, Guintoli ed A.Espargaro. Tutti gli altri piloti sono rimasti ai box, in attesa. A 20 minuti dal termine è stato però Jack Miller a rompere la monotonia. Continuava a sbagliare l’ultima variante, il curvone del vecchio lay out. Ad ogni passaggio. I commissari sono stati costretti ad esporgli bandiera nera e solamente un colloquio con altri piloti gli ha fatto comprendere l’errore. Idolo. In contemporanea alcuni piloti hanno iniziato a provare con le slick. Primissimi a farlo Folger e Zarco.

A fine turno quindi tutti in pista, sostanzialmente per fare una shake down. A ‘spuntarla’ Marc Maruqez con un 1’45”875. A tre decimi segue Crutchlow, poi Dovizioso a sei. Quarto Dani Pedrosa davanti a Jonas Folger, prima Yamaha. Segue Maverick Vinales. Settimo Sam Lowes, che complice le condizioni estremamente particolari è riuscito a stare coi primi. Ottavo Alvaro Bautista, con il due Pramaca a chiudere le top 10: Redding nono e Petrucci decimo. Jorge Lorenzo è 13°, davanti ad Andrea Iannone. 17° Rossi, mentre Barbera, Rabat e baz non sono nemmeno scesi in pista.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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