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Info, orari e record: guida al GP d’Australia di F1

Sono trascorsi oltre quattro mesi da quando l’ultimo baluginio delle luci artificiali di Yas Marina si è spento sul 4° Titolo Mondiale di Lewis Hamilton. Sono stati mesi intensi per i Team di Formula 1, trascorsi tra adattamenti a nuovi Regolamenti Tecnici, pre-tattiche – politiche e non -, test dall’andamento imprevedibile. Tutto l’inverno è stato vissuto…

22 Marzo 2018
5 min read

Sono trascorsi oltre quattro mesi da quando l’ultimo baluginio delle luci artificiali di Yas Marina si è spento sul 4° Titolo Mondiale di Lewis Hamilton. Sono stati mesi intensi per i Team di Formula 1, trascorsi tra adattamenti a nuovi Regolamenti Tecnici, pre-tattiche – politiche e non -, test dall’andamento imprevedibile. Tutto l’inverno è stato vissuto pensando ad un unico obiettivo: presentarsi nel migliore dei modi possibili ad Albert Park, a Melbourne, gara inaugurale di questo 2018 della F1.

© Mark Thompson / Getty Images / RedBull Content Pool
© Mark Thompson / Getty Images / RedBull Content Pool

Il circuito australiano sarà quindi il primo banco di prova per le vetture del Circus, rinnovate sotto diversi aspetti rispetto a quelle dell’anno passato, ma non sarà la cartina al tornasole definitiva dei valori in campo. L’Albert Park è infatti un circuito cittadino, quindi un circuito per certi versi atipico – per layout e per abrasività dell’asfalto, ad esempio – rispetto alla stragrande maggioranza di quelli che compongono il calendario stagionale. Un giro di pista a Melbourne è lungo 5,303 km, ed i piloti di tornate dovranno percorrerne complessivamente 58 per coprire una distanza totale pari a 307,574 km. Sono 16 le curve dell’Albert Park, delle quali 10 a destra e 6 a sinistra, con la maggiore forza G laterale che si registra in Curva 5, quando i piloti saranno sottoposti a 3.9 G per 1″2.

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Nonostante il suo essere “cittadino”, ad Albert Park si viaggia piuttosto veloci. I piloti trascorrono infatti il 66% del tempo sul giro con il pedale dell’acceleratore premuto, e questo comporta un consumo di carburante pari ad 1,81 kg/giro. Piuttosto stressati sono poi il cambio, con 62 cambiate registrare in media nel 2017, e l’impianto frenante, con Brembo che classifica il circuito di Melbourne come “altamente impegnativo” per i freni assegnandogli un indice di difficoltà 8 – su scala da 1 a 10 – al pari di piste come Monza, Sochi e Baku. I piloti trascorreranno il 15% del tempo sul giro pigiando il pedale del freno, con il dato sulla decelerazione media che si attesta sui 4,2 G vista la presenza di 7 frenate da oltre 4 G di decelerazione e con 165 kWh di energia dissipata. Quanto basterebbe per tenere contemporaneamente accese 1.200 PlayStation 4 in un’ora, insomma. Le frenate più violente dell’Albert Park sono due, quella di Curva 1 e quella di Curva 3: in entrambe i piloti subiscono una decelerazione di 4,9 G, ma mentre nella prima staccata si frena per 96 m ed in 0″95, nella seconda ci si aggrappa ai freni per 113 metri ed 1″32. I pacchetti aerodinamici sfruttati dai vari team saranno prettamente a medio-alto carico, visto che la tortuosità di Melbourne non permette alle monoposto di F1 di raggiungere altissime velocità.

© Brembo

Per la prima volta nella storia della F1 ci saranno 3 zone DRS, accompagnate da due Detection Point. Le prime due, caratterizzate da un unico Detection Point piazzato poco prima dell’ingresso di Curva 14, saranno posizionate come lo scorso anno, ovvero sul rettifilo di partenza / arrivo e sull’allungo che da Curva 2 porta a Curva 3. La terza invece, della cui esistenza piloti e team hanno saputo solamente una volta atterrati in Australia, sarà posizionata tra Curva 12 e Curva 13, con il Detection Point piazzato invece prima dell’ingresso di Curva 11. Grazie anche a questa tripla zona di utilizzo dell’ala mobile – creata per cercare di regalare all’edizione 2018 del GP qualche sorpasso in più dei 12 della scorsa stagione -, le velocità massime raggiunte dovrebbero essere nell’ordine dei 320 km/h.

In 14 occasioni chi ha conquistato la Pole Position ha poi ottenuto la vittoria, ma chi ha trionfato ad Albert Park partendo più indietro sullo schieramento si era sistemato addirittura sull’11^ piazzola di partenza. La probabilità poi di veder scendere in pista la Safety Car, vista la vicinanza dei muretti, si attesta al 59%, con la storia del GP che conta 81 giri trascorsi alle spalle della SC. Il giro di pista ideale nel 2017 – sommando i settori di Hamilton, Bottas e Vettel – sarebbe stato in 1’22″081, mentre il giro più veloce in gara continua ad essere quello fatto registrare da Michael Schumacher a bordo della F2004, con il tedesco che fermò il cronometro sull’1’24″125. L’edizione 2017 ha visto trionfare Sebastian Vettel, che con la sua Ferrari chiuse davanti alle due Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

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© Pirelli F1 Press Area

Per quanto riguarda le gomme, Pirelli in occasione del GP d’Australia ha messo a disposizione dei team le Soft, le SuperSoft e le UltraSoft, con le coperture viola che sono state – come accadeva d’altronde anche negli anni passati – le più gettonate da parte di tutti i team. Le condizioni della pista, vista la sua natura di tracciato semi-permanente, miglioreranno parecchio nel corso del weekend, ma l’Albert Park non è un circuito particolarmente stressante per gli pneumatici. Non ci sarà infatti un’eccessiva abrasività dell’asfalto, e dato che neppure i carichi laterali saranno particolarmente elevati potrebbe ripetersi la scelta strategica vista la scorsa stagione, con la maggior parte dei piloti che optò per una strategia ad una sola sosta. Le pressioni minime imposte da Pirelli alla partenza saranno di 22,0 psi all’anteriore e di 19,5 psi al posteriore, con un camber massimo di -3,75° all’avantreno e -2,00° al retrotreno. Assieme alle mescole Slick i piloti avranno ovviamente a disposizione sia le Intermedie che le FullWet, e stando alle previsioni meteo non è detto che le copertura da bagnato non debbano essere usate in Australia: se infatti il sole splenderà sull’Albert Park nella giornata di venerdì, lo stesso non potrà dirsi per quella di sabato, dove addirittura c’è il concreto rischio che le qualifiche possano disputarsi sotto la pioggia. Il pericolo di precipitazioni diminuisce invece per la domenica, con il GP che dovrebbe corrersi interamente con l’asciutto.

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© Pirelli F1 Press Area

Trattandosi di un GP che andrà in scena nell’altro emisfero, il fuso orario imporrà una levataccia mattutina a tutti gli appassionati di F1. Il GP d’Australia, come tutti quelli della stagione 2018, sarà visibile in diretta solamente su SkySport F1 HD (canale 207), mentre la differita andrà in onda su TV8. Ecco tutti gli orari del weekend:

Venerdì 23 marzo

02:00 – 03:30 -> FP1 | diretta su SKY
06:00 – 07:30 -> FP2 | diretta su SKY

Sabato 24 marzo

04:00 – 05:00 -> FP3 | diretta su SKY
07:00 – > Qualifiche | diretta su SKY, differita su TV8 a partire dalle 17:00

Domenica 25 marzo

07:10 – > GP Australia | diretta su SKY, differita su TV8 a partire dalle 19:00

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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