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“Nel 2017 ho fatto esperienza, l’anno prossimo attaccherò…”: a tu per tu con Mattia Drudi

19 anni compiuti da pochi mesi, nazionalità italiana, Pescatore virtualmente e realmente ed un piede pesantissimo: questo, a grandissime linee ed in estrema sintesi, è l’identikit di Mattia Drudi, il pilota riminese che assieme al team Dinamic Motorsport ha esordito quest’anno nel Porsche Supercup. Ci servivano altri motivi per chiedere a Mattia un’intervista? Decisamente no,…

8 Novembre 2017
5 min read

19 anni compiuti da pochi mesi, nazionalità italiana, Pescatore virtualmente e realmente ed un piede pesantissimo: questo, a grandissime linee ed in estrema sintesi, è l’identikit di Mattia Drudi, il pilota riminese che assieme al team Dinamic Motorsport ha esordito quest’anno nel Porsche Supercup. Ci servivano altri motivi per chiedere a Mattia un’intervista? Decisamente no, e quindi eccoci qui a fare quattro chiacchiere con lui.

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FUORI TRAIETTORIA: Ciao Mattia, e innanzitutto grazie mille per averci concesso quest’intervista! Partiamo con una domanda generica, poi passeremo a quelle più difficili. Il 2017 è stato l’anno di esordio nella Porsche Supercup sia per te che per Dinamic Motorsport: che voto daresti alla stagione tua e del team? Ci sono cose che cambieresti, potendo tornare indietro durante l’anno?

MATTIA DRUDI: Ciao ragazzi, è un piacere per me! Allora, come voto alla nostra prima stagione in Supercup darei un 7,5. Sicuramente affrontare situazioni completamente nuove non ci ha aiutato, ed infatti spesso abbiamo un po’ subito il fatto di essere dei “novellini”. Però secondo me, i risultati – a volte ottimi – che abbiamo ottenuto hanno un valore ancora maggiore vista l’inesperienza, soprattutto considerando il fatto che il tempo a disposizione in pista non è tanto e le cose vanno apprese molto velocemente. Sì, potendo tornare indietro ci sono alcune situazioni di gara – a SPA in Gara 2 per esempio – o anche strategie durante le qualifiche che cambierei, ma è comunque tutta esperienza per gli anni successivi. Quindi nel complesso, nonostante questi piccoli errori, posso dire di essere veramente soddisfatto della nostra stagione.

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FT: Un paio di settimane fa ci siamo incontrati a Monza, dove hai fatto un’apparizione nel Carrera Cup Italia al volante di una 911 GT3 Cup. Quali sono le differenze tra quell’auto e quella che invece usi nel Supercup? E’ necessario cambiare qualcosa dal punto di vista dello stile di guida?

MD: L’auto che abbiamo usato nel Supercup quest’anno è la seconda versione della 991 GT3 Cup, che verrà utilizzata nel Carrera Cup Italia a partire dal 2018. La differenza principale sta nel motore: la cilindrata di quella nuova è 4.0, quella della precedente è 3.8. Anche i cavalli sono aumentati: nel Supercup abbiamo 485 CV, mentre nell’italiano ne abbiamo 460. In più, l’aerodinamica della nuova macchina è migliorata rispetto alla versione attuale, il tutto grazie all’adozione di un nuovo e più grande splitter. Nel Carrera Cup Italia, inoltre, dal 2017 è stato introdotto l’ABS, mentre nella Supercup non c’è alcun tipo di aiuto. A Monza, di conseguenza, ho dovuto adattare il mio stile di guida proprio per la presenza dell’ABS, con frenate spostate più vicino alla curva e soprattutto effettuate con maggiore intensità. Però c’era un vantaggio: non frenavo con la paura di bloccare – e quindi spiattellare – le gomme anteriori!

FT: Cambieresti qualcosa del format del weekend della tua serie? Se sì, cosa? Orari, numero di FP…

MD: Ovviamente mi piacerebbe poter girare di più. Avere un solo turno di prove libere ti obbliga infatti ad andare un po’ alla cieca con le modifiche d’assetto tra le FP e la sessione di qualifica. Inoltre sarebbe molto meglio fare sempre due gare, come fanno già F2 e GP3! Però i weekend con la F1 sono sempre fittissimi di eventi, quindi penso sia molto improbabile che il format del weekend cambi.

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FT: Questa è una domanda che abbiamo fatto anche a Jonathan (Cecotto, ndr), ma mi piacerebbe sentire anche la tua opinione. Hai un recente passato sulle monoposto a ruote scoperte: quanto hai dovuto cambiare il tuo modo di guidare nel momento in cui sei salito su un’auto GT?

MD: All’inizio, nel momento del cambio di categoria, è stato quasi uno shock. Dalle monoposto sono passato alla Porsche Gt3 Cup, che credo sia la gran turismo più estrema e più fisica da guidare rispetto alle altre considerando che non ha controlli. Ovviamente la velocità in curva delle GT è molto più bassa e anche il modo di vedere la gara è diversa. Con le macchine a ruote coperte durante la gara sono molto probabili dei contatti senza alcuna conseguenza, mentre in monoposto qualsiasi contatto, anche minimo, sta a significare danni gravi alla macchina.

FT: Per gran parte della tua stagione segui la carovana della F1. Su quale circuito del calendario del Circus ti piace di più guidare e perché?

MD: Correndo insieme alla F1 ho avuto l’onore e il piacere di correre a Montecarlo, e sicuramente è stato il weekend più unico e bello della mia carriera (nonostante sia stato parecchio sfortunato in pista). Sembra di essere in un universo parallelo, e l’ambiente che ti circonda ti fa quasi scordare di essere ad una tappa del campionato del mondo. La sera la pista era aperta al pubblico e piena di feste, con tutto quello che comporta una festa, ma nonostante questo la pista la mattina era sempre pulita e perfetta in ogni suo angolo. Ovviamente anche Monza, essendo la nostra gara di casa, è stata molto speciale, e salire sul podio con le tribune piene ancora di più! Nel giro di onore dopo la fine della gara mi sono goduto ogni singolo metro.

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FT: Infine, svelaci – per quanto possibile – i tuoi progetti per il futuro. Dicci magari anche in quale altra categoria ti piacerebbe correre, anche se secondo me rimanendo nel mondo Porsche scommetto che un pensierino al WEC l’hai fatto…

MD: Per il 2018 il mio obiettivo, che penso sia anche quello più logico, è quello di continuare a correre nel Supercup: il primo anno ho corso anche per accumulare esperienza, nel secondo punto ad andare all’attacco. Per il futuro, ovviamente, l’obiettivo primario è quello di diventare un professionista nell’ambiente del Motorsport, magari come pilota ufficiale per qualche casa automobilistica. Ora come ora, credo le categorie più interessanti dove poter correre siano il WEC ed il Blancpain, ma in futuro non si sa mai…

FT: Perfetto Mattia, grazie mille. Sei stato davvero gentilissimo! 

MD: Figurati, è stato un piacere! E un saluto a tutti i lettori di Andare a pesca con un’Audi R18 e FuoriTraiettoria! 

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Si ringraziano i ragazzi di ASPhotography per le foto.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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