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Pazzo Portogallo: comanda Neuville, ma i ritirati sono 5 su 13 partenti!

È ormai andata in archivio una delle tappe più pazze degli ultimi anni di Mondiale Rally. Su una superficie molto morbida e difficilissima da interpretare per tutti, si è verificata una strage di vetture, con ben 5 ritiri su 13 iscritti in classe WRC Plus. Il primo ad alzare bandiera bianca è stato Ott Tanak, fermatosi…

19 Maggio 2018
4 min read

È ormai andata in archivio una delle tappe più pazze degli ultimi anni di Mondiale Rally. Su una superficie molto morbida e difficilissima da interpretare per tutti, si è verificata una strage di vetture, con ben 5 ritiri su 13 iscritti in classe WRC Plus.

Pazzo Portogallo: comanda Neuville, show Meeke senza una gomma

Il primo ad alzare bandiera bianca è stato Ott Tanak, fermatosi lungo la PS 2 a causa di una perdita d’olio che ha causato un surriscaldamento del suo motore Toyota: un brutto colpo per il campionato dell’estone, appena rilanciatosi con la vittoria ottenuta in Argentina.

La squadra giapponese ha immediatamente perso anche la sua seconda punta, con Jari-Matti Latvala impossibilitato a terminare la PS 3 dopo aver rotto un ammortizzatore mettendo una ruota in una buca troppo profonda per la sua Yaris WRC. Diversamente dal compagno di team, il finlandese proverà domani a riprendere il via.

È poi stato il turno di colui che non ti aspetti: Sebastien Ogier interrompe una striscia discretamente lunga di gare concluse senza Rally-2, avendo raccolto l’ultimo ritiro al Finlandia dello scorso anno. Il francese commette un insolito errore, probabilmente anche a causa delle difficoltà aggiunte dal ruolo di apripista su una strada così sporca, andando a sbattere e finendo così nell’elenco di coloro che non hanno terminato questa giornata.

Ma non è finita: Andreas Mikkelsen ha rotto il servosterzo lungo la PS 6, concludendo la speciale grondante di sudore e venendo costretto a fermarsi prima dell’inizio della prova successiva: il norvegese, al momento dello stop, era nel gruppetto a pochi secondi dalla zona podio.

Dulcis in fundo è arrivato il bruttissimo incidente di Hayden Paddon, leader della corsa fino al momento dell’impatto, che è uscito di strada ad alta velocità rimbalzando violentemente sulla sede stradale e costringendo la direzione di gara alla sospensione della speciale, che non è mai stata ripresa, costringendo la giuria ad assegnare diversi tempi arbitrariamente. Il neozelandese è dunque stato portato all’ospedale per precauzione, anche se ci sono possibilità che sabato mattina sia di nuovo al via.

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C’è qualcuno, comunque, a cui la giornata non è andata poi così male: stiamo parlando di Thierry Neuville, che ha approfittato delle difficoltà dei piloti che gli stavano attorno per prendere il comando delle operazioni, risultando l’unico in grado di conservare discretamente le gomme fino all’ultima speciale. Il belga, grazie a ritiro di Ogier, va così virtualmente in testa al campionato, ma dovrà concretizzare il risultato mantenendo la prima piazza fino alla Power Stage.

È stato un ottimo Day 1 anche per Elfyn Evans (+17.7), finalmente competitivo per la prima volta in stagione. Il gallese, pur avendo perso qualche secondo di troppo nelle prove cittadine, punta dunque al primo podio di questo 2018, per indirizzare finalmente questa difficile annata nella giusta direzione.

Terzo provvisorio Dani Sordo (+24.3), in testa alla corsa in mattinata, che come molti ha avuto qualche problema di troppo con il consumo gomme, arrivando alla fine del secondo loop di prove completamente senza tassello. Lo spagnolo è seguito da un brillante Teemu Suninen (+34.4), al quale solo in nottata è stato assegnato un tempo per la PS 7 interrotta dall’incidente di Paddon, che partiva prima di lui.

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Esapekka Lappi (+45.8) ha dichiarato che questo Portogallo è una delle gare più difficili che abbia mai affrontato: le sue parole sono confermate dai fatto, dal momento che anche lui è andato in crisi con le gomme verso la fine, perdendo qualche secondo di troppo dalla vetta. Segue Mads Ostberg (+48.3), l’altro pilota che ha rallentato l’uscita di questo articolo, dato che per gli stessi motivi di Suninen il suo tempo è arrivato solo intorno alla mezzanotte. Il norvegese, nonostante il suo programma ridotto di quest’anno, risulta essere il miglior Citroen di questa gara.

Questo anche perché Kris Meeke (+1:18.7) ha perso un’eternità completando non una, ma ben due Street Stage andando su 3 gomme e un cerchio! Probabilmente impossibilitato a cambiare lo pneumatico dalla breve lunghezza del trasferimento tra le due speciali, il nordirlandese scende così dal terzo al settimo posto.

Non è stato un buon venerdì neanche per l’altra Citroen, quella di Craig Breen (+2:27.3): una foratura lungo la terribile PS 7 gli è costata la testa della corsa (solo in quella prova ha perso 2:24.6, ridotti poi a 1:54.9 dalla giuria per l’incidente di Paddon), o almeno un podio che sembrava decisamente alla portata in questa gara. Una gran delusione per l’irlandese, anche perché l’alternanza con Loeb gli ha fatto già perdere due gare, motivo per cui, avendo meno cartucce rispetto agli altri, è un peccato sprecare una corsa che stava andando così bene.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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