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Ogier re nella neve: la vittoria è ormai vicina. Dietro di lui è tripletta Toyota

Il day 3 del Rally di Svezia si è aperto con una difficilissima speciale che sicuramente si rivelerà decisiva per il prosieguo della gara… Come? Si tratta del Montecarlo? A giudicare dalle strade attraversate lungo la PS 9 non si direbbe. I corridori, arrivati alla partenza della prima speciale mattutina, sono stati sorpresi da una…

27 Gennaio 2018
4 min read

Il day 3 del Rally di Svezia si è aperto con una difficilissima speciale che sicuramente si rivelerà decisiva per il prosieguo della gara… Come? Si tratta del Montecarlo? A giudicare dalle strade attraversate lungo la PS 9 non si direbbe.

Ogier re nella neve: la vittoria è ormai vicina. Dietro di lui è tripletta Toyota

I corridori, arrivati alla partenza della prima speciale mattutina, sono stati sorpresi da una spessa coltre di neve distribuita sulla strada che avrebbero dovuto attraversare. Era dal passaggio sul Turini del 2013 che non si trovava una situazione così estrema al Montecarlo, gara che comunque è rinomata anche per queste difficoltà. Nonostante le condizioni al limite, le auto hanno preso regolarmente il via e, tra le WRC, solamente Dani Sordo ha commesso un errore tale da essere costretto al ritiro (era in terza posizione).

Il più veloce in quella prova cruciale, nonostante un testacoda in pieno rettilineo è stato Andreas Mikkelsen, rientrante dopo l’incidente di venerdì e quindi senza nulla da perdere. Ogier è giunto secondo, mettendo così una seria ipoteca sulla classifica finale: il più prossimo inseguitore nella generale, Ott Tanak, è infatti arrivato quinto con 56 secondi di ritardo dal francese, portando così il distacco a circa 1:20. Davanti all’estone, in quarta posizione nella classifica di prova, si è piazzato Andrea Nucita su una 124 Abarth RGT: è vero, quando è partito l’italiano le condizioni dell’asfalto erano notevolmente migliorate, ma la sua rimane una grande impresa nonostante il finale amaro. Il siciliano infatti si è dovuto ritirare lungo la PS 12 per problemi tecnici.

Le altre prove in programma sono trascorse senza grossi problemi, fatta eccezione per la PS 11 che ha visto Meeke, Neuville e Bouffier uscire nello stesso punto, senza conseguenze. Esapekka Lappi è poi incappato in una foratura che gli è costata diversi minuti e che ha messo a rischio il quarto posto che deteneva.

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Per la vetta della graduatoria, tuttavia, paiono esserci pochi dubbi: Sebastien Ogier ha costruito un vantaggio invidiabile in quella che ha definito “una delle prove più atroci della mia carriera”. Il 5 volte Campione del Mondo è poi passato in modalità gestione, con il dichiarato obiettivo di arrivare alla serata con almeno mezzo minuto di vantaggio.

Seppur non di molto, il transalpino ci è riuscito. Ott Tanak, costantemente in rimonta a partire dalla PS 10, è infatti distante 33.5 a 4 speciali dal termine. Se tale distacco non è certamente incolmabile, rimane difficile pensare in una rimonta dell’estone a così pochi chilometri dal traguardo.

Jari-Matti Latvala (+1:32.7) occupa saldamente il terzo gradino del podio: sicuramente avrebbe preferito essere nella situazione del nuovo compagno di squadra con qualche chance di vittoria, ma la prova del finnico rimane tutt’altro che deludente. Per lui, come per tanti altri, si prospetta una domenica ad andatura rilassata nell’attesa, se fosse necessario, di scatenare tutti i cavalli per prendere i bonus della Power Stage.

Questo discorso non vale per Esapekka Lappi (+4:38.5), il quale dopo la foratura in cui è incappato si è ritrovato brevemente alle spalle di Kris Meeke (+4:40.1). La superiorità del suo passo nelle ultime due prove è stata sufficiente per recuperare la posizione nei confronti del nordirlandese ma non per distanziarlo: qualora il pilota Citroen riuscisse a trovare la confidenza per rispondere agli attacchi del giovane sulla Yaris, potrebbe deflagrare una bella battaglia.

Se avere Ogier primo rappresenta comunque una soddisfazione, in casa M-Sport non sono proprio tutti soddisfatti: per trovare la seconda Ford nella classifica bisogna infatti scendere fino al sesto posto di Elfyn Evans (+5:00.2), che ha irrimediabilmente rovinato la sua gara già giovedì sera. Il gallese è inseguito a distanza da Thierry Neuville (+5:33.6), seconda Hyundai, che ha condiviso il difficile destino del collega di cui sopra, con l’aggiunta di numerosi errori più o meno gravi commessi sia venerdì che sabato. Decisamente un inizio di Mondiale sotto le aspettative per il vice-Campione del Mondo.

I numerosi incidenti dovrebbero permettere anche a Bryan Bouffier (+5:43.4) di andare a punti all’esordio su una WRC Plus. Il francese, secondo assoluto al Montecarlo 2014, conferma ancora una volta le notevoli difficoltà che si trovano al primo approccio con queste mostruose vetture. L’ultima World Rally Car a punti è quella di Craig Breen (+8:49.0), che pare destinato al nono posto.

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Il decimo è occupato dal leader della graduatoria WRC-2 e di quella R5, ovvero Jan Kopecky (+14:04.4): il ceco ha gestito la vettura per tutta la giornata, grazie all’abbondante vantaggio con cui si trova in ambo le classifiche.

Tra le R5 a completare il podio sono infatti Kalle Rovanpera (11esimo, +17:54.8) ed Olivier Burri (12esimo, +23:32.8), mentre tra gli iscritti al WRC-2 salgono sul podio virtuale Guillaume de Mevius (13esimo, +26:16.4) e l’italiano Eddie Sciessere (14esimo, +31:10.4). Questi sono saliti di una posizione rispetto a ieri grazie al ritiro di Kevin Abbring, colto in fallo dalla decima speciale.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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