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142 millesimi separano Verstappen, Vettel ed Hamilton nelle FP3 di Singapore. Bene le McLaren

Una pista diversa, meno gommata rispetto al venerdì per via della pioggia caduta nel corso della notte, ha dato il benvenuto ai piloti della F1 per le FP3 del GP di Singapore, l’ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche che scatteranno alle 15:00 (ora italiana). A svettare davanti a tutti, nonostante un consistente innalzamento…

16 Settembre 2017
3 min read

Una pista diversa, meno gommata rispetto al venerdì per via della pioggia caduta nel corso della notte, ha dato il benvenuto ai piloti della F1 per le FP3 del GP di Singapore, l’ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche che scatteranno alle 15:00 (ora italiana). A svettare davanti a tutti, nonostante un consistente innalzamento dei tempi, è ancora una volta una RedBull, quella di Max Verstappen. 

© Getty Images
© Getty Images

Il giovane olandese, alla ricerca della sua prima Pole in carriera – ottenendo la quale diventerebbe il Poleman più giovane nella storia della F1 -, ha chiuso le FP3 in 1’41″829, un crono sì veloce ma più lento di 1″ rispetto a quanto fatto vedere da Daniel Ricciardo al termine della simulazione di qualifica nelle FP2, a dimostrazione di quanto le condizioni del tracciato di Marina Bay siano peggiorate nell’arco di poche ore. A soli 72 millesimi dalla RB13 #33 si piazza poi Sebastian Vettel, che nel corso di queste FP3 ha saputo mostrare ciò che ieri, per via di un errore durante il suo tentativo di giro veloce, si era solamente intravisto: il tedesco della Ferrari chiude infatti in 1’41″901, riuscendo così a tenersi dietro Lewis Hamilton, apparso inizialmente in difficoltà ma poi risalito nei minuti conclusivi fino alla 3^ piazza, a soli 142 millesimi dal crono di Verstappen.

Ai piedi del podio virtuale, con quella che finora è una grandissima prestazione, ci sono le due McLaren: Fernando Alonso, nonostante un problema al pedale del freno che lo ha costretto ai box nella parte iniziale della sessione, ha fatto segnare un ottimo 1’42″383, riuscendo a piazzarsi a poco più di mezzo secondo dalla vetta della classifica, e Stoffel Vandoorne con il suo 1’42″439 non è stato assolutamente da meno, artigliando una 5^ posizione che fa letteralmente sognare il team di Woking. Solamente è il dominatore del venerdì, Daniel Ricciardo: l’australiano non è riuscito a mettere a segno la propria simulazione di qualifica per via di un contatto con le barriere, che lo ha spinto a rallentare in via precauzionale per valutare al meglio le condizioni della sua RB13. Il #3 si è quindi dovuto accontentare di un 1’42″517, che gli è comunque bastato per tenersi dietro un buon Nico Hulkenberg a poco più di 7 decimi da Verstappen – ed i due “Numeri 2” di Mercedes e Ferrari, apparsi finora nettamente più in difficoltà dei loro capisquadra. Valtteri Bottas non è infatti andato oltre l’8^ posizione con il suo 1’42″592, e peggio ha fatto Raikkonen – ancora in preda dei problemi all’anteriore che si erano palesati ieri -, in 1’42″708: entrambi accusano distacchi superiori al mezzo secondo dai propri compagni di team. A chiudere la Top Ten ci pensa poi la prima delle Force India, quella di Sergio Perez, in 1’43″010

Appena fuori dai primi 10 troviamo per 99 millesimi la VJM10 gemella, quella di Ocon, che è riuscito a tenersi dietro Carlos Sainz, Jolyon Palmer – con i suoi soliti 7 decimi di ritardo da Hulkenberg – e Daniil Kvyat, 14° con il suo 1’43″574. In difficoltà come al venerdì è poi Felipe Massa, solamente 15°, così come alla ricerca del bandolo della matassa sono ancora le Haas, con Magnussen che occupa la 16^ piazza davanti a Stroll ed al compagno di squadra Grosjean, tutti con distacchi superiori a 2″ dalla vetta. A chiudere lo schieramento ci sono infine le due Sauber, con Wehrlein che si tiene dietro Ericsson – finito contro le barriere causando la rottura della propria ala posteriore e del diffusore – per 6 decimi. 

Poco c’è stato da provare quest’oggi per quel che riguarda il passo gara. L’asfalto più infido e le temperature differenti rispetto a quelle che dovranno essere affrontate nel corso del GP hanno spinto i team a mandare in pista le monoposto con a bordo relativamente poco carburante e per lo più gomme UltraSoft, con le quali però sono stati messi a segno giri in 1’43” che sono assolutamente più rapidi – e quindi poco indicativi in ottica gara – rispetto agli 1’46” alti che si erano visti fare ieri.

Ecco la classifica completa al termine delle FP3: 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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