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Il Venerdì del COTA se lo aggiudica Iannone, ma Marquez fa paura

Nel corso delle FP2 Iannone ha fatto segnare il miglior tempo di giornata, portando la sua GSX-RR in vetta alla classifica. Bene le Yamaha, con sia Rossi che Vinales a giocarsi le prime posizioni ma il Cowboy di Austin si conferma Marc Marquez. Pista molto rovinata, i piloti hanno alzato la voce. A tenere banco…

21 Aprile 2018
3 min read

Nel corso delle FP2 Iannone ha fatto segnare il miglior tempo di giornata, portando la sua GSX-RR in vetta alla classifica. Bene le Yamaha, con sia Rossi che Vinales a giocarsi le prime posizioni ma il Cowboy di Austin si conferma Marc Marquez. Pista molto rovinata, i piloti hanno alzato la voce.

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A tenere banco nel venerdì di Austin sono state le condizioni della pista. Il nastro d’asfalto col tempo si è rovinato, lo scorso anno i piloti avevano fatto notare un eccesso di buche ed avvallamenti. Per risolvere il problema i texani hanno deciso di fresare la pista longitudinalmente, un’operazione strana utilizzata spesso negli USA per gli ovali. Il risultato è stato pessimo e quasi tutti i piloti si sono risentiti, il più diretto Danilo Petrucci: “Non è sicuro correre su un tracciato come questo. Nemmeno nei Campionati nazionali si trova una pista del genere. È vero che siamo nella MotoGP, dove il livello è alto e bisogna correre in qualunque situazione,  ma queste condizioni le potevano trovare forse Agostini ed Hailwood quando correvano”.

Il primo turno è stato così molto difficile per tutti, con una pista completamente senza grip mentre le cose sono migliorate, seppur di poco, nel corso delle FP2.
A chiudere davanti è stato Andrea Iannone, che nel finale di turno sfrutta al meglio le gomme nuove, Medium davanti e Soft dietro, stampando un 2’05”599. Il pilota di Vasto ha poi svelato un passo interessante, 2’05”9 con gomme Medium vecchie di 10 giri. Dall’altra parte del Box si deve lavorare ancora, con Rins 7° che paga sia sul passo che sul giro secco 8 decimi a Iannone.
In seconda posizione troviamo Marc Marquez. Il #93 ha chiuso davanti nelle FP1 rifilando 4 decimi a Rossi, 8 a Vinales e un secondo a tutti gli altri, mentre nelle FP2 si è dovuto accontentare della seconda posizione per 56 millesimi. Il punto è che però Marc non ha fatto time attack in nessuna sessione, senza montare gomme nuove nel finale. Addirittura i suoi migliori tempi sono arrivati nel corso di long run con gomme usurate. Nelle FP1 ha usato una sola coppia di gomme, Soft davanti e Medium dietro, girando sul passo del 2’05”9 con 16 giri sulle gomme, rifilando un secondo a tutti. Nelle FP2 ha girato sul passo del 2’04” alto, usando al posteriore una Hard con 10 giri sul groppone. Molto probabilmente, con una soft nuova, si sarebbe piazzato in prima posizione con almeno 8 decimi su tutti.

Terza e quarta posizione per le Yamaha ufficiali di Vinales e Rossi. I due sono molto vicini tra loro sia sul giro secco, pagando oltre tre decimi a Iannone, che sul passo gara: 2’06” basso per Rossi su Medium usate da 10 giri per Rossi, 2’06”5 per Vinales, usando però delle Medium con il doppio del chilometraggio.
Chiude la Top5 Cal Crutchlow, che paga un decimo alle Yamaha sia sul passo che sul giro secco.

Settima posizione per Jorge Lorenzo (+0”888), davanti al team mate Andrea Dovizioso (+1”048). Il maiorchino ha chiuso entrambe le sessioni davanti al forlivese, condizione che si conferma, rivelando un divario ancor più ampio, analizzando i passi gara: se il #99 riesce a girare sul 2’07” basso, il#04 fatica a mantenersi 2”07” alto.
nona posizione per Aleix Espargaro (+1”140), che per 22 millesimi mantiene la sua Aprilia davanti a Pedrosa. Anche e è solo decimi, si tratta comunque di un buon risultato considerando che non si sapeva nemmeno se ce l’avrebbe fatta a completare la prima sessione. Nel FP2 il #26 ha inanellato 6 giri sul 2’06”4 di passo con Medium nuove.

Fuori dalla Top10 Petrucci, Zarco e Miller, con il rischio pioggia ad incombere sulle decisive FP3.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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