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MotoGP, #ThaiTest: a Buriram svetta Crutchlow. Ottimo Rins, carichi Marquez e Dovizioso

La MotoGp ha finalmente fatto tappa a Buriram, dando vita a questa seconda fase di test 2018 su un tracciato nuovo per il Motomondiale. Caratterizzato da lunghi rettilinei e curve secche, con alte temperature ed asfalto molto abrasivo, il tracciato thailandese ha dato vita ad una prima giornata di test molto scoppiettante, con protagonisti in positivo…

16 Febbraio 2018
4 min read

La MotoGp ha finalmente fatto tappa a Buriram, dando vita a questa seconda fase di test 2018 su un tracciato nuovo per il Motomondiale. Caratterizzato da lunghi rettilinei e curve secche, con alte temperature ed asfalto molto abrasivo, il tracciato thailandese ha dato vita ad una prima giornata di test molto scoppiettante, con protagonisti in positivo Marquez e Dovizioso. Ma alla fine è Cal Crutchlow ad avere la meglio. Molte le cadute, a lungo nelle retrovia Lorenzo. Per le Yamaha bene Rossi, che oggi festeggia 39 anni. Ottima giornata per Rins. 

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Tra le novità di questo test a Buriram, c’è il debutto di Syahrin in sella alla Yamaha del Team Tech3. Altre novità saranno la nuova carena di Ducati, mentre Aprilia ha portato una forcella evoluzione, a inizio marzo in occasione del test in Qatar da Noale arriveranno anche un nuovo forcellone ed un nuovo motore.
Il primo a scendere in pista inaugurando il tracciato è stato il ceco Karel Abraham, seguito dagli alfieri VDS e debuttanti Luthi e Morbidelli. Al termine della prima mezzora tutti sono scesi in pista, l’ultimo è stato Valentino Rossi che oggi compie 39 anni. Le Yamaha ufficiali e la clienti di Zarco hanno iniziato subito con la nuova carenatura alata, mentre Pedrosa e Marquez hanno iniziato questi test con la veste del 2017.

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I primi riscontri cronometrici di rilievo, allo scoccare della seconda ora, vedono Andrea Dovizioso primo in 1’31”738, davanti a Marc Marquez per appena 4 millesimi. Seguono Cal Crutchlow a 27 millesimi e Alvaro Bautista a meno di un decimo: per il momento i primi quattro sono gli unici ad essere scesi in 1’31”. Il primo ad abbattere il muro del 1’32” è stato Marquez. Dani Pedrosa è quinto, il festeggiato Rossi settimo davanti alle Suzuki mentre sono state due ore dure per Jorge Lorenzo. Solamente 15°, davanti a Vinales, a oltre un secondo dal Dovi, il maiorchino è apparso molto nervoso confrontandosi coi ragazzi del suo team. In Superbike lo scorso anno Rea realizzò la pole in 1’32″957, con gomme da qualifica.

Il duello a distanza tra Marquez e Dovizioso si è protratto per le due ore successive. I due hanno monopolizzato il cronometro, abbassando giro dopo giro il limite mantenendosi ad una manciata di centesimi l’uno dall’altro fino a scendere, unici due, in 1’30”! 1’30”912 per il #93, 1’30”945 per il #04. Anche Zarco ha provato ad infilarsi in questa lotta, senza successo e trovandosi quindi a 4 decimi dalla vetta, assieme a Valentino Rossi e Danilo Petrucci.
Ancora molto attardato Lorenzo
, sceso in 19/a posizione, con il debuttante Syahrin che non riesce a scollarsi dalla 24/a ed ultima posizione.

Hafizh Syahrin debutta sulla Yamaha Tech 3
Hafizh Syahrin debutta sulla Yamaha Tech 3

In questa prima mezza giornata ci sono state molte cadute, soprattutto alla curva 12 dove ci hanno lasciato la carena Crutchlow, Bautista e Pedrosa. La caduta di Simeon alla prima curva ha dato il via ad una breve pausa pranzo per tutti, mentre il termometro supera i 40°C. Questo tracciato è attanagliato dalle alte temperature, e vanta un asfalto molto abrasivo. Michelin ha così portato quattro pneumatici anteriori e altrettanti posteriori per questi test. Le anteriori sono tutte simmetriche e caratterizzate da nuove mescole, più dure e progettate per garantire una migliore aderenza e resistenza su superfici abrasive. invece sono asimmetriche le quattro opzioni posteriori. Si tratta di pneumatici già utilizzati in precedenza sulle piste di Brno, Argentina, Sachsenring e Sepang, nel complesso i piloti hanno una dote di venti gomme ciascuno.

Con due ore ancora da completare, la pista è tornata a popolarsi. Il primo ad uscire nuovamente dai box è stato Lorenzo, seguito da Zarco e Marquez. Ma l’impegno per il #99 non basta, e dopo una serie di run torna furioso ai box, senza migliorarsi. Miglioramento invece per le Suzuki: Rins sale in terza posizione, a meno di due decimi dal primato di Marquez, Iannone si porta in quinta posizione tra le Yamaha di Zarco e Rossi.
A ottanta minuti dal termine, Ducati ha battezzato finalmente la versione 2018 della carenatura alata con Andrea Dovizioso.

 

Nel finale Cal Crutchlow si porta in testa, con un colpo di reni ferma il cronometro in 1’30″797, mentre Miller sale in quinta posizione tra le due Suzuki. Cal in questa fase finale ha svelato un ottimo passo, con una serie di 6 giri sul 31”5. Nuova carenatura anche per Lorenzo, in una variante allungata. Il maiorchino si migliora scendendo in 1’31”2 e risale anche Vinales, momentaneamente davanti ai compari Zarco e Rossi. Il Dottore perde così la decima posizione, ma svela in questo finale un ritmo pari a quello di Crutchlow, macinando giri sull’1’31”5.

Nel finale è ressa con Rins che scavalca Marquez, portandosi in seconda posizione con tre giri record nel settore finale. Migliorano anche Pedrosa e Rossi.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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