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La MotoGP pronta al rodeo: info, orari e record del Gran Premio delle Americhe

Dopo un fine settimana di sosta, il Motomondiale riaccende i motori. Si sale verso nord, e dall’Argentina si arriva ad Austin, Texas. Dall’asado al barbeque, dal mate al whisky: il passo è breve. Il circuito del COTA è quasi il giardino di casa per Marquez, dove ha dominato senza indugi dal 2013.  Marc’s land, così…

18 Aprile 2018
3 min read

Dopo un fine settimana di sosta, il Motomondiale riaccende i motori. Si sale verso nord, e dall’Argentina si arriva ad Austin, Texas. Dall’asado al barbeque, dal mate al whisky: il passo è breve. Il circuito del COTA è quasi il giardino di casa per Marquez, dove ha dominato senza indugi dal 2013. 

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Marc’s land, così si potrebbe definire il circuito di Austin. Il solo Marc Marquez è riuscito a vincere da quando il Motomondiale fa tappa qui. Dal 2013, quando il GP delle Americhe fu istituito, nessun’altro è riuscito a salire sul gradino più alto del podio nella top class. 2013 che fu anche la stagione d’esordio per Marc in MotoGP.
Più che un circuito amico è proprio il suo giardino di casa. Nessuno riesce a guidare al Cota come Marc, e non si tratta semplicemente di un circuito favorevole alle Honda. Il fatto che 5 anni fa sia stato un esordio assoluto per tutti su questo circuito può essere stato il fattore scatenante per dar vita a questo dominio, assieme ad un lay-out ricco di  curve spigolose. Il talento naturale e le capacità di adattarsi velocemente hanno esaltato Marquez in questo tracciato.

Il Circuit of the Americas offre un layout molto variegato. Le ampie vie di fuga asfaltate trasmettono sicurezza ai piloti, perdonando alcuni errori di valutazione in frenata. La prima curva è un rampino in salita che offre due linee di percorrenza, data l’ampiezza della sede stradale in questo punto. Una più interna e spigolata ed una più esterna che strizza l’occhio a chi cerca la massima velocità di percorrenza. Arriva poi un insieme di curve, dalla 2 alla 9, che sono un’unica lunga “esse” da raccordare. Un susseguirsi di cambi di direzione dolci che via via si fanno aspri. Troviamo quindi un breve allungo che porta alla curva 11, un’altro tornantino, che immette nel lunghissimo rettilineo, quasi perpendicolare a quello dei box ed in leggera piega verso destra.

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In questo rettilineo si riescono a raggiungere senza problemi i 330 km/h, con le Ducati che potrebbero alzare l’asticella oltre i 340. Troviamo quindi 3 curve secche, le 12, 13 e 15, mentre la 14 è una lenta piega in accelerazione che le raccorda. Arriva allora una serie di curve che ricorda molta la famosa ‘curva 8’ di Istanbul. I piloti la affrontano come un’unica curva destrosa con più punti di corda, ed è forse quella che li fa divertire maggiormente. Troviamo quindi due curve a sinistra, la prima più aperta e la seconda più chiusa, che immettono nel rettilineo principale.

Entrambi i record sul giro appartengono, manco a dirlo, a Marquez. Il giro più veloce in assoluto lo segnò nel 2015, un 2’02”235, il record in gara risale al 2014, un 2’03’575.Lo scorso anno, all’esordio con le Michelin, i tempi si sono alzati, con una pole stampata da Marquez in 2’03”188 mentre in gara il best lap fu in 2’04”682

Classiche tre mescole a dispozione dei piloti ma Michelin porterà gomme posteriori asimmetriche, con il lato destro più duro.

Ecco giunti quindi agli orari. L’evento sarà interamente trasmesso su Sky Sport MotoGP, qualifiche e gare saranno in diretta anche su TV8.

Venerdì 20 aprile

15.55 – Moto3 Prove Libere 1
16.55 – MotoGP Prove Libere 1
17.55 – Moto2 Prove Libere 1
20.10 – Moto3 Prove Libere 2
21.05 – MotoGP Prove Libere 2
22.05 – Moto2 Prove Libere 2

Sabato 21 aprile

15.55 – Moto3 Prove Libere 3
16.55 – MotoGP Prove Libere 3
17.55 – Moto2 Prove Libere 3
19.35 – Moto3 Qualifiche 
20.30 – MotoGP Prove Libere 4
21.10 – MotoGP Qualifiche
22.05 – Moto2 Qualifiche 

Domenica 22 aprile

15.40 – Warm Up Moto3,
16.10 – Warm Up Moto2
16.40 – Warm Up MotoGP
18.00 – Moto3 Gara 
19.20 – Moto2 Gara 
21.00 – MotoGP Gara

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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