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La MotoGP torna subito per il GP d’Austria: ecco la guida che fa al caso vostro

Non ancora ben digerito il GP di Brno, i ragazzi della MotoGP sono pronti a saltare in sella, per il Gran Premio d’Austria sul Red Bull Ring. Gran Premio di casa quindi per KTM, e occhio alle Ducati. Situato vicino all’aeroporto militare di Zeltweg, è stato rinnovato di recente per volere di Dietrich Mateschitz. Il…

10 Agosto 2017
5 min read

Non ancora ben digerito il GP di Brno, i ragazzi della MotoGP sono pronti a saltare in sella, per il Gran Premio d’Austria sul Red Bull Ring. Gran Premio di casa quindi per KTM, e occhio alle Ducati.

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Situato vicino all’aeroporto militare di Zeltweg, è stato rinnovato di recente per volere di Dietrich Mateschitz. Il moderno tracciato nasce sulle ceneri dell’Österreichring, un circuito molto veloce e caratterizzato da un’altimetria condizionata dalla collocazione sul fianco di una collina, misurava 5.911 metri nella versione originaria. Ma a causa della sua pericolosità venne drasticamente accorciato e rallentato, a metà anni 90, cambiando nome in A1-Ring. Ad occuparsi del progetto fu Hermann Tilke. Il disegno da all’ora è invariato, nonostante nel 2004 lo abbia rilevato la Red Bull promettendo una modifica che recuperasse parzialmente l’eliminato tratto iniziale.

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Sulla nuova configurazione della pista le MotoGP hanno esordito l’anno scorso e sono andate subito velocissime, girando in qualifica ad oltre 186 km/h di media sul giro. Merito delle poche curve, solo 10 di cui 3 a sinistra e 7 a destra, e dei numerosi rettilinei concentrati nelle vicinanze del traguardo. Non tutte le curve richiedono l’uso dei freni, ma curiosamente non ce n’è nemmeno una in cui le MotoGP frenino e le monoposto di Formula 1 non lo facciano: naturalmente l’intensità è differente perché la velocità di percorrenza delle curve fra auto e moto non ha paragoni. Questo dimostra che non ci sono frenate leggere, ma sempre a media e alta intensità. Tutte queste peculiarità del circuito mettono positivamente in risalto le caratteristiche della Desmosedici.

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A complicare la scelta di tempo dei piloti nelle staccate contribuiscono le frequenti ondulazioni della pista: dal punto più alto al più basso c’è infatti un dislivello di 65 metri e la discesa più ripida ha un’inclinazione del 9,3 per cento. Secondo i tecnici Brembo il Red Bull Ring rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni assieme alle piste di Barcellona, Motegi e Sepang. Durante un intero giro i piloti della MotoGP utilizzano i freni 7 volte per un totale di 25 secondi. Come dicevamo, anche le Formula 1 frenano 7 volte ogni giro ma per un totale di appena 9,3 secondi. La decelerazione media sul giro della MotoGP è 1,3 g e costituisce il record del campionato e sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva Brembo del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore supera i 10 quintali e mezzo: per nessuna frenata il carico è inferiore ai 4,7 kg.

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Le prime 3 staccate in successione sono altamente impegnative per i freni mentre le restanti 4 sono di media difficoltà. La più dura in assoluto è quella alla curva Castrol Edge (curva 1) perché si trova nel punto più veloce del tracciato, anche se leggermente in salita: le MotoGP arrivano a 312 km/h e frenano per 4,1 secondi per scendere a 99 km/h in 216 metri, i piloti subiscono una decelerazione di 1,5 g ed esercitano un carico sulla leva di 6,4 kg, con la pressione del liquido dei freni che raggiunge gli 11 bar. In questo punto le monoposto di Formula 1 arrivano ad una velocità di poco superiore (318 km/h), hanno il vantaggio di poter entrare in curva a 137 km/h e soprattutto possono spingere al massimo sui freni senza rischio di ribaltarsi: per la frenata bastano 1,77 secondi e 52 metri.

Maggiori sono lo spazio e il tempo di frenata delle MotoGP alla curva Rauch (curva 3), complice la strada in discesa: 251 metri e 5,2 secondi indispensabili per passare da 294 km/h a 79 km/h. La decelerazione è anche qui di 1,5 g mentre per i piloti di Formula 1 tocca i 4,7 g. La curva Remus (curva 2) è invece la più lenta del tracciato con i suoi 64 km/h di velocità di ingresso. I piloti si attaccano ai freni per 5 secondi esercitando un carico di 5,8 kg sulla leva. La differenza rispetto alle quattro ruote è meno pronunciata perché i freni delle F.1 sono usati per 2,4 secondi e la velocità a fine frenata è di 76 km/h.

Tutti i record sul giro sono di Andrea Iannone, il giro più veloce è quello fatto registrare in qualifica, un 1’23”142 a 186,9 km/h di media, mentre il record è in 1’23”561 a 183,8 km/h di media. La velocità di punta più alta è stata registrata da Andrea Dovizioso, 313 km/h. Lo scorso anno la gara durò 39’46”255.

Ma se Il Red Bull Ring è un tracciato complicato per i freni, lo è ancor di più per le gomme. Basta guardare l’immagine in basso che rappresenta quanto stress subiscano gli pneumatici: è tutto rosso sul lato destro ed al centro, ed addirittura arancione scuro sul lato sinistro nonostante appena 3 curve su quel lato. Quindi grandissime sollecitazioni.

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“L’anno scorso, al RedBull Ring avevamo vissuto un weekend molto positivo – ricorda Piero Taramasso, responsabile due ruote per Michelin – I nostri pneumatici avevano funzionato bene nonostante un’escursione estrema delle temperature ambientali e di pista. Il primo giorno faceva freddo, ma la domenica c’erano circa 50° in pista. La longevità degli pneumatici s’era dimostrata soddisfacente e nel finale di gara era pure stato stabilito il primato del tracciato. Questo circuito ha un disegno unico, con solo due curve vere a sinistra – continua Taramasso – L’anno scorso, avevamo messo a disposizione dei piloti pneumatici molto adatti a tale disegno del tracciato ed anche quest’anno disporremo di prodotti competitivi e prestazionali su questo interessante circuito. La corsa del 2016 era stata impressionante e sono certo che sarà così anche quest’anno. Faremo di tutto affinché i nostri pneumatici rendano questa gara il più appassionante ed accattivante possibile”.

La casa del Bibendum porterà quindi gomme dalla mescola simile a quella di Brno, simmetriche all’anteriore ed asimmetriche al posteriore, ovviamente con la spalla destra più dura. Asimmetriche anche le Rain posteriori.

Gomme Rain che con molta probabilità saranno usate domani: per tutta la mattinata di venerdì è prevista pioggia, e difficilmente il tracciato si asciugherà nel pomeriggio. Tempo più clemente per sabato, anche se un minimo rischio di pioggia incombe per le qualifiche. Per la gara invece sono previsti sole e 21°C.

Ma veniamo agli orari. Anche questa tappa sarà in diretta sia su Sky Sport MotoGP che su TV8.

Venerdì 11 agosto
09.00 | Prove libere 1 Moto3
09.55 | Prove libere 1 MotoGP
10.55 | Prove libere 1 Moto2
13.10 | Prove libere 2 Moto3
14.05 | Prove libere 2 MotoGP
15.05 | Prove libere 2 Moto2

Sabato 12 Agosto
09.00 | Prove libere 3 Moto3
09.55 | Prove libere 3 MotoGP
10.55 | Prove libere 2 Moto2
12.35 | Qualifiche Moto3
13.30 | Prove libere 4 MotoGP
14.10 | Qualifiche MotoGP (Q1 alle 14:10, Q2 alle 14:35)
15.05 | Qualifiche Moto2

Domenica 13 Agosto
08.40 | Warm Up Moto3, Moto2, MotoGP
11.00 | Gara Moto3
12.20 | Gara Moto2
14.00 | Gara MotoGP

 

Ed ecco la classifica:

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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