, ,

Nelle FP1 del GP di Singapore a fare la voce grossa sono le RedBull. Vettel si infila tra di loro

Ce l’aspettavamo un po’ tutti, diciamocelo. Su una pista che esalta il carico aerodinamico ed il telaio, pensare che la RedBull non potesse essere tra le auto più veloci del lotto era piuttosto ottimistico. Ed infatti, al termine delle FP1 del GP di Singapore, è proprio una RB13 a piazzarsi davanti a tutti. La RedBull…

15 Settembre 2017
3 min read

Ce l’aspettavamo un po’ tutti, diciamocelo. Su una pista che esalta il carico aerodinamico ed il telaio, pensare che la RedBull non potesse essere tra le auto più veloci del lotto era piuttosto ottimistico. Ed infatti, al termine delle FP1 del GP di Singapore, è proprio una RB13 a piazzarsi davanti a tutti.

© Getty Images
© Getty Images

La RedBull in questione è quella di Daniel Ricciardo: il sorridente australiano – impegnato nei primi minuti in qualche test con l’HALO – chiude la prima sessione di prove libere del weekend, svoltasi su una pista molto sporca e poco gommata, con un ottimo 1’42″489 che gli consente di staccare per poco più di un decimo la Ferrari di Sebastian Vettel, 2° e stretto nella morsa delle due RB13. In 3^ posizione c’è infatti l’altra vettura di Milton Keynes, quella di Max Verstappen, che con il suo 1’42″610 si è piazzato a soli 12 millesimi dalla SF70-H del tedesco e poco meno di tre decimi davanti alla prima delle Mercedes, la W08 Hybrid di Lewis Hamilton con il suo 1’42″904. Mercedes e Ferrari che si ritrovano a dover piazzare i propri “numeri 2” dietro ad un inatteso Sergio Perez, ottimo in 1’43″423 al termine di queste FP1 e capace di tenersi dietro sia Valtteri Bottas che Kimi Raikkonen, staccati tra di loro da 3 decimi di secondo esatti. Buon è poi Fernando Alonso, che conta di sopperire con telaio, aerodinamica e capacità di guida alle mancanze della sua Power Unit Honda, mente è Nico Hulkenberg, che si tiene dietro Daniil Kvyat, 10° in 1’44″220.

Appena fuori dalla Top Ten troviamo poi l’altra McLaren, quella di Stoffel Vandoorne, riuscito a precedere Jolyon Palmer – di nuovo ad 8 decimi dal compagno di team – ed Esteban Ocon, addirittura ad 1″6 dal riferimento di Perez ed apparso in generale più in difficoltà. 14°, in preda alla cronica carenza di carico aerodinamico della sua Williams, è Felipe Massa, che con il suo 1’45″084 si piazza davanti al duo Haas, con Grosjean a precedere di poco più di tre decimi un buon Antonio Giovinazzi: entrambi i piloti della VF-17 hanno svolto un lavoro differenziato rispetto al resto dello schieramento, avendo calzato solamente gomme SuperSoft e non avendo quindi svolto una vera e propria simulazione di qualifica. 17° è poi Lance Stroll, che con il suo 1’47″190 precede Sean Gelael, salito sulla STR12 di Sainz nel corso di questa sessione di FP. A chiudere lo schieramento, infine, c’è il duo Sauber, con Ericsson che per 187 millesimi si tiene dietro Wehrlein.

I rapporti di forza che si sono appena intravisti al termine della simulazione di qualifica sembrano poi essere confermati anche dalle simulazioni del passo gara. Le due RedBull e la Ferrari di Sebastian Vettel, a parità di UltraSoft calzate, hanno messo in mostra un ritmo sull’1’47″basso, riuscendo anche a toccare picchi di 1’46″8. Le Mercedes, quantomeno in questa prima fase, appaiono più indietro sia con Hamilton che con Bottas: i due alfieri delle Frecce d’Argento non sono infatti riusciti ad andare oltre il passo dell’1’47″alto-1’48”, mettendo in mostra, nel caso specifico del #77, anche un consumo piuttosto elevato delle gomme posteriori. Ma come sempre, dovendo stavolta tener conto non solo diversi carichi di benzina probabilmente utilizzati ma anche delle condizioni della pista – che gommandosi diventerà sempre più veloce -, è evidente come sia troppo presto per fare qualsiasi tipo di previsione in ottica gara.

Ecco la classifica completa al termine delle FP1: 

djwcuhbx0aat3tw

ISCRIVITI AL CANALE PER RICEVERE TUTTI GLI ARTICOLI!

Iscriviti e ricevi articoli appena sfornati. Unisciti alla community!

Iscriviti alla nostra newsletter e scopri in anteprima le notizie più importanti del mattino.

Registrandoti, accetti la nostra Informativa sulla privacy e i nostri Termini.

Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

Articoli che possono interessarti

F Read More
Formula E Jeddah

4 Ruote9 Febbraio 2026

Formula E, info e orari TV dell’E-Prix di Jeddah

La Formula E torna in pista con il primo doubleheader stagionale, l’E-Prix di Jeddah, per la quarta e la quinta gara del calendario. Ecco tutte le info, e come seguirlo in TV.

I Read More
Bathurst 2026

4 Ruote8 Febbraio 2026

Info, orari, entry list e dove vederla in TV: guida alla 12 ore di Bathurst 2026

Questo weekend si correrà una delle gare endurance più importanti del pianeta, la 12 ore di Bathurst, sul circuito australiano di Mount Panorama. L’appuntamento, che aprirà la stagione 2026 dell’Intercontinental GT Challenge, vedrà un’affluenza maggiore rispetto agli anni passati. Ecco cosa sapere sulla 12 ore di Bathurst 2026 e dove seguirla in TV.

N Read More

2 Ruote6 Febbraio 2026

Nicolò Bulega pronto per la stagione WorldSBK 2026: “Quest’anno il titolo, poi il salto in MotoGP, con o senza Ducati”

Bulega punta al titolo di campione del mondo Superbike 2026 per concretizzare il suo passaggio in MotoGP, non per forza in sella ad una Ducati

Q Read More

2 Ruote3 Febbraio 2026

Questa non è una MotoGP per Razgatlioglu

Marc Marquez ha guidato la prima giornata di test a Sepang con la nuova Ducati GP26, mentre l’aerodinamica resta il tema centrale per tutti. In particolare per per Razgatlioglu condizionato, per via della propria altezza e del proprio stile di guida, dai vincoli regolamentari sulla posizione delle ali posteriori rispetto al piano della sella