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Nel caos assoluto di Baku spunta Daniel Ricciardo! A podio Stroll, ruotate tra Hamilton e Vettel

“Assurda” è un aggettivo che suona come un diminutivo per quello che è andato in scena oggi nel GP di Baku. Perché la gara azera è stata tutt’altro che prevedibile, tutt’altro che lineare nel suo svolgimento e ha visto susseguirsi una serie indefinita di colpi di scena e rovesciamenti di fronte, che hanno disegnato una…

25 Giugno 2017
5 min read

“Assurda” è un aggettivo che suona come un diminutivo per quello che è andato in scena oggi nel GP di Baku. Perché la gara azera è stata tutt’altro che prevedibile, tutt’altro che lineare nel suo svolgimento e ha visto susseguirsi una serie indefinita di colpi di scena e rovesciamenti di fronte, che hanno disegnato una classifica finale imprevedibile alla vigilia.

© Dan Istitene
© Dan Istitene

Perché alla fine, in tutto il marasma dell’Azerbaijan, il primo a tagliare il traguardo dei 51 giri di gara è Daniel Ricciardo, che partiva 10° e che durante il weekend non aveva mai dato l’impressione di potersi giocare la vittoria. Eppure l’australiano, che è stato costretto ad una sosta anticipata per via di alcuni detriti finiti nella presa d’aria dei suoi freni, è riuscito a tenersi lontano dal caos del gruppone e dopo un triplo sorpasso su Hulkenberg, Stroll e Massa alla ripartenza da una SC non ha dovuto far altro che attendere che i problemi di Hamilton e la penalità di Vettel gli consegnassero tra le mani la vittoria del GP. Perché dietro al #3 non c’è infatti né il #44 né il #5, ma c’è il #77. Valtteri Bottas, finito addirittura doppiato nelle prime fasi del GP per via di una foratura rimediata in Curva 2 dopo un incidente con Kimi Raikkonen, sfruttando abilmente le SC ha saputo costruire una grande rimonta, suggellata dal secondo gradino del podio conquistato proprio al photofinish, con la W08 che ha tagliato il traguardo con un solo decimo di vantaggio su…Lance Stroll. E’ infatti il giovane canadese, bistrattato da tutti fino allo scorso GP del Canada, la più grande sorpresa di questo GP. In una gara che vede tanti “big” sbagliare e tanti altri cadere preda del nervosismo, il rookie della Williams non commette neppure una sbavatura e, complici le sventure sportive altrui, si prende un podio meritatissimo che non potrà altro che far morale.

4°, come la sua posizione di partenza, è Sebastian Vettel. La gara del tedesco però è stata tutt’altro che lineare, dopo che era balzato in seconda posizione in Curva 2 approfittando del caos generato da Bottas e Raikkonen. La SF70-H del tedesco aveva tenuto bene la ruota della Mercedes di Hamilton, difendendosi alla grande nelle ripartenze dalla SC sia da Perez che da Massa, ma poi il #5 commette una grossa ingenuità: in occasione dell’ultimo restart dopo la Safety Car, il #44 rallenta vistosamente in uscita di Curva 15 e Vettel non riesce ad evitare il contatto, danneggiando l’ala anteriore della sua Ferrari. Ma l’ingenuità il tedesco la commette subito dopo, quando affianca la Mercedes di Hamilton e, vistosamente innervosito dal rallentamento dell’inglese, rifila deliberatamente una ruotata alla W08 dell’avversario. E’ “guida pericolosa” per i commissari, che comminano così a Vettel uno Stop & Go di 10″ – ed altri 3 punti di “ammonizione” sulla superlicenza -, una penalità che è sufficiente a tenere il tedesco lontano dal podio costringendolo a difendersi dagli attacchi di Hamilton nella parte finale della gara. Perché al traguardo è proprio l’inglese della Mercedes, che non è stato penalizzato per il proprio rallentamento sotto regime di SC ma ha comunque perso tempo per via del mancato fissaggio dell’headrest, che minacciava di volersi staccare dall’auto da un momento all’altro: sosta supplementare dunque anche per Hamilton, che non è poi riuscito a rimettere le proprie ruote davanti a Vettel e che ha così perso ulteriori 2 punti in classifica mondiale. è invece Ocon, che ha causato una bandiera gialla – che ha poi portato all’unica bandiera rossa della gara per via del numero di detriti presenti in pista – stringendo a muro Sergio Perez in uscita di Curva 2 nel tentativo di guadagnare la terza posizione a seguito di una ripartenza da SC.

è Magnussen, che nelle fasi finali della corsa è scivolato pian piano indietro nel gruppo dopo aver occupato addirittura la terza posizione, mentre è Sainz, che con tutto il caos della corsa ha avuto modo di recuperare un testacoda fatto all’uscita di Curva 1 nel corso delle concitate fasi dopo la partenza. Primi punti stagionali invece per Fernando Alonso, 9° al traguardo e davanti a Pascal Wehrlein, per la seconda volta in stagione all’interno della Top Ten.

Primi dieci dai quali invece è appena fuori Marcus Ericsson, che con Wehrlein si è anche scambiato qualche “sportellata” alla ricerca del punticino iridato ma che non è riuscito a far altro che tenersi dietro Stoffel Vandoorne – ancora sovrastato da Alonso nel confronto -, un Romain Grosjean alle prese anche oggi con evidenti problemi ai freni e Kimi Raikkonen, che nella classifica ufficiale figura 14° ma che invece ha completato il GP con 3 giri d’anticipo. La gara del #7 è stata peraltro un calvario, con la sua SF70-H che è stata pesantemente danneggiata sin da Curva 2 del primo giro per via del contatto con Bottas: il finlandese ha girato a lungo con l’ala anteriore danneggiata, il bargeboard sinistro piegato ed una parte del fondo piatto mancante, fin quando un detrito lasciato da una delle Force India non gli ha causato una foratura alla posteriore destra, con i frammenti di gomma che hanno ulteriormente rovinato il fondo della Ferrari. I meccanici di Maranello hanno tentato di rimettere in corsa Iceman approfittando della bandiera rossa, ma un piccolo intervento effettuato dai meccanici “out of the Fast Lane” – la vera e propria corsia dei box – gli costa un Drive Through, ed a quel punto il suo muretto decide di risparmiare per qualche giro le componenti della sua Ferrari.

Primo dei ritirati è Perez, che condivide un destino molto simile a Raikkonen. Il messicano viene messo a muro all’uscita di Curva 2 da Ocon subendo un grave danno all’ala anteriore ed al fondo, si prova a rimetterlo in pista sfruttando la bandiera rossa ma la stessa infrazione commessa dagli uomini Ferrari costa un Drive Through anche a lui, costretto alla fine al ritiro da una rottura del sedile. Ritiro poi anche per Massa, che inspiegabilmente dopo una ripartenza da una SC si ritrova tra le mani una FW40 inguidabile ed opta dunque per rientrare in anticipo ai box, mentre Hulkenberg aveva salutato qualche giro prima la compagnia dopo aver colpito con l’anteriore destra uno dei tanti muretti di Baku. Grande rammarico, ancora una volta, per Max Verstappen: l’olandese era in lotta con Perez per il podio nelle prime fasi di gara, ma un problema tecnico sulla sua RB13 ha di nuovo tarpato le ali al #3. Noie tecniche anche sulla STR12 di Kvyat e sulla R.S. 17 di Palmer, con il russo che è stato il primo a chiamare in causa la prima delle tante SC di questo GP.

Ecco l’ordine di arrivo al termine dei 51 giri di gara previsti:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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