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Indy Toronto, la caution bacia Josef Newgarden: iellati Castroneves e Dixon, Chevy argina Honda

No, nemmeno a Castroneves deve piacere la pit-lane chiusa sotto Safety Car. Perché domenica Helio aveva l’opportunità della vita, e un lungo di Kanaan gli ha sottratto il piatto d’argento. Stava dominando in lungo e largo il #3 del Team Penske, e Scott Dixon navigava in  penultima posizione. Ma la IndyCar è anche fortuna, e…

20 Luglio 2017
3 min read

No, nemmeno a Castroneves deve piacere la pit-lane chiusa sotto Safety Car. Perché domenica Helio aveva l’opportunità della vita, e un lungo di Kanaan gli ha sottratto il piatto d’argento. Stava dominando in lungo e largo il #3 del Team Penske, e Scott Dixon navigava in  penultima posizione. Ma la IndyCar è anche fortuna, e a trovare il quadrifoglio è stato Josef Newgarden.

Indy Toronto, la caution bacia Josef Newgarden: iellati Castroneves e Dixon, Chevy argina Honda

La riscossa di Roger Penske era partita fin dalle qualifiche con la pole position di Simon Pagenaud ed è proseguita per tutta la domenica. Il vecchio volpone della IndyCar Series avrà lavorato duro per trovare il set-up giusto con cui farsi beffe della Honda. E in effetti c’è riuscito, visto che porta a casa una vittoria di un certo spessore.

La corsa aveva già dato un verdetto, e quel verdetto era Castroneves. Alla prima curva il carioca ha bruciato il poleman Simon Pagenaud e da lì in poi nessuno ha più potuto riacciuffarlo. Volava, sulle gomme morbide. Volava, non c’è modo per descrivere la forza del brasiliano se non questo. Al punto che la corsa è rimasta praticamente congelata fino al giro 23. Il giro del fattaccio.

Tony Kanaan ha infatti perso il controllo della vettura con gomme fredde (era appena uscito dal box) perché ha mancato il riferimento per la frenata. Quando ha inchiodato su un dosso della pista, è andato in bloccaggio: ha alzato il piede, e l’auto è andata lunga. Fino a spalmarsi contro le gomme di protezione. A questo punto non c’è stato altro da fare se non chiamare in pista la pace car.

Una fortuna incredibile che si è rovesciata addosso a Josef Newgarden, l’ultimo a rientrare nella corsia dei box prima della caution. Avevano già pittato anche Ryan Hunter-Reay, Max Chilton, Ed Jones e Alexander Rossi. Il resto del gruppo ha dovuto ricompattarsi e poi è rientrato tutto d’un colpo. Col risultato che Castroneves s’è trovato dietro Dixon.

Castroneves è stato molto sfortunato a Toronto

E a Scott Dixon le cose non erano andate affatto bene, nella prima metà corsa. Nella partenza concitata s’era allargato, mandando Power a muro. Il #12 ha rotto i braccetti dello sterzo e gli è finito addosso: il pilota di Penske ha dovuto ritirarsi, mentre l’alfiere di Ganassi ha perso 50 secondi tra riparazioni e penalità (per aver riparato la macchina mentre la pit-lane era chiusa). Ma quando è riapparsa la bandiera gialla, Dixon non ha potuto che sorridere: se prima stava assistendo a un dominio Castroneves che si sarebbe tradotto in una classifica ribaltata, adesso era di nuovo in corsa.

Alla ripartenza la gara si è trasformata in un lungo monologo a firma Newgarden. A intrattenere gli spettatori si è dedicato Ed Jones, che aveva scommesso sulla pioggia e rimandato il pit-stop fino a compattare tutto un gruppo dietro di sé. Interessante anche un duello perenne tra Hunter-Reay e Carlos Munoz, che gli ha resistito fino all’ultimo. Verso fine gara, il campione 2012 ha fatto a sportellate col campione in carica: il #28 aveva sorpassato Pagenaud toccandolo involontariamente. Al giro dopo, il francese ha azzardato un sorpasso con ceffone, e alla curva successiva l’americano gli ha risposto con una terza e ultima sportellata. Inutile dire che i giudici a stelle e strisce non hanno avuto nulla da eccepire. Con grande gioia di chi scrive.

La corsa ha confermato che i valori in campo rimangono gli stessi. Castroneves e Dixon sono stati vittime della sfortuna (anche se il brasiliano è riuscito a rosicchiare qualche punto alla lepre del campionato). In definitiva non si è persa la competitività Honda sui cittadini, ma Penske ha fatto un ottimo lavoro ed è riuscito a incassare un primo posto che vale oro.

Note di merito a Newgarden (meraviglioso sulla mescola dura), Alexander Rossi (al primo podio dopo Indy) e Jones. Da tenere sotto osservazione le prestazioni altalenanti di Rahal e Hinchcliffe.

Di seguito l’ordine d’arrivo dell’Honda Indy Toronto, e a piè di pagina la classifica piloti. 

Classifica Gara
Classifica Gara
Classifica IndyCar 2017
Classifica IndyCar 2017

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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