Preparate il Brunello, si fa tappa al Mugello: info, orari e record del Gran Premio d’Italia
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Preparate il Brunello, si fa tappa al Mugello: info, orari e record del Gran Premio d’Italia

Un tracciato mistico per gli appassionati a due ruote, collocato in una terra di poeti e buongustai. Bisteccone e calorosi vini rossi, curve mozzafiato e traversoni. Il Gran Premio Motociclistico d’Italia è una tappa tra le più seguite, vuoi per il mito toscano che vola attraverso le frontiere, vuoi per un tracciato sinuoso ed unico. E…

31 Maggio 2018
4 min read

Un tracciato mistico per gli appassionati a due ruote, collocato in una terra di poeti e buongustai. Bisteccone e calorosi vini rossi, curve mozzafiato e traversoni. Il Gran Premio Motociclistico d’Italia è una tappa tra le più seguite, vuoi per il mito toscano che vola attraverso le frontiere, vuoi per un tracciato sinuoso ed unico. E come dimenticare il calore dei tifosi, non senza eccessi. Ad infiammare le tribune sono soprattutto i due beniamini tricolori, Rossi e Ducati, ai cui supporter sono dedicate tribune Ad Hoc.

Il Circuito del Mugello è ormai un punto fisso del Motomondiale. La pista si distende sulle colline toscane e pare disegnata da una qualche divinità pagana dei motori. In poco più di 5 chilometri c’è tutto quello che un motociclista possa desiderare: un lunghissimo rettilineo, curve velocissime, cambi di direzione in pendenza, nessun tornantino lento e stretto e la coppia delle curve Arrabbiate, che sono considerate da quasi tutti i piloti le due curve più belle al mondo per il motociclismo, esattamente come la salita dell’Eau Rougue e la repentina Raidillon lo sono per l’automobilismo. A comporre il circuito sono 15 curve, 6 a sinistra e 9 a destra. Di queste 10 si combinano realizzando dei cambi di direzione ciascuno diverso dall’altro, menzione speciale per le velocissime Biondetti. L’infinito rettilineo principale, di ben 1141 metri, inizia in leggera salita e termina in discesa, con il cambio di pendenza che le MotoGP affrontano ad oltre 320 km/h. E non è perfettamente dritto.

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Il giro più veloce in assoluto è di Andrea Iannone, un 1’46”489 fatto registrare nel 2015 e che gli valse la Pole, sempre del #29 è la velocità di punta più elevata, 354.9 km/h raggiunti lo scorso anno. Appartiene invece a Marc Marquez il record in gara che risale al 2013 fermando il cronometro in 1’47”639. Lo scorso anno a vincere fu Andrea Dovizioso, con Maverick Vinales e Danilo Petrucci a fargli compagnia sul podio.
Per la Moto 2 il record in gara appartiene a Tom luthi, che lo scorso anno girò in 1’52”084. In Moto3 il record di gara appartiene ad aron Canet, che sempre lo scorso anno girò in 1’57’071.

Il tracciato è contraddistinto come detto da frequenti cambi di inclinazione: se nelle curve in salita il rischio è di arrivare senza la necessaria velocità perché si è frenato troppo, in quelle in discesa c’è il pericolo opposto, ossia di finire nelle vie di fuga per aver staccato troppo tardi. Secondo i tecnici Brembo, l’Autodromo del Mugello rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. Ciò grazie al fatto che le curve sono posizionate in maniera abbastanza uniforme lungo il tracciato, permettendo ai dischi in carbonio di raffreddarsi adeguatamente. Qui i freni vengono utilizzati per 10 volte nell’arco di un giro, per un totale di circa 28 secondi. La decelerazione massima è di 1,5 g, mentre in 6 curve si superano gli 1,3 g, il valore medio si attesta a 1,15 g.  Dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti esercitano una forza complessiva di 9 quintali sulla leva del freno: il quarto risultato più basso del Mondiale.

La staccata più dura, nonché unica del circuito ad essere classificata come impegnativa per i freni, è quella della San Donato (curva 1). Qui i piloti arrivano ad oltre 350 km/h effettivi, quasi 360 se in scia, e si attaccano ai freni per raggiungere i 90 km/h necessari per affrontare la curva. Per frenare vengono impiegati oltre 5 secondi, durante i quali vengono percorsi 288 metri. La decelerazione è brutale, si raggiungono mediamente gli 1,5 g e supera di 0,18 g quella della Porsche 911 GT3. Solo qui si spendono 5,4 kg di carico sulla leva, con il liquido frenante che raggiunge i 9,3 bar di pressione. Pressione che raggiunge i 9,5 bar nelle staccate che portano alla Scarperia e al Correntaio. Molto difficile la frenata dell’ultima curva, la Bucine: complice la discesa i piloti percorrono ben oltre 200 metri in frenata passando da 265 km/h a 108 km/h in 4,2 secondi.

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Per affrontare al meglio questo week end, Michelin ha deciso di portare gomme simmetriche per tutte le mescole anteriori e per la Soft posteriore. Medium ed Hard posteriori saranno asimmetriche, con la spalla destra più dura.

Qualifiche e gare saranno in diretta sia su TV8 che su Sky Sport MotoGP, mentre solo il canale satellitare offrirà la copertura dell’intero evento. Ecco gli orari:

Venerdì 1 giugno
09:00 Moto 3  FP1
09:55 MotoGP  FP1
10:55 Moto 2 FP1
13:10 Moto 3 FP2
14:05 MotoGP FP2
15:05 Moto 2 FP2

Sabato 2 giugno 

09:00 Moto 3 FP3
09:55 MotoGP FP3
10:55 Moto 2 FP3
12:35 Moto 3 Qualifiche
13:30 MotoGP FP4
14:10 MotoGP Qualifiche
15:05 Moto 2 Qualifiche

Domenica 3 giugno

08:40 Warm Up Moto 3, Moto 2 e Moto GP
11:00 Moto 3 Gara
12:20 Moto 2 Gara
14:00 MotoGP  Gara

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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